Migranti lasciano il centro di Carlantino, "ma la struttura è inservibile". Il sindaco: "Danni ingenti e utenze non pagate"

L'amara sorpresa a giugno. Il sindaco, Graziano Coscia, avvierà presto una azione legale nei confronti del Consorzio ‘Aretè’, di Trapani, che per circa tre anni (e fino al 30 maggio scorso) ha gestito la struttura di accoglienza straordiaria

I danni provocati alla struttura

“Oltre al danno, la beffa. L’ostello comunale di Carlantino, che fino a poco tempo fa ospitava un centro di accoglienza straordinaria per migranti, era stato dato in comodato d’uso gratuito. Quindi, non solo il Comune non ha ricevuto un centesimo, ma rischia anche di accollarsi spese ingenti per i danni subiti e per i debiti accumulati dal Consorzio gestore”.

C’è grande amarezza nelle parole del sindaco Graziano Coscia, che attende l’arrivo di settembre per poter dare corso ad una azione legale nei confronti del Consorzio ‘Aretè’, di Trapani, che per circa tre anni ha gestito la struttura, fino al 30 maggio scorso, quando - in seguito alle decisioni politiche del Ministro dell’Interno in materia - gli ultimi ospiti hanno lasciato il centro. 

Di qui la scoperta. “A metà giugno, durante un sopralluogo congiunto con il Consorzio, abbiamo constato una serie di danni alla struttura: arredi distrutti, pavimenti danneggiati e anneriti dall’uso di fornelletti, porte e infissi divelti. In queste condizioni la struttura è inservibile e rimetterla in piedi richiederà fondi ingenti”, continua Coscia. “Ad ora non abbiamo una stima ufficiale dei danni, ma indicativamente siamo sui 100-150mila euro, cui si aggiungono i debiti per utenze e servizi (tra cui acqua e Tari) non pagati dalla società per ulteriori 10mila euro”.

Le precisazioni del Consorzio Areté sulla vicenda

Nella lettera con le contestazioni mosse alla società trapanese, inviata a mezzo pec in data 8 luglio, si lamenta, più nel dettaglio, “la mancanza di manutenzione delle pareti e delle volte che risultano annerite e recano vistosissimi segni di umidità e perdita di intonaco; il danneggiamento della pavimentazione, che reca in quasi tutte le stanze vistose tracce di fuochi liberi; danneggiamento del mobilio rimasto in struttura (mentre diversi sono gli arredi non più presenti nell'immobile); la rottura delle pompe di sollevamento ubicate nel serbatoio di accumulo (la Asl ha rilevato addirittura contaminazione da legionella negli impianti idrici). Le tapparelle esterne e i pannelli del controsoffitto, inoltre, risultano sfondati o divelti e una copiosa quantità di rifiuti è stata abbandonata nel cortile della struttura e nell'adiacente pineta”.

Intanto, in attesa di azioni legali, il Comune di Carlantino non ha accettato l’immobile (che quindi, formalmente, risulta ancora affidato al Consorzio siciliano). “Date le contestazioni, non abbiamo accettato la riconsegna della struttura. Passato agosto daremo incarico ad un perito per una stima esatta dei danni e ci affideremo ad un legale per la richiesta di risarcimento a carico dei gestori. Inoltre, il consorzio aveva depositato una polizza fideiussoria presso la Prefettura di Foggia e tenteremo anche l’attivazione della stessa”.

Il primo cittadino non nasconde la delusione. "In passato, era il 2012, Carlantino ebbe già un precedente simile in tema di accoglienza, con una società di Lucera. Ma in quell’occasione l’esperienza fu più che positiva: la società, oltre ad investire sulla struttura e sul territorio, vigilò accuratamente sull’operato degli ospiti per non creare disagi economici ad una piccola comunità. Oggi, invece, ci troviamo con una struttura inservibile”. 

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