Colpisce la figlia con violenti pugni, poi abusa sessualmente di lei davanti alla nipotina di sette anni

A Cerignola (Foggia) un uomo è stato arrestato per aver picchiato, minacciato di morte e aver abusato sessualmente di sua figlia davanti alla nipotina di sette anni

Immagine d'archivio

Nel pomeriggio di martedì 12 dicembre, a Cerignola, la Polizia di Stato ha tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di misura cautelare in carcere, un uomo di 48 anni per i reati di violenza sessuale aggravata e atti persecutori in danno della figlia, rea di essere in fase di separazione dal marito e di aver intrapreso una nuova relazione sentimentale.

Le precisazioni della figlia e vittima dell'accaduto

L’aggressione e la violenza sessuale

La sera del 6 novembre scorso, personale appartenente alla Squadra Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola era intervenuto presso il locale Pronto Soccorso dove era giunta una ragazza che aveva subìto un’aggressione. La vittima, in evidente stato confusionale, aveva riferito di essere stata aggredita dal padre, poco prima, mentre si trovava all’interno della sua abitazione, alla presenza della figlioletta di sette anni; l’uomo, dopo aver scavalcato il cancello, aveva raggiunto la figlia, colpendola con violenti pugni alla testa, mentre la ingiuriava e la minacciava di morte. Improvvisamente, poi, aveva abusato sessualmente di lei alla presenza della piccola che, nel frattempo, sentite le urla della madre, implorava al nonno di lasciarla stare, che però minacciava di morte anche lei. Solo dopo essersi accorto che i vicini si erano tutti affacciati alle rispettive abitazioni, urlando e chiedendo all’uomo di smetterla, si era allontanato. Soccorsa dal 118, alla malcapitata sono state riscontrate diverse ferite e traumi, con prognosi di giorni 15.

La denuncia e la nuova vita sentimentale

In sede di denuncia, il giorno successivo, la giovane, dopo aver chiesto, con chiamata su 113, di essere scortata presso il Commissariato di P.S. poiché aveva notato il padre aggirarsi  nei dintorni della sua abitazione a bordo della sua autovettura, ha dichiarato di essere in fase di separazione consensuale con il marito, dalla cui unione erano nati due figli, ad oggi ancora minori, pur continuando a vivere nella stessa abitazione, e che aveva incominciato a frequentare un altro uomo, anch’egli in fase di separazione con la moglie.

Un padre violento e possessivo

La donna ha raccontato di un padre da sempre violento e possessivo, sia fisicamente che verbalmente, che alternava periodi di depressione a periodi di euforia; per evitare i suoi soprusi, aveva deciso di andare via di casa all’età di 15 anni, mediante la cosiddetta “fuitina” con il fidanzato dell’epoca, poi diventato suo marito; il padre, da quando era venuto a conoscenza della sua separazione, nonché della sua nuova relazione sentimentale, gli aveva reso la vita un inferno, tanto da avere paura per la propria incolumità, anche per le continue minacce di morte.

Dallo scorso mese di settembre, la situazione fra la donna e il padre era precipitata e in un’occasione, dopo aver  finito il turno di lavoro, mentre era a bordo della sua autovettura e tornava  a casa, il padre le aveva tagliato la strada e aveva  tentato di aggredirla; la giovane, fortunatamente, era riuscita ad invertire il senso di marcia e ad allontanarsi, dirigendosi presso la Caserma dei Carabinieri di Cerignola, per chiedere  aiuto. Dopo questo episodio, la giovane, unitamente al nuovo compagno, aveva denunciato quanto accaduto,  ma aveva poi rimesso la querela, in seguito a messaggi di scuse del padre.

Già una settimana dopo, però,  i comportamenti persecutori e minacciosi del padre erano ripresi, anche in modo più aggressivo, fino a giungere all’episodio del 6 novembre scorso. Anche l’ex marito della donna aveva ricevuto numerose telefonate dall’ex suocero, nelle quali quest’ultimo manifestava la volontà di fare del male alla figlia; inoltre, ingiuriava la donna con epiteti volgari e offensivi davanti a chiunque, compreso il figlio minore della stessa e continuava con i suoi atteggiamenti aggressivi e persecutori anche dopo aver abusato di lei.

A seguito di accurata ricostruzione dei fatti, considerata la gravità della vicenda, gli Agenti del Commissariato hanno chiesto alla competente A.G. provvedimento applicativo di idonea misura cautelare, che è stato emesso tempestivamente dal  GIP presso il Tribunale di Foggia, in considerazione dell’aggressività e dell’assoluta incapacità dell’uomo di dominare i propri istinti sessuali, al punto da abusare sessualmente di sua figlia.  Lo stesso, dopo le formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Foggia. “La Polizia di Stato prosegue il suo incessante lavoro a tutela delle donne che subiscono violenza, ponendosi in prima linea al fianco delle vittime,  garantendo loro la massima tutela e il massimo impegno per assicurare alla giustizia gli autori di questi efferati crimini”

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Commenti (5)

  • Che animale questo qua!

  • Non è possibile che esistano "persone", scusate volevo dire animali, del genere.

  • Speriamo che in carcere rendano quello che ha commesso!!!

  • Buttatelo in una cella con quattro maghrebini arrapati

  • Se le accuse fossero vere, in questi casi che bisognerebbe fare?
    Cercare di riabilitare il supercampione? Se, col binocolo.
    Io un'idea ce l'avrei. Proviamo a fare uno scambio con i cinesi. Loro mandano in Italia i soggetti che sono in regime di detenzione - tanto lì il massimo che si può trovare a livello di criminalità è chi sta scontando una pena per corruzione - e noi diamo loro i nostri supercampioni. Si, facciamo scontare ai nostri detenuti la pena inflitta, in una struttura carceraria cinese. Sono convinto che se non si riabilitano con questo sistema, non si riabiliteranno più.

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