Minacce ed umiliazioni al professore disabile: “Paga o ti bruciamo l'auto”

L'uomo, 43enne con conclamate difficoltà motorie, da circa 2 anni subiva le richieste estorsive da parte di quattro ex-alunni. Richieste di denaro variabili dai 5 a 20 euro, anche due volte a settimana

Bullismo

Quando hanno capito che quel “calvario” di minacce ed umiliazioni subito dal figlio – un docente disabile di 43 anni, di Manfredonia - era diventato finalmente un capitolo da archiviare, si sono lasciati andare ad un lungo pianto liberatorio in Commissariato. E’ stata questa la prima reazione degli anziani genitori dell’uomo, docente in una scuola media sipontina, che da due anni ormai subiva le minacce e le richieste estorsive di una baby gang senza scrupoli composta da quattro suoi ex alunni, tutti minorenni (uno ha 17 anni, gli altri compiranno 16anni entro la fine dell’anno).

Un calvario vissuto di riflesso anche dai genitori con i quali il docente di educazione tecnica condivide l’abitazione e, fino a poco tempo fa, anche la pressione psicologica provocata dai bulletti del quartiere.

La minaccia più frequente era quella di bruciare l’auto del prof, una vettura modificata, fondamentale per l’uomo alla luce della sua conclamata disabilità motoria; l’umiliazione più grave e meschina, invece, avveniva nel momento in cui l’uomo provava a sottrarsi alle richieste di denaro: in quel caso gli aguzzini non esitavano a rincorrere l’uomo per strada, mettendolo in una situazione di grande difficoltà e serio pericolo.

Il gruppo - che agiva sia con la formazione al completo che singolarmente – aveva compreso la fragilità dell’uomo, scoperto il punto debole e continuava a bersagliarlo senza pietà. Era diventato un vero e proprio tormento: l’uomo era perseguitato dai suoi aguzzini che ritrovava ovunque: sotto casa, per strada o all’uscita dell’istituto scolastico dove insegna, al punto tale che il professore ha iniziato a temere per la sua incolumità e quella dei suoi familiari.

E’ stata una telefonata anonima giunta al 113 a scoperchiare il “vaso di Pandora” e fare luce sulla tanto triste quanto grave vicenda. “Con molta probabilità un vicino, – spiega il dirigente del Commissariato sipontino, Luciano Di Prisco – impietosito dal calvario che il gruppo di bulletti infliggeva alla vittima, ha deciso di segnalare l’ennesima richiesta di denaro che stava per consumarsi di li a breve sotto casa del professore”.

Una volante immediatamente giunta sul posto ha fermato e controllato tre ragazzi appostati nel luogo indicato nella telefonata: si tratta di tre minorenni (di cui due già noti alle forze di polizia per possesso di hashish ed un altro già arrestato per rapina).

Nel prosieguo dell’indagine, volta ad accertare gli episodi estorsivi, il docente – trovandosi in un vero e proprio stato di terrore psicologico - minimizzava gli accadimenti mostrandosi reticente. Poi un “crollo” improvviso. “Come se si stesse liberando di un incubo, di getto ha confermato la costante dazione di denaro ad alcuni suoi ex alunni cui era costretto con continue minacce”.

Richieste che si susseguivano ormai da quasi due anni diventando sempre più frequenti: variavano da 5 a 20 euro, anche due volte a settimana. Servivano – secondo quanto dichiarato dagli inquirenti – a saldare alcuni debiti contratti per l’acquisto di sigarette o per trascorrere le giornate tra la strada e la sala giochi: si tratterebbe, infatti, di ragazzi che non frequentano più la scuola e che vivono di espedienti.

Ragazzi che la vittima ha avuto modo di seguire, negli anni passati, in qualità di docente e che ora lo perseguitavano senza ritegno. Di alcuni di loro, però, il professore non ricordava più i cognomi e per questo è stato necessario il riconoscimento fotografico.

Il docente ha individuato nelle immagini gli stessi ragazzi che gli agenti di polizia, nel corso delle indagini, hanno più volte sorpreso sotto la sua abitazione. Per loro l’accusa è di estorsione continuata ed aggravata: questa mattina gli agenti del commissariato di Manfredonia, insieme al reparto di Prevenzione Crimine di Bari, hanno eseguito nei loro confronti un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale per i minorenni di Bari, Antonella Triggiani su richiesta del pm Carla Spagnolo.

Due di loro sono stati accompagnati in due diverse comunità, a Bari e ad Altamura; per gli altri due è prevista la permanenza in casa.

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