Brutalmente aggredito in via Arpi, 22enne non si dà pace: “Voglio sapere chi è stato”

Il 22enne di San Severo è stato aggredito all'uscita di un locale la mattina del 28 maggio. Sette giorni in ospedale e prognosi di trenta giorni. A FoggiaToday chiarisce: "Non ho fatto nessuna avances"

Piazza Baldassarre, vicino al luogo dell'aggressione

Chi è stato ad aggredirmi? E’ questo l’interrogativo che da alcune settimane perseguita il 22enne di San Severo preso a pugni da uno sconosciuto alle prime luci dell’alba del 28 maggio scorso in via Arpi, dopo una serata tranquilla trascorsa prima con amici al Zapoj di via Grecia e poi al Winery.

A FoggiaToday la vittima racconta l’accaduto, ma mette in chiaro le cose: “Non ho fatto nessuna avances”. A dirla tutta – ci racconta - poco prima di entrare nel locale situato in zona ‘Tre Archi’, si è avvicinata una ragazza con la quale Davide (nome di fantasia) ha scambiato due chiacchiere: “Mi ha fatto una battuta, l’ho assecondata ma con ritegno”.

Le strade dei due si sono divise dopo pochi minuti, fino a quando, all’uscita del locale, mentre il sanseverese si recava in stazione per prendere il treno del mattino che lo avrebbe riportato a casa, da un angolo di via Arpi è sbucata una persona che ha cominciato a minacciarlo sostenendo di essere il fidanzato della ragazza con la quale il ventiduenne si era intrattenuto per pochissimi minuti prima di trascorrere il resto della nottata nel locale di piazza Baldassarre. Stando alla ricostruzione di Davide, qualche minuto prima di andar via, un ragazzo con delle stampelle che si trovava vicino a lui all’ingresso del locale, aveva rivolto un apprezzamento, ma nulla di volgare, nei confronti della stessa ragazza “dall’accento campano”.

E’ successo tutto in pochissimi secondi. “E’ bella quella ragazza, ma adesso vattene. Nemmeno il tempo di chiedere spiegazioni che l’aggressore ha fatto partire un ceffone. A quel punto, temendo di essere nuovamente colpito, Davide ha reagito con due pugni, ma nel giro di pochi secondi ne ha ricevuti sei o sette andando a terra per ben due volte e in una pozza di sangue: “A quel punto si sono avvicinati altri due ragazzi che mi hanno detto di andarmene altrimenti me ne avrebbero tirati degli altri”.

Impaurito, con un dente rotto e sanguinante, il malcapitato è stato soccorso in piazza San Francesco da alcuni passanti che hanno allertato un’ambulanza del 118, sulla quale è salito per essere trasportato al pronto soccorso dei Riuniti, prima di essere trasferito definitivamente a San Giovanni Rotondo, dal cui ospedale è stato dimesso il 4 giugno con una prognosi di trenta giorni.

A distanza di più di un mese dal violento episodio, i postumi, non solo fisici, restano. In attesa di recuperare totalmente la sensibilità del labbro, Davide dovrà ricostruirsi almeno due dei dieci denti scheggiati: “Io non so cosa ho fatto per meritarmi un pazzo”. Ora però spera di dare un nome e un cognome a quel ragazzo dalla corporatura robusta, capelli castani, lisci e corti, rasati sia dietro che ai lati, che il 28 maggio scorso si è accanito nei suoi confronti tanto da mandarlo in ospedale.

La vittima ha sporto denuncia contro ignoti al comando dei carabinieri, ma nessuna telecamera di videosorveglianza della zona avrebbe ripreso l’accaduto. Davide non si dà pace, vuole sapere il perché di tanta violenza in quella che sarebbe dovuta essere una serata divertente ma che purtroppo per lui si è trasformata in un incubo.

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