Giovedì, 28 Ottobre 2021
Una panchina per due

Opinioni

Una panchina per due

A cura di Leonardo De Santis

San Michele

Aziende comunali…, tattica per le elezioni provinciali?

Dal blog 'Una panchina per due' di Leonardo De Santis e Michele Sisbarra

LEONARDO DE SANTIS | Il sindaco Landella rinvia incontro con i partiti della maggioranza per trovare la quadra sulle nomine nelle aziende comunali. In Italia ci sono  24 mila membri dei Cda delle aziende municipalizzate, 80mila contando anche revisori dei conti e consulenti. Per pagarli occorrono  63 euro l’anno a testa. Sinora, per scelta politica, Foggia non rientrava nel novero dei censiti, ma pare che il “nuovo” organismo di governo della città, non veda l’ora di ripristinare il tutto.

Il  Comune, è proprietario di una serie di aziende e agenzie, ciascuna delle quali ha di norma Consigli di amministrazione dai tre ai cinque posti, il Sindaco sceglie il presidente del Cda, la maggioranza che lo sostiene il resto. Ognuno di loro, salvo meritorie eccezioni, sta lì per garantire che la fazione che lo ha nominato abbia la sua parte, dicono i malpensanti, per assunzioni clientelari e eventuali appalti alle imprese di riferimento. 

La Roma di Alemanno ne è esempio, poi è un puro caso che la maggioranza è molto simile a quella che oggi governa Foggia. Qualcuno (che i suoi stessi hanno voluto trombare con le primarie), sbracciandosi e a muso duro aveva trovato la soluzione: azzeramento dei Cda e sostituzione  con un amministratore unico al quale si chiedeva  conto di quello che funzionava o meno, anche perché se il proprietario è uno solo, non si capisce che senso abbia nominare più persone.

Ma il tema non si esaurisce qui, l'accordo politico ancora non c'è, perché in ballo ci sono le famigerate elezioni provinciali, da un esito non scontato e importanti proprio per il nostro sindaco, che ha bisogno di capitalizzare, anche in vista dell’ammissione del ricorso al Tar presentato dall’opposizione, che volente o nolente fa vivere notti meno tranquille, ad un politico navigato, come Landella, che oggi è sindaco a dispetto soprattutto di alcuni dei suoi alleati.

MICHELE SISBARRA | Ma cosa ti aspettavi, Leo, credevi davvero alla storia della resurrezione? Alle nuove regole per una nuova città? Gli appetiti so' appetiti. Vedi, oramai non mi sconvolge più la spudoratezza della politica nella gestione del potere, l'uso delle nomine politiche per mantenere uno status di governo.

Non mi mortificano più le grandi urlate di insoddisfazione dei consiglieri della stessa maggioranza per ottenere maggiori spazi di potere. Il macigno che sembra pressare sempre di più sulla nostra città, costringendola al fatale immobilismo, è il comportamento di molti cittadini che continuano ad usare la condanna alla politica come giustificazione al loro disimpegno, al totale disinteresse, anzi, autentici costruttori di un solido processo di clientela.

Ci sono politici eletti di questa maggioranza che hanno fondato il loro straripante consenso sulla logica del favore, del piccolo cabotaggio, ma inesistenti nelle attività che investivano interessi collettivi. Ci sono politici eletti della vecchia maggioranza che non hanno quasi mai votato bilanci, non hanno quasi mai assunto posizioni forti per la crescita di Foggia, eppure anche il loro consenso è stato altrettanto straripante. Giocare sulle miserie umane è il percorso più facile.

Vedi, caro Leonardo, ho appena letto che il sindaco nominerà solo i revisori nelle varie aziende. Bene, allora sembra che l'idea che non ci debba essere la politica negli enti sia passata, ci si chiede. No, solo tattica per elezioni provinciali. I latini dicevano "do ut des".  Vedrai dopo il 12 ottobre, eletto il Papa alla provincia, tutti gli ubbidienti saranno accontentati. Son pagine troppo pesanti per essere voltate.

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