Il cortile e il pancotto

Il cortile e il pancotto

Lettera ad Antonio, martire ed eroe della Restanza

Dal blog 'Il Cortile e il Pancotto', di Massimiliano Arena

Antonio Facenna

Antonio caro, sono uscito dal cortile per la prima volta da quando vi sono tornato. Scavalco e vengo a cercarti. Voglio conoscere la tua vita, voglio raccontarla e, sebbene con tutti i miei limiti, vorrei prenderla a esempio. Mi piacerebbe arrivare da te come il Barone Rampante, passando di albero in albero, ma per lunghi tratti durante il tragitto la distanza tra un albero e l’altro è tanta, anche se mi dicono che tanto tempo fa dal mio cortile alla tua terra si poteva giungere passando di albero in albero.

Non ho tempo per approfondire le ragioni. Scendo a terra e inizio a correre. Sento urla di dolore, dalla terra, dal cielo, dal mare. Si parla di un ragazzo che è restato, si parla di un eroe, di un martire della restanza. Sei rimasto, tu hai avuto la follia per restare. Tu non hai aspettato un concorso, né il favore del potente, né ti sei cullato davanti al bar del dolce far niente. Hanno ragione, sei un eroe, ora anche un martire.

Ecco sono arrivato, ti ho trovato. Intorno un gran vociare sulle cause, le colpe, i colpevoli. Non ho titolo per partecipare alla discussione, io che, sull’amato Gargano, ho mangiato, ballato e brindato nei monumenti dell’abusivismo e nei mausolei dei facili condoni. Devo fare silenzio. Sono qui solo per arricchirmi del tuo sacro esempio. Solo tu avresti diritto di parlare ora, tacciano tutti i sepolcri imbiancati. Nelle scuole del Sud, di ogni Sud, dovrebbero insegnare come materia la Restanza. E sui libri di questa materia più di un capitolo ti sarebbe dedicato.

Chi ci dice che la nostra terra è povera, mente: mentre ce lo dicono in realtà ce la usurpano. Chi ci dice che la nostra terra non può produrre ricchezza ha lo stesso gene di chi ci ha uniti 150 anni fa e da allora ha fatto in modo che molti dei nostri padri andassero a cercare miglior sorte altrove, spesso all'estero. Da oggi in poi abbiamo un motivo in più per restare e difendere la nostra terra dauna: il tuo sacro esempio.

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Nel rinacciare tutti i pezzi della tua vita che solo ora emergono, vedo una tela preziosa, rara. E’ l’attaccamento virale al creato che ti circondava. Un ultimo pensiero ti affido, mio fratello di radici, per il telaio che ha tessuto questa tela preziosa: i tuoi genitori, che hanno saputo instillare in te la genuinità, senza la quale non è possibile amare così follemente tutto quanto di bello ogni giorno vive sotto il cielo.

Il cortile e il pancotto

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