Smacco contrattuale al Cup del Riuniti, Barone: "I lavoratori non paghino per scelte sbagliate"

I dipendenti, a seguito del subentro della società Gpi di Trento aggiudicataria della gara d’appalto pubblica che esternalizza il CUP per i ticket, vedranno il loro contratto decurtato con un contratto Multiservizi part-time a 36 ore

Immagine di repertorio

A partire da questo mese i lavoratori del Cup degli ospedali Riuniti di Foggia, a seguito del subentro della nuova società Gpi di Trento aggiudicataria della gara d’appalto pubblica che esternalizza il centro unico prenotazione per i ticket, vedranno il loro contratto decurtato con un contratto Multiservizi part-time a 36 ore.

La società Gpi secondo una “tutela” (ma non clausola sociale) prevista dal bando, si sarebbe vista assegnare l’appalto per cinque anni, con un punteggio superiore se la stessa avesse trattenuto i 23 lavoratori attualmente impegnati presso il Cup ospedaliero con contratto di somministrazione dell’Agenzia Etica. Ad oggi però i lavoratori si sono ritrovati con un contratto peggiore per CCNL e livello, rispetto a quello attuale e con un periodo di prova di sei mesi.

“Che il bando fosse sbagliato dall’inizio lo si intuiva da subito, che la stessa Dirigenza Ospedaliera fosse poi così superficiale nell’accompagnare questo passaggio lo dimostra la gestione delle assunzioni delle 23 unità”. E' duro il commento della consigliera regionale Rosa Barone del Movimento Cinque Stelle.

“Ci sono molti interrogativi che pongo a questo punto alla dirigenza Ospedaliera e al direttore Pedota, lo stesso che superficialmente definì questo passaggio “come un bubbone da risolvere”: mi chiedo ad esempio come sia possibile che una dirigenza ospedaliera non faccia degli accertamenti in merito alla tipologia di contratti che vengano applicati ai lavoratori, a maggior ragione se questo parametro ha influito nell’assegnazione di un punteggio più alto all’azienda vincitrice. Vorremmo inoltre comprendere le ragioni di un periodo di prova di ben sei mesi, nonostante tutti riconoscano a questi lavoratori la professionalità derivante da 9 anni di servizio prestato presso il Riuniti".

"Vorrei capire inoltre se è vero che vi sia stata una negligenza da parte della dirigenza, che non avrebbe comunicato nei tempi e nelle modalità corrette all’agenzia ETICA il passaggio alla società Gpi, costringendo di fatto i lavoratori a recedere dai contratti di somministrazione per firmarne di nuovi. A pagare le scelte “leggere” di questa dirigenza non devono essere i lavoratori, nel silenzio di tutti, compreso quello del presidente Emiliano che ha trattenuto per sè la delega alla sanità, un settore che non riesce evidentemente a seguire adeguatamente". 

"Chiediamo che il presidente Emiliano venga a riferire in Consiglio in merito a questa faccenda. Il Presidente  - conclude Barone - è ancora in tempo per riformare completamente la dirigenza del Riuniti, sul cui operato noi come Movimento 5 Stelle vigileremo costantemente. Questa vicenda è solo la risultante di tanti altri episodi similari che in passato come oggi hanno coinvolto tra gli altri il direttore Pedota o l’allora dirigente Teresa Romei.”

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