“In Ataf siamo innanzi a un vero e proprio salasso economico preconfezionato”

Non usa giri di parole il consigliere comunale Luigi Buonarota. "Torno sulla questione Ataf e sulle condizioni retributive dei lavoratori, per i quali nulla è cambiato". E divulga la lettera di un dipendente dell'azienda

Ataf

“In Ataf siamo innanzi a un vero e proprio salasso economico preconfezionato”. Non usa giri di parole il consigliere comunale Luigi Buonarota. “Lo dissi e lo scrissi il 16 giugno 2016. Oggi, 17 marzo 2017, manca poco a un anno, ritorno sulla questione Ataf e precisamente sulle condizioni retributive dei lavoratori”. Situazione sulla quale vige ancora un nulla di fatto.

“Il 12 febbraio 2016 invitai il sindaco Franco Landella e il Cda dell’Ataf a far prevalere il buon senso sulle decisioni collettive, appunto, quelle che riguardano chi lavora nella ex municipalizzata dei trasporti pubblici di Foggia”, ricorda Buonarota. “Da allora nulla è cambiato e Foggia non può continuare a subire ritorsioni da chi chiede giustizia per ottenere diritti sanciti dalla Costituzione Italiana, frutto di anni e lotte sindacali e che si chiama lavoro. Come sempre, le responsabilità si scaricano su chi lavora e su chi protesta, mai su chi decide e amministra specie se lo scettro è impugnato dalla stessa politica che ha scelto amministratori e Cda, quasi fosse ad uso privatistico”.

“Tutti sappiamo che in Ataf è stato messo in atto un Piano di Rientro Finanziario, quello del 2016-2018, a supporto del nuovo Accordo di ristrutturazione del debito di Ataf S.p.A. Piano approvato dal Consiglio di Amministrazione il 03 marzo 2016, prevede un risanamento di circa 15 mln/€ attraverso l’acquisizione di beni immobili comunali  e dalle previsioni dell'andamento dei ricavi delle attività della sosta e del TPL  - Trasporti Pubblici Locali - e dalle previsioni di riduzione e ottimizzazione dei costi aziendali. Ad oggi tutte queste azioni sono risultate improduttive, come del resto quelle precedenti, per cause della forbice sui ricavi rispetto ai dati esposti".

"Ad avvalorare l’improduttività delle azioni messe in campo, oltre le insoddisfacenti adeguamenti inflattivi dei contratti TPL e ricavi sulle soste tariffate, c’è anche la scarsa manutenzione del parco macchine dovuto essenzialmente alle mancate erogazioni di fondi a favore dell'Ataf per l'acquisto di mezzi e loro ricambi per un’adeguata e opportuna manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi. Nel 2016 mi soffermai anche sulle difficoltà che Ataf ha nel pagare i fornitori e possibili revoche da parte dei creditori, che nella fattispecie sono Agenzia Entrate, Inps, istituti bancari, motivi di preoccupazione per eventuale fallimento dell'azienda ex municipalizzata".

Continua ancora Buonarota: "In una lettera che ho ricevuto da un dipendente Ataf, riportata di seguito, si evince tutta al sua preoccupazione sulle inique decisioni attuate dal Cda Ataf e dal suo alfiere Landella. Nella lettera è ben definita l’attuale condizione che si vive in azienda: annullamento di corse e soppressioni di linee sono solo alcuni aspetti di disagio cui i cittadini sono sottomessi pur pagando doverosamente biglietti e abbonamenti. E ciò è ascrivibile anche alla incomprensione decisione - che rasenta l’anti sindacabilità - di disdettare le indennità di secondo livello come previsto da un accordo siglato da Ataf e ampiamente pubblicizzato definendolo un salvacondotto per traghettare nel futuro l’azienda".

"Ricordo, come ben detto nella lettera, che le disdette cui sopra gravano sulle famiglie dei dipendenti, facendo mancare sulla busta paga dai 350 ai 600 euro mensili. Siamo innanzi a un vero e proprio salasso preconfezionato da Ataf che sta seguendo un preciso percorso voluto dal sindaco e i suoi proseliti monocolore politico e partitico. Mi chiedo, il salvacondotto Ataf sono siamo noi foggiani che dovremmo accollarci ulteriore costi che l’Amministrazione non riesce o non vuole sanare? Basterebbe iniziare nel rivedere, semmai eliminare, anche il Cda che Landella ha ristabilito con costi pubblici e che chi prima di lui aveva abbattuto per non gravare sulle spalle pubbliche. Di seguito vi inoltro la lettera pervenutami giorno 15, che ho ricevuto da un dipende ATAF e delle sue preoccupazioni che sono quelle di molti suoi colleghi".

LA LETTERA | Con questa lettera si intende portare alla ribalta la drammatica situazione in cui versa l'azienda Ataf ed i suoi lavoratori. È ormai di dominio pubblico, che nella nostra città, il servizio di trasporto pubblico non sia al massimo dell'efficienza. Quotidianamente la cittadinanza si vede costretta a subire annullamento di corse, soppressioni di linee, con notevole disagio ai danni di chi, nonostante  tutto,  di buon grado, continua a pagare biglietti e abbonamenti.

La causa di tutto ciò è da ricercare in un’inefficiente gestione del parco macchine, dovuto non ad un’inefficienza del personale preposto, ma dalle mancate erogazioni di fondi a favore dell'Ataf per l'acquisto di mezzi, ma soprattutto di ricambi per la corretta ed opportuna manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi. Inoltre, circa 8 mesi fa, il management aziendale, d'intesa con la proprietà, ha deciso di disdettare unilateralmente le indennità di secondo livello, indennità rinvenienti da un accordo siglato pochi mesi prima, ampiamente pubblicizzato dal presidente di Ataf sui media locali come l'accordo che avrebbe salvato l'azienda “TRAGHETTANDOLA NEL FUTURO” .

Le disdette degli accordi di secondo livello, gravano totalmente sulla testa di ogni singolo dipendente per un importo che varia dalle 350 alle 600 euro mensili, abbattendo pesantemente gli stipendi, il potere  di acquisto e la dignità dei lavoratori e delle loro famiglie, che visto l'infinito protrarsi di questo vero e proprio “salasso” sono ora stremate economicamente, in quanto hanno  comunque dovuto far fronte agli impegni assunti con le banche e/o altri istituti di credito. Ed anche la sola gestione quotidiana delle esigenze di ogni nucleo familiare è ormai messa a dura prova.

Adesso il management aziendale  e la proprietà hanno imposto ai lavoratori, per il ripristino delle  buste paga, la firma di un nuovo accordo, altamente penalizzante per  il lavoratore sotto ogni punto  di vista, talmente assurdo da essere unico nel suo genere, unico in Italia e sicuramente  anche unico al mondo. Nonostante tutto, i lavoratori di Ataf, pur di rivedere la busta paga rimpinguata di ciò che gli è stato decurtato, con grande senso di abnegazione e attaccamento al lavoro, in virtù di un assemblea tenutasi pochi giorni or sono, hanno deciso di accettare e far firmare  quanto prima questo accordo. Ora aspettano solo che si sottoscriva quanto prima questo accordo, affinché possano riavere i soldi in busta paga già da questo mese, permettendogli di far fronte ai loro impegni e alle esigenze delle proprie famiglie”.

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