Crac ‘Don Uva’, l’on. Di Gioia lascia il PSI: “Non ho ricevuto avviso di garanzia”

Di Gioia lascia il partito per non coinvolgerlo. "Mi recherò spontaneamente per chiarire la mia posizione e chiedere conto delle indagini che si presume mi riguardino"

L'on. Lello Di Gioia

L’on. Lello Di Gioia, l’ormai ex deputato socialista di San Marco La Catola eletto in Sardegna nella lista del Partito Democratico, lascia il PSI. La decisione è maturata all'indomani degli arresti sul crac da 500 milioni delle Casa Divina Provvidenza opere 'Don Uva'. Di Gioia sarebbe, insieme alla figlia Silvia, uno dei 25 indagati nell'inchiesta della Procura di Trani.

Il parlamentare foggiano, attraverso una comunicazione inviata alle agenzia di stampa, fa sapere di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia o notifiche di reato dalla Procura di Trani, presso la quale, ha detto, “mi recherò spontaneamente per chiarire la mia posizione e chiedere conto delle indagini che si presume mi riguardino”.

Di Gioia ha rassegnato le dimissioni dal partito “in cui ho militato da sempre e a cui sono legato da trent’anni di militanza e passione politica per non coinvolgerlo” afferma. Conclude Di Gioia: “Resterò un semplice deputato del gruppo Misto alla Camera dei Deputati”. Intanto, si apprende che le dimissioni non sarebbero state ancora presentate al segretario nazionale, Riccardo Nencini.

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