Bordate del leghista Vigiano a Landella "candidato sindaco": "A te è mancata la dignità politica"

Il capogruppo in Consiglio comunale della Lega, Antonio Vigiano, replica ai "personalismi" e "fughe in avanti" del forzista Franco Landella, che si ricandiderà alla guida di Foggia ma senza passare dalle Primarie

Landella e Vigiano

Se il sindaco di Foggia mostra i muscoli, Antonio Vigiano, capogruppo della Lega di Salvini in Consiglio comunale, indossa i guantoni del pugile e sferra una serie di bordate all'indirizzo del primo cittadino "candidato sindaco di Forza Italia". 

La risposta di Vigiano a Landella

E' proprio vero che "chi non riesce ad essere autorevole finisce sempre per provare ad essere autoritario" e Franco Landella, nel corso dell'assemblea provinciale del suo partito, ha lanciato la sua ricandidatura a sindaco per le prossime amministrative, non più autorevole, esclusivamente con spirito autoritario.

Ha parlato di "dignità politica", quella che gli è mancata nel corso della sua sindacatura oramai giunta al termine, incurante che eguale "dignità politica" dovrebbe essere riconosciuta alle altre forze politiche della coalizione di centrodestra, che con spirito di sacrificio si stanno adoperando per tenere unita la coalizione, convinte che solo l'unione può consentire al centrodestra di continuare a governare la città di Foggia.

Infine, ha ricacciato la solita solfa della "sua storia personale", ecco appunto personale, perché le personalizzazioni potrebbero essere molteplici, molte delle quali a scapito del primo cittadino.

Bei tempi quelli in cui tutto il centrodestra plaudiva alla ricandidatura autorevole del sindaco Agostinacchio, che purtroppo cedono il passo ad una pagina politica da dimenticare, quella in cui un singolo partito della coalizione si arroga il diritto di spingere in maniera autoritaria la ricandidatura del suo reuccio Landella, che per mesi, con la sua flebile voce, ha sempre impartito lezioni di alta politica nostrana, sostenendo che nessun partito della coalizione avrebbe dovuto fare fughe in avanti e che il futuro della coalizione doveva essere scevro da personalismi.

Ma come al solito in politica i buoni propositi rimangono tali, mentre fughe in avanti e personalismi restano il verbo, quello che ha portato la gente a disinnamorarsi della politica.

Che Landella sia adirato dall'idea delle primarie è scontato, in quanto non è facile per un sindaco uscente sentirsi messo in discussione, che egli abbia altresì paura delle primarie o di qualsivoglia confronto democratico all'interno della coalizione di centrodestra per la scelta del futuro candidato sindaco della città di Foggia è altresì scontato, vista la attuale composizione della sua maggioranza consiliare a Palazzo di Città.

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Per quanto concerne la Lega, le parole di Landella non sposteranno di una virgola la sua azione politica in ambito locale, le primarie restano sempre uno strumento democratico con cui poter ambire ad avere il miglior candidato sindaco tenendo unita l'intera coalizione di centrodestra, e se le primarie o un sereno confronto democratico tra i partiti dovessero naufragare per colpa di qualcuno, questo qualcuno, mutuando le parole sempre profuse dal sindaco Landella in questi mesi, si dovrà assumere la relativa responsabilità politica di un eventuale insuccesso elettorale, da aggiungere alla "sua storia personale". 

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