Renzi scombussola anche la politica foggiana, ex PD e socialisti gli 'anti Emiliano' e la sorpresa Landella: "Saluto istituzionale"

Prima uscita di Italia Viva a Foggia con il vice di Matteo Renzi, Ettore Rosato. Malumori nel centrodestra per la visita di Franco Landella. Molti ex dem e socialisti. Dario Stefano l'anti Emiliano. Il PD riunisce 'l'attivo provinciale'

Le foto della prima uscita dei renziani di Italia Viva a Foggia

Da una parte i renziani, su viale XXIV maggio; dall’altra un Pd che cerca, in contemporanea, di serrare le fila in via Taranto; nel mezzo un centrodestra in fibrillazione, che poco ha gradito la partecipazione di Franco Landella alla prima di ‘Italia Viva’ ieri a Foggia (seppur in ‘veste istituzionale’, come ha tenuto ha rimarcare il sindaco). E’, in sintesi, il bilancio dell’esordio del nuovo soggetto politico di Matteo Renzi nel capoluogo dauno. Che lancia i primi vagiti anche da queste parti, scatenando, come nelle previsioni, ad un tempo plausi e indigestioni.

Elezioni regionali: si ragiona su Dario Stefàno

Ma andiamo con ordine. Nella sala dell’Hotel Ciccolella il partito prende forma. E lo fa con la formula della Leopolda e alla presenza del vicepresidente della Camera dei Deputati, Ettore Rosato, giunto ieri in città per lanciare le nuove parole d’ordine e per dare, subito, il colpo di grazia a Michele Emiliano: “Non partecipiamo a primarie già vinte – dichiara ai cronisti, avremo un nostro candidato alternativo”. Chi? Il pensiero corre a Dario Stefàno: è attorno alla sua figura che si ragiona, filtra. Ed è un dato: il centrosinistra dovrebbe scendere in campo ufficialmente diviso. Certo, per essere realmente competitiva Italia Viva dovrebbe raggiungere l’asticella dell’8%, ma che Renzi avrebbe messo le castagne sul fuoco al governatore della Puglia uscente era roba acclarata.

Il parterre 

Con chi lo farà? La creatura politica è in fieri. Ed il parterre, al momento, è quello atteso. Certo, il tentativo di offrire il palco a volti giovani e nuovi è nobile. Ma, tra interessati e curiosi, i volti che si distinguono sono soprattutto quelli che hanno già fatto la storia della politica cittadina e provinciale. Ci sono i reduci del socialismo che fu, Lello Di Gioia e Angelo Benvenuto, c’è Giulio Scapato, il centrista ex parlamentare Michele Ricci con figlio, Valerio; c’è l’ex consigliere regionale PD di San Severo Dino Marino. C’è Sergio Clemente, in cerca di casa stabile dopo la fuoriuscita dal Partito Democratico.  Dal Pd arrivano anche Aldo Ragni, Lorenzo Frattarolo, Iaia Calvio, Raimondo Giallella (sindaco di Pietramontecorvino), Luigi Presutto, Ugo Fragassi. Parole dure nei confronti dei dem da Rosa Cicolella, che ha abbandonato una casa democratica ‘a parole’, dove “si sentiva figlia di un dio minore”. Si intravede Michele Salatto. Dall’entourage di Leonardo Di Gioia arriva Antonio De Sabato, primo dei non eletti con la civica dell’ex assessore regionale alle ultime elezioni comunali (in attesa sempre che Di Gioia gli lasci il seggio in consiglio). Da San Marco La Catola, oltre a Lello Di Gioia, anche il sindaco, Paolo De Martinis e Bernadette Cappelletta.

Molti ex. Tra le assenze si nota quella di Michele Vaira, l’avvocato penalista noto ‘renziano’  che in questo progetto ha scelto di non esserci. Non in questa fase almeno. Il palco, tuttavia, è per i giovani. Che pure arrivano, anche dalla Provincia. Ma c’è molto da lavorare, questo è indubbio. Il partito è alla ricerca di formule diverse, orizzontali, senza tessere. “No tessere ma livello di intelligenza politica” le parole d’ordine lanciate da Rosato. “Un partito leggero ma solido, che sulla rete degli amministratori costruirà la sua forza”. Soprattutto autonomo, in grado di autodeterminare le politiche del proprio territorio. “Non verremo mai a dirvi cosa fare, sarete voi a dirci cosa vi serve che facciamo per voi”. Il tema è costruire classe dirigente, assente da lungo tempo da queste parti. La mission di ogni presente ieri in sala quella di raccogliere le disponibilità di chi vuole dare il proprio contributo. Stringere mani.

Nei prossimi giorni inizierà il percorso ufficiale, verranno indicati i coordinatori provinciali, un uomo e una donna (per i primi in pole Aldo Ragni, Lorenzo Frattarolo o Valerio Ricci; per le seconde Iaia Calvio, Rosa Cicolella, Katya Colella).

Franco Landella e i malumori nel centrodestra

E che il momento sia cruciale, fluido e delicato lo dimostra la presenza ieri di Franco Landella, sindaco di Foggia in quota Forza Italia. Una presenza che, per quanto il primo cittadino si sia affannato a parlare di “saluto istituzionale”, conferma la fluidità del momento politico e l’interesse con cui le forze moderate guardano al nuovo soggetto renziano, che mira ad isolare gli estremismi. Ed è fisiologico che, in queste ore, i partner della coalizione di centrodestra che governa il Comune di Foggia stiano storcendo il muso. Numerose le doglianze che stanno facendo da contorno alla partecipazione del primo cittadino, soprattutto dal fronte Lega. Che potrebbe ritrovarsi a votare in aula quella stessa commissione contro l’odio firmata Segre istituita a livello nazionale senza i voti del centrodestra ma che a Foggia, su proposta di Antonio De Sabato e assenso del sindaco, potrebbe vedere la luce. Come si regoleranno le forze di coalizione di Landella?

Il Pd riunisce l'Attivo provinciale

Intanto dal fronte Pd si cerca di serrare le fila. In contemporanea con le reunion renziana, infatti, Azzarone Bordo Campo e Piemontese hanno convocato ‘l’attivo provinciale’, un incontro tra dirigenti – la spiegano dalla Federazione – per parlare dell’attualità politica nazionale nelle more che le fuoriuscite renziane riscrivano i perimetri e si ridefinisca l’assemblea provinciale.

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