La beffa: il Comune di Foggia 'dimentica' di restituire le chiavi alla ditta, costretto a pagare 250mila euro

Lo rivela il candidato sindaco di 'Foggia in Testa' Giuseppe Mainiero. Mai restituite alla SoGeFimm le chiavi per locale inidoneo a fungere da archivio e deposito di arredi giudiziari

"Sono veramente stanco di continuare a scoprire e denunciare alla pubblica opinione quella che i buoni di cuore definiscono “ sciatteria amministrativa” della ormai cessata ( si spera per sempre ) amministrazione Landella, o meglio della premiata ditta “Landella&Cangelli ormai espertissimi gioco delle “tre scimmiette”, del non vedo, non sento, non parlo, tanto pagano i foggiani!". Esordisce così Giuseppe Mainiero, candidato sindaco della lista 'Foggia in Testa', registrando l'ennesimo caso, a suo dire, di spreco di denari pubblici.

La replica dell'assessore Cangelli

"In realtà - dice infatti Mainiero-, non si tratta proprio di sciatteria, ma di veri e propri attentati al portafoglio dei poveri concittadini per inefficienza od altro ( su cui vogliamo tacere ), che sarebbero potute essere utilizzate ben altrimenti".

I fatti. In forza del D.Lgs. n.155 del 7/09/2012, che disponeva la soppressione delle sedi giudiziarie   e di alcuni Giudici di Pace, ubicati nei comuni ( fra cui anche quella di Lucera) della Provincia di Foggia, sorse la necessità di trasferire le competenze di quegli Uffici al Tribunale di Foggia e l’esigenza per quest’ultimo di avere maggiori spazi per archivi e per deposito arredi e suppellettili, rinvenienti dalle soppresse strutture giudiziarie. A seguito di apposito avviso pubblico, venne indetta dall’Amministrazione Comunale una indagine di mercato che individuò come idoneo per l’uso richiesto un immobile di mq. 4.200,00, ubicato in agro di Foggia, sulla SS 16 al KM 678+ 840, di proprietà della SO.GE.F.IMM.S.r.l.

In data 10.07.2015, venne stipulato anche il relativo contratto di locazione, Rep. N. 10432, in virtù di determinazioni dirigenziali nn. 799/15 e 801/15. Senonché, pochi giorni dopo, esattamente in data 14.07.2015, la Commissione di Manutenzione del Circondario di Foggia, alla cui valutazione era sin dall’inizio sottoposta la validità del contratto, determinava la inidoneità di detto immobile, in quanto riscontrava la presenza di criticità e tempestività nelle opere da farsi.

Già prima, vale a dire in data 20/11/2014, con nota n. 26331, l’Agenzia del Demanio di Foggia aveva espresso parere di inidoneità all’uso di archivio/deposito degli Uffici Giudiziari, in quanto ricadente in zona “E” area agricola del vigente P.R.G.

Con determina dirigenziale del Servizio LL.PP. dell’Ente, n. 901/2015, veniva, dunque, revocato il menzionato contratto di locazione, e con successiva determina del 9.03.2016, n. 23145 il Dirigente del servizio LL.PP., ing. Potito Belgioioso, rimetteva le fatture elettroniche da riconsegnare alla SO-GE.F.IMM. S.r.l., nonché le chiavi dell’immobile in parola.

Fatto sta che quelle chiavi non vennero restituite alla società locatrice, ma rimasero “inspiegabilmente e senza motivazione alcuna” chiuse nel cassetto della scrivania del capo gabinetto del Sindaco, finché la stessa SO.GE.F.IMM. non propose la procedura monitoria tesa ad ottenere il pagamento di tutti gli arretrati dei canoni non pagati dall’Ente, che, come già detto, continuava a detenere l’immobile, non avendo restituito le chiavi ed il possesso dello stesso all’avente diritto. Certamente qualcuno si chiederà come è stato possibile incorrere in una tale “ dimenticanza “ e per così tanto tempo! Data l’assurdità dell’accaduto, siamo sicuri che neanche Kafka ne saprebbe dipanare la matassa.

Certo, però, è che per l’incuria, la disattenzione o la dimenticanza di qualcuno, ed, in particolare, del capo di gabinetto e/o del dirigente dell’ufficio contratti che, comunque, non è certamente uno sprovveduto (Servizi, è bene ricordare, che fanno capo alla su menzionata premiata ditta Landella&Cangelli), la comunità foggiana è stata costretta a pagare pochi giorni fa, a vuoto ben €. 265.169,28, perché, fra l’altro, il Comune ha avuto anche il coraggio (SIC!) di fare opposizione al Decreto Ingiuntivo della SO.GE.F.IMM, aumentando le spese, sottraendoli al già magro bilancio dell’Ente, che li avrebbe potuti impiegare ben diversamente. Intanto, nessuno paga e nessuno è ritenuto responsabile! Questo accade ai tempi di Landella" conclude.

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