Ataf, “cattiva gestione e disservizi”. Differenziata, “bidone rifilato ai foggiani”

Amiu e Ataf. Così questa mattina in una conferenza stampa fiume presieduta da Alfonso De Pellegrino, Mariano Rauseo, Pasquale Russo e Augusto Marasco

Durante la conferenza stampa

La questione Ataf tiene ancora banco. Lo scontro tra l’azienda dei trasporti e i lavoratori si inasprisce giorno dopo giorno, con lo sciopero (il secondo) indetto dai sindacati e in programma il prossimo 10 febbraio. Una questione mal gestita dall’attuale amministrazione, come sottolineato in una conferenza stampa fiume dai consiglieri comunali del Partito Democratico e dal capogruppo de Il Pane e le Rose, Augusto Marasco.

Una situazione presa un po’ sotto gamba, secondo De Pellegrino, che ha portato a uno scontro con reciproche accuse che non produce nulla di buono. “Anche oggi ci risulta che 8 mezzi non siano scesi in strada. Un disservizio che colpisce la collettività e comporta una diminuzione degli introiti per l’azienda”, afferma il consigliere comunale, che pone l’attenzione sulla superficialità manifestata dall’Amministrazione Landella nell’affrontare alcune questioni, tra cui l’uso della polizia municipale per il controllo della sosta tariffata, o la regolamentazione dei pass per disabili. “Da due anni si attende l’adeguamento del prezzo dei biglietti, che per legge non dovrebbero costare meno di un euro. Per questo nel giro di due anni e mezzo l’azienda ci ha rimesso circa 500mila euro. Abbiamo poi un parco mezzi vetusto, e i sei mezzi appena acquistati non sono ancora stati trasferiti in usufrutto per un rallentamento delle procedure amministrative”.

Una cattiva gestione che ha come principale conseguenza l’aumento dei disservizi: “Sono tante le lamentele dei cittadini presso il front office dell’azienda”. Resta infine da chiarire la vicenda dei 19 lavoratori non assunti dall’Apcoa, che, secondo il primo cittadino dovrebbero essere trasferiti in Ataf. “Un bando che fa riferimento a circa 90 unità, senza specificare il numero preciso è poco chiaro. Con un bando così vago, per un soggetto terzo sarebbe difficile candidarsi, precisa De Pellegrino, il quale evidenzia anche la discrepanza tra il bando e il contratto (soltanto 70 unità sono state trasferite). “Nel 2010 quando furono firmati altri protocolli di intesa, non ci furono scioperi né pallottole. Non comprendiamo la recrudescenza della situazione. Non può scatenarsi questo putiferio per una vertenza. Questa amministrazione è carente, non c’è un piano sul traffico urbano. Noi vorremmo sapere qual è la mission da dare all’azienda di trasporto che nel 2018 dovrà affrontare la gara del servizio di trasporto”. Stesse critiche anche sulla questione relativa alla differenziata: “Non c’è un’idea precisa del servizio di raccolta che la vecchia amministrazione mise in campo, e che è stato rivisitato e portato avanti in maniera maldestra”.

Rincara la dose Augusto Marasco, secondo cui la vicenda Apcoa sta distogliendo l’attenzione dal problema principale, ovvero il futuro dell’azienda, piuttosto a rischio. L’assunzione dei 18 lavoratori non trasferiti ad Apcoa comporta un ulteriore appesantimento del bilancio di oltre 300mila euro. “A ottobre è stato riconosciuto l’adeguamento inflattivo di oltre 2milioni e 200mila euro”, fa presente il capogruppo de “Il Pane e le Rose, che denuncia inoltre l’anticipazione del contributo (1 milione e mezzo), una cifra nettamente superiore rispetto a quello consentito dalla legge, che non consente l’erogazione di somme superiori al canone mensile.

Provocatorie le dichiarazioni Mariano Rauseo: “Quando portano a termine qualcosa che proviene dal passato, è merito loro, quando invece non riescono a dare risposte concrete nelle situazioni più complicate, la colpa è di chi c’era prima. Abbiamo capito come ragiona l’attuale amministrazione”, le parole del segretario comunale del PD, che auspica un vero piano industriale, quello che nel 2006 portò all’aumento delle ore dei lavoratori, oltre che all’acquisto di 41 nuovi mezzi. L’azienda accusa seri problemi di liquidità tanto da costringere l’amministrazione ad anticipare 1 milione e mezzo di euro.

Chiusura sull’Amiu e sulla gestione della differenziata, affidata all'ex assessore all'Ambiente della Giunta Mongelli, Pasquale Russo. Un progetto fino a ora fallimentare per il consigliere comunale, come conferma l’applicazione dell’aliquota massima dell’ecotassa. Russo, partendo dal famoso slogan “Foggia non è un bidone” ironizza amaramente: “E’ il comune di Foggia ad aver tirato un bidone alla cittadinanza. Il nostro progetto differenziata è stato rivisto più volte dall’attuale amministrazione, e ridotto di un terzo. Dai 60mila inizialmente previsti, si è passati a 20mila, e non più del 20% dei cittadini coinvolti, fanno la differenziata. Quattromila abitanti a fronte dei 160mila abitanti sono un numero esiguo, ecco perché la soglia della differenziata sfiora soltanto il 7%”, afferma il consigliere comunale, che poi fa due conti: “In fase di rendicontazione bisognerà spiegare perché il progetto è stato ridotto nonostante l’erogazione di 1 milione e 700mila euro”.

Amiu e Ataf, questioni delicate sulle quali l’amministrazione e il consiglio comunale in toto dovrebbe dare delle risposte. Ecco perché i consiglieri di minoranza chiedono di discuterne in assise. “E’ lì che bisogna prendere decisioni importanti per il futuro dell’azienda e della città”, conclude Marasco. Sulla falsariga, De Pellegrino: “Temi delicati sui quali bisogna discutere, per consentire a noi di esercitare una funzione di controllo, e ai cittadini di prendere coscienza delle emergenze esistenti, e dell’inadeguatezza dell’Amministrazione Comunale ad affrontarle e risolverle”.

 

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