Palazzina ex Amica: l’ennesimo scippo ai foggiani si può evitare

Mainiero e Ursitti, al fine di acquisire il plesso sito in Corso del Mezzogiorno chiedono al Comune di Foggia di dare mandato al CdA di Amiu di formalizzare e trasmettere la proposta migliorativa al Curatore

Sede dell'Amiu Puglia a Foggia

Il pasticciaccio della palazzina ex Amica soffiata al Comune di Foggia da una società privata nel corso di un'asta giudiziaria è stata affrontata nell'ultimo CdA da Amiu Puglia con Sonia Ruscillo, da qualche mese nominata in rappresentanza del Comune di Foggia, che a Foggiatoday rassicura: "Stiamo provvedendo ad esperire tutti i tentativi per venire a capo della vicenda", lasciando intravedere, senza mai in verità esplicitarla, anche la possibilità di un recupero in extremis dell'immobile. Ci riusciranno?

Di certo avrebbero dovuto vigilare su quanto andava consumandosi in quel di Bari e venuto alla luce in una vibrante nota di disappunto del sindaco di Foggia, Franco Landella. Quando il pasticcio era fatto. Il che dà materiale di attacco ai consiglieri di opposizione, due dei quali oggi, Giuseppe Mainiero (Fdi) e Raimondo Ursitti (DI), firmano una mozione con la quale richiedono l'immediata convocazione di un Consiglio comunale con preciso mandato consiliare al fine di: "1) modificare il Piano degli Investimenti-Capitolo del Piano economico Finanziario-Componente TARI 2017 attraverso una rimodulazione dello stesso, imputando una maggior somma alla lettera a) Fabbricati non inferiore al 10% (oltre alle spese di necessarie alla registrazione) e comunque non inferiore ad € 100.000 attraverso il recupero delle economie o lo storno dei capitoli di cui alla lettera c) automezzi €2.866.000,00; f) impianti specifici € 6..284.840,00; g) attrezzature €1.351.500, (cassonetti tra l’altro ancora non acquistati da oltre 2 anni).

Si evidenzia – scrivono -  la assoluta “fattibilità” della proposta, sia sul piano contabile che normativo, in quanto la notevole entità del Piano degli Investimenti 2017, pari ad € 12.190.240,00 (iva esclusa), consente ampiamente una rimodulazione e che di fatto incide su meno dell’uno per cento (1%) senza assolutamente modificare i saldi complessivi, che resteranno invariati rispetto a quanto deliberato dal Consiglio Comunale. La notevole entità del Piano degli investimenti 2017, cosi come tra l’altro evidenziato nel piano steso, richiederà un arco temporale maggiore rispetto a quello del PEF ormai giunto in fase di esaurimento. Inoltre i costi d’uso del capitale recepiscono, oltre alle quote di ammortamento dei beni esistenti al 31/12/2016 (artt. 102 ss Dpr 971/86 TUIR), le quote relative agli investimenti che si era previsto di realizzare nell’anno 2017, tra i quali certamente l’acquisto della sede!) 2) Di dare mandato al C.d.A della società AMIU SPA, attraverso i componenti nominati dal Comune di Foggia, società partecipata e soggetta al “controllo analogo” da parte dell’Ente (art. 147-quater), a nulla rilevando la maggiore partecipazione del Comune di Bari nella compagine sociale, di avviare immediatamente e senza indugio alcuno, quanto previsto dal comma 4 dell’art 107 della Legge Fallimentare, al fine di acquisire il plesso sito in Corso del Mezzogiorno, formalizzando e trasmettendo la proposta migliorativa al Curatore.

"Una volta di più emerge l’assoluta ignoranza dei precetti di legge e della buona Amministrazione da parte della compagine che guida (dissennatamente) il Comune di Foggia" scrive Mainiero. "Evidentemente – aggiunge - il sindaco anche questa volta ha pensato di nascondere le sue gravissime responsabilità con un comunicato stampa nel quale ha riversato la responsabilità dell’accaduto all’AMIU S.p.A.. Ennesimo errore ed ennesima dimostrazione dell’ignoranza dei precetti normativi. Sua e di chi gli è al fianco. Difatti con un improvvido quanto inutile comunicato stampa ha ignorato l’esistenza dell’articolo 107 della Legge Fallimentare che consentirebbe di salvaguardare il patrimonio di un’intera città dalle svendite immobiliari di un’asta fallimentare. Basterebbe difatti che si offrisse un corrispettivo superiore del 10% rispetto al prezzo di aggiudicazione per scongiurare l’ennesimo smacco a una città fatta di teatrini, feste e saghe di bassa lega e pallone. Adesso mi chiedo, avranno il coraggio i nostri ignoranti di precetti normativi di promuovere una urgentissima seduta consiliare al fine di evitare l’ennesimo scippo a danno dei foggiani. È possibile - conclude Mainiero -, la legge lo consente, amministrare vuol dire fare, e sono tre anni che la città assiste ad un disdicevole teatrino dello scarica barile".

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