Foggiani scalpitano per un posto a Roma, caos nei partiti: salta l'accordo tra Gatta e Di Donna?

Chiuse le candidature nel M5S. In Forza Italia starebbe saltando l'accordo tra Gatta e Di Donna, aumentano le chance per i civici e Cusmai, spunta il nome di Lonigro. Granea nche per la quarta gamba e Udc

Momenti concitati nel Movimento 5 stelle. Tra le polemiche e le contestazioni del Garante della Privacy si è chiusa alle 17.00 (con proroga di qualche ora) la prima fase delle autocandidature al Parlamento italiano, con la novità, quest'anno, che le porte sono aperte anche a candidati civici non attivisti (si preannunciano anche nomi di peso), che dovranno sottoporsi prima al veto di Grillo e, in un secondo momento, alle parlamentarie online.

Il Movimento 5 Stelle

Da Foggia e provincia ciascuno ha fatto la propria scelta; per conoscere la lista completa, però, bisognerà aspettare qualche giorno. Al netto di chi ha scelto volontariamente di pubblicare la propria adesione sul suo profilo social (Luigi La Riccia, Marco Pellegrini e alcuni altri dal territorio). Alle 23.54 con un post su Facebook anche l'altro attivista di San Marco in Lamis, Sacha De Giovanni, ha annunciato la sua candidatura alle Parlamentarie. Poco prima, sempre su FB, l'annuncio del foggiano Fabrizio Baia. Non ci saranno, invece, Rosa Barone, consigliere regionale e donna di punta in Capitanata del Movimento, e il suo collaboratore, il foggiano 29enne Mario Furore che, in un accorato post, ha spiegato come ci sia un tempo per tutto (e questo non sarebbe il suo). La scelta di aprire a personalità non prettamente del Movimento ma ben radicate sul territorio è dettato, evidentemente, dalla necessità di rinvigorire i collegi per  aumentare le chances di vittoria in quel testa a testa contemplato dal Rosatellum (le periferie, come è noto, sono sempre state il tallone d'Achille dei 5 stelle). Le parlamentarie online dovranno tenersi nella seconda metà del mese di gennaio; entro il 25 di questo mese tutte le candidature dovranno essere depositate.

Il Partito Democratico

Si preannuncia una campagna elettorale breve ed intensa. E nonostante al gong manchino poco più di venti giorni, le candidature nei partiti sembrano ancora in alto mare, ovunque si sposti lo sguardo. Dalle parti del centrosinistra soffiano venti di tempesta. “Nessuno ha la candidatura in tasca, men che meno nel Pd, che deve fare i conti con l'indebolimento di Renzi e la sistemazione di un numero notevole di uscenti, prodotto nella scorsa legislatura dal premio di maggioranza” vanno ripetendo voci interne ai dem a chi oppone la certezza di ricandidatura del manfredoniano Michele Bordo come capolista alla Camera (e forse anche candidato nel collegio Manfredonia-Cerignola) e Colomba Mongiello (capolista al Senato? Numero due alla Camera? D'altronde almeno il 40% deve essere donna, come da normativa elettorale). In attesa di capire le evoluzioni del quadro, prima di decidere, Elena Gentile, europarlamentare cerignolana; mentre si fanno due conti i civici (paiono in calo le quotazioni dell'assessore regionale all'Agricoltura Leonardo Di Gioia come capolista al Senato in quota Pd, aumentano quelle di un collegio senatoriale ai civici, che, a quel punto, senza blindatura, potrebbe giocarsi Rosario Cusmai).

Gli altri partiti del centrosinistra

Intanto questa sera c'è l'incontro di Insieme, la lista in cui confluirà anche il PSI. Momenti interlocutori (ancora) anche per ciò che riguarda Liberi e Uguali, la neonata formazione di sinistra che questa sera dovrebbe raccogliere attorno ad un tavolo i suoi protagonisti di punta (Ciro Mundi, Sabino Colangelo, Gianluca Ruotolo, Pino Lonigro). Qui – stando a quanto filtra - i grandi centri provvederanno a portare al tavolo un nominativo, il cui elenco sarà spedito a Bari per la fine della settimana; sarà Roma a mettere il sigillo finale. E non potrebbe essere diversamente, posto che quella ripartizione uomo-donna (60-40%) dovrà essere rispettata a livello nazionale tanto per i capilista quanto per i collegi. Da San Severo spunta la candidatura della consigliera comunale Arcangela De Vivo; da San Giovanni Rotondo quella di Salvatore Mangiacotti (ex Pd, ex Udc, ora LU). Avrebbe tirato i remi in barca (per sua stessa ammissione) l'uscente Sel Arcangelo Sannicandro; occhi puntati su un altro nome di peso di sinistra, Pino Lonigro. “Mi è stato chiesto, valuterò” fa sapere a Foggiatoday. La campagna elettorale si preannuncia corta e particolarmente difficile, con  un plurinominale sovraprovinciale (tanto per la Camera, quanto per il Senato).

Il centrodestra

Maggiori certezze nel centrodestra, con trend in crescita nei sondaggi. Ma, anche qui, il tavolo nazionale tra le forze politiche che dovrà stabilire le intese, anche sulla ripartizione dei collegi, è di là da venire e Salvini continua a porre veti sulla cd. quarta gamba e, assieme alla Meloni, a uscenti che hanno sostenuto il governo Renzi/Gentiloni. Dovrà essere Forza Italia a farsi carico della loro collocazione, sottraendo spazi agli azzurri? Bocche ancora cucitissime sulle liste (non foss'altro che non sono nella disponibilità dei territori ma saldamente nelle mani, e nella scelta, di Berlusconi: il cerchio del Cavaliere da qualche giorno avrebbe sospeso i rapporti con le periferie per lavorare in solitaria, senza pressing).

Forza Italia

Filtrano tuttavia novità per ciò che concernerebbe i collegi dove si fa sempre più insistente l'ipotesi Michaela Di Donna caandidata alla Camera nel collegio Foggia-Gargano, lo stesso dato per certo qualche tempo fa a Giandiego Gatta, vicepresidente del consiglio regionale, azzurro mister preferenze sul cui nome si è impegnato pubblicamente lo stesso segretario regionale di FI, Luigi Vitali, quale riconoscimento per il lavoro svolto a favore del partito e medaglia al consenso personale sempre riscosso: ove l'ipotesi trovasse certezza, che fine farebbe l'accordo con Gatta che pure sarebbe stato stretto tra i due big azzurri, il sindaco Landella e Gatta, sul reciproco sostegno per l'elezione del manfredoniano a Roma e la surroga della Di Donna  alla Regione? Cosa è cambiato negli ultimi giorni? E soprattutto, Gatta, cosa farà, nel caso? Si giocherà ugualmente la carta in altro collegio (senatoriale Manfredonia-Cerignola-Bat, ad esempio) o, privato del diritto di scelta - quale primus detentore di consenso - dal partito, preferirà non partecipare, consegnando alla Di Donna la responsabilità di tirare avanti da sola il carro FI sul territorio, con tutti i rischi che un testa a testa comporta e la variabile non  ininfluente di essere legata al governo della città capoluogo (legame che, fisiologicamente, potrebbe far scemare il consenso, per non parlare del possibile “buco” che rischia di essere rifilato dalle forze ostili a Landella come i Fratelli d'Italia)? Da ambienti azzurri c'è chi bolla l'ipotesi come boutade, rimarcando la saldatura dell'accordo con Gatta, anche perché – dice - “troppe sarebbero le incognite, soprattutto si rischierebbe la personalizzazione e un referendum sul governo Landella, con tutto ciò che ne conseguirebbe in termini di riverberi amministrativi”. Ma se da un lato c'è chi boccia l'idea, ritenendola priva di fondamento, dall'altro c'è chi la quota, a maggior ragione dopo aver visto la foto a tre Cassano-Landella-Clemente. Continua intanto a lavorare in silenzio il presidente del consiglio Luigi Miranda, che mira allo stesso collegio: la battaglia sarà serrata, a chi la spunta nel partito.

Noi con Salvini

Non è chiaro se avranno un collegio i leghisti; non sembrerebbe, tuttavia, andare bene per i sogni di gloria del consigliere foggiano Joseph Splendido, le cui ambizioni sarebbero insidiate in queste ore dal sangiovannese  Mauro Cappucci, già vicesindaco della città di San Pio con An, attuale consigliere di maggioranza eletto con Direzione Italia e passato a Salvini, la cui candidatura sarebbe sostenuta dalla corrente sanseverese Calvo-Fanelli.

La quarta gamba e l’Udc

Grane, infine, anche per la quarta gamba + Udc: non solo il veto di Salvini e due uscenti peso (Cera e Tarquinio, con opzione De Leonardis) a contendersi le stesse aree, ma l'imbarazzo scudocrociato, che gravita in orbita Emiliano in Regione: come farà Cera junior a fare campagna elettorale per Cera padre, ad esempio? Per aggiungere un pizzico di ulteriore confusione (che non guasta mai), un consigliere regionale di punta Udc, Longo, sarebbe pronto a passare armi e bagagli al Pd (che, pare, gli avrebbe già garantito un collegio), avendo maldigerito la nomina di Ruggieri, cugino dello scomparso Totò Negro, alla guida dello stesso assessorato del cugino, il Welfare: una tela familistica di fronte alla quale in molti avrebbero storto il naso. Il tempo stringe. La confusione regna.

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