Le multisala di Foggia non trasmettono 'Sulla mia pelle': polemiche sulla distribuzione del film su Cucchi

Pare ormai sfumata anche la possibilità che il film, che racconta gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, venga trasmesso all'Altrocinema. La spiegazione di Mimmo Morsuillo, direttore de 'La città del Cinema'

Da domani, 12 settembre, solo 73 schermi cinematografici proietteranno “Sulla mia pelle”, la pellicola di Alessio Cremonini che racconta gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, giovane geometra romano (interpretato da Alessandro Borghi), la cui morte – avvenuta il 22 ottobre 2009- mentre si trovava in custodia cautelare a Regina Coeli, è diventato un caso di cronaca nera e giudiziaria che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia e di sua sorella, Ilaria, da anni impegnata in una dolorosa battaglia per trovare la verità. Solo 73, dicevamo, sugli oltre 5mila presenti in Italia, di schermi. Sei in Puglia, Bari compresa (il Ciak). Nessuna notizia da Foggia, al momento. Foggiatoday ha potuto apprendere che sarebbe sfumata nelle ultime ore anche la possibilità di una proiezione all’Altrocinema. 

Una decisione che, a fronte di un film che entra prepotentemente nell’attualità e nel sociale e che ha già scatenato veementi reazioni da parte dei sindacati delle forze dell’ordine per la scelta di presentarlo a Venezia 75 e di distribuirlo quando ancora non è stata raggiunta la verità processuale, sta alimentando in queste ore perplessità. Il capoluogo si allinea alla politica di boicottaggio deciso dalle associazioni di categoria, a cui si aggiunge la rimozione dei post su Facebook che promuovono proiezioni indipendenti del film, come denunciato da Ilaria Cucchi su Facebook. Perché?

La risposta sarebbe nel mancato rispetto dei termini di distribuzione da parte della Lucky Red, società produttrice della pellicola. “Sulla mia pelle” arriverà, infatti, in contemporanea su Netflix.

“Le Associazioni che rappresentano la quasi totalità delle sale cinematografiche italiane restano fermamente convinte, come lo sono le Imprese e Associazioni del settore di tutti i principali mercati mondiali, che la visione di un film concepito per il grande pubblico debba avvenire prioritariamente su grande schermo, in una sala cinematografica” dichiara a Foggiatoday Mimmo Morsuillo, direttore de La Città del Cinema. “E’ noto a tutti che lo spettatore ricorda meglio e apprezza di più un film se lo ha visto nel buio di una sala cinematografica, su grande schermo, in compagnia di persone che ne hanno condiviso la scelta e l’esperienza. È una questione di gradimento, di valorizzazione del film come gli autori l’hanno concepito. Il sistema di diffusione delle opere cinematografiche ha avuto sempre bisogno di una “finestra” per consentire la valorizzazione di ciascun film, la sua conoscenza da parte del pubblico nel tempo, la disponibilità nei diversi media con modalità e tempi diversificati. Tale modello distributivo non è cambiato (neanche negli Stati Uniti e fatti salvi alcuni test di mercato, o attività di nicchia, poco influenti) in quanto è certo che per l’intera industria cinematografica le uscite simultanee di ogni tipologia di film finiscano per abbattere la rilevante fonte di ricavo rappresentata dalla sala cinematografica, con conseguenze immediate sulla redditività delle produzioni, oltre che sulla sostenibilità delle sale cinematografiche. Negare il ruolo economico e sociale della sala cinematografica, imponendo unilateralmente le condizioni per le uscite contestuali sala-streaming per un film prodotto per il cinema – che, tra l’altro, ha beneficiato del sostegno statale per la produzione-, vuol dire accettare che i festival e le sale diventino solo un passaggio tecnico finalizzato esclusivamente alla promozione delle offerte in streaming”. 

“Altri competitor operanti nei servizi media audiovisivi (Amazon, per esempio), che hanno iniziato a produrre film per il cinema da inserire nei propri listini in abbonamento, condividono l’esistenza di un periodo di esclusiva della sala, consapevoli in tal modo di aumentare il valore commerciale e artistico del film. L’attuale strategia distributiva di Netflix è pertanto incompatibile”. 

Per tale motivo ANEC, ANEM, FICE e ACEC (come a livello internazionale UNIC e CICAE, che raggruppano le sale cinematografiche e le sale d’essai di tutta Europa) si sono espresse in una nota “contro tale forma di contemporanea, per evidenziare il ruolo e il significato della proiezione cinematografica come acceleratore del successo di un’opera e come luogo deputato per la “prima visione” di ogni film concepito per il cinema”, ribadendo “l’urgenza di stabilire, senza preclusioni, procedure di consultazione all’interno di tutta la filiera industriale e con ANICA, APT, MiBAC e Regioni”.

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