20 anni nel Canile di Foggia, Cisl difende i lavoratori storici: "Salvaguardarli"

Il segretario Leonardo Piacquaddio: "Cinque operatori esclusi dall'attività lavorativa, nonostante la nuova gestione avesse assunto l'impegno formale di avvalersi delle risorse umane già presenti"

Immagine di repertorio

Sulla vicenda del canile di Foggia, la Fisascat Cisl prende posizione e si rivolge al sindaco Franco Landella. Il suo appello è finalizzato a “salvaguardare l’occupazione dei 5 addetti che hanno operato per 20 anni” all’interno della struttura. Lo chiede il segretario generale Leonardo Piacquaddio, a seguito del passaggio gestionale dalla “Associazione Volontari Protezione Animali” all’associazione “A Largo Raggio”.

“Nel canile di via Manfredonia - si legge nella lettera - dal 1° aprile 2015 ad oggi, i cinque operatori che da vent’anni si occupavano della struttura sono stati esclusi dall’attività lavorativa”. E questo, precisa, “nonostante quest’ultima (l’associazione A Largo Raggio, ndr) avesse assunto l’impegno formale di avvalersi delle risorse umane già presenti”.

Per il sindacalista, “ancora una volta, nella nostra provincia la dignità dei lavoratori è stata calpestata. La volontà manifestata in prima istanza da parte dell’associazione “A Largo Raggio” di rispettare il principio della continuità occupazionale, così come formulato nel documento di affidamento della gestione del canile alla presenza dei rappresentanti dell’Ente Comune di Foggia, a partire dall’assessore alle Politiche sociali, al dirigente dei Servizi Sociali e del veterinario della ASL, non ha avuto seguito”.

Piacquaddio sottolinea che “le tutele per il mantenimento dell’occupazione, oltre che essere garantite dal Contratto di lavoro del comparto dei Servizi, devono esser fatte rispettare dall’Ente committente, così come indicato dalla legge regionale”. Per questo, la Fisascat Cisl esprime forte rammarico per l’atteggiamento del Comune di Foggia, al quale è stata inviata nota in data 10 aprile scorso, con la quale è stato chiesto al Sindaco Landella e all’assessorato ai Servizi Sociali di convocare un incontro urgente per trovare una soluzione”.

Anche per questa vertenza, continua “le massime Istituzioni locali, quali la Prefettura e l’Ufficio Politiche del Lavoro della Provincia, dovrebbero convocare tutti i soggetti interessati, unitamente al Sindacato, per ricercare la soluzione più rapida ed efficace – evidenzia Piacquaddio –al fine di evitare che situazioni come questa vengano lasciate alla discussione delle aule dei Tribunali, con la conseguenza che, nella lunga attesa del giudizio, i lavoratori si trovano costretti a subire irreparabili danni economici, familiari e morali”.

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