Buon Samaritano, concessi 1,5 mln di prestiti nel 2013. Cavaliere: “Usura frena sviluppo”

L’ing. Pippo Cavaliere, presidente della Fondazione antiusura - prima in Italia a costituirsi parte civile in un procedimento penale - ha illustrato i dati del 2013

Pippo Cavaliere

Ieri mattina l’ing. Giuseppe Cavaliere, presidente del Consiglio Direttivo della Fondazione Buon Samaritano, ha illustrato i risultati conseguiti nel 2013. Duecento sono state le famiglie che si sono rivolte alla Fondazione e 1milione e 500mila euro i prestiti concessi. Dal 1997 ad oggi, anno del riconoscimento giuridico, sono stata ascoltati 3260 soggetti, concessi prestiti di 8 milioni di euro ed erogate beneficenze per un importo di circa 245mila euro

Altro dato rilevante è il bilancio consuntivo relativo all’anno 2013, da cui emerge un patrimonio netto di circa 6 milioni di euro, prevalentemente di origine pubblica, a testimonianza della grande credibilità di cui gode la Fondazione da parte dello Stato.

“Da un lato questi dati potrebbero costituire motivo di orgoglio e di soddisfazione per la Fondazione; aver accolto un così alto numero di persone significa che la Fondazione è riuscita ad integrarsi nel contesto della nostra realtà e ad intercettare i bisogni della gente in difficoltà.

Dall’altro lato questi dati sono la testimonianza del grave stato di difficoltà economica in cui vivono tante famiglie foggiane e della condizione di disagio economico vissuta anche da soggetti appartenenti alle categorie dei commercianti e dei piccoli imprenditori, che alla Fondazione hanno fatto ricorso.

Alcune delle richieste avanzate non sono state accolte, purtroppo, in quanto non rientranti nei cosiddetti criteri di meritevolezza previsti per legge, quali la serietà dell’indebitamento ed un minimo di capacità reddituale. In moltissimi casi la Fondazione è andata incontro alle richieste di intervento, offrendo gratuitamente consulenze di tipo  legale, tecnico ed amministrativo” ha detto Cavaliere

FONTI ISTAT | Il grave stato di difficoltà che vivono le famiglie, è desumibile dai dati diramati in questi giorni dall’Istat. Le famiglie che vivono in una condizione di deprivazione sono: a livello nazionale il 25%, nel Mezzogiorno il 41%; in Puglia il 49,3% (penultima dopo la Sicilia al 53,2%). Preoccupa la crescita di queste percentuali: ad esempio in Puglia si è passati dal 23,1% nel 2010 al 49,3% nel 2012. In due anni il numero delle famiglie in Puglia si è più che raddoppiato.

MENSA CONVENTINO FOGGIA | Di quanto sia elevato lo stato di bisogno di tante famiglie foggiane, ritengo sia rilevabile anche dal servizio svolto dalla mensa del Conventino di Foggia. I pasti offerti nel 2012 sono stati 49661, pari a 138 pasti al giorno. Nel 2013 si è passati ad una media di 190 pasti al giorno, con un incremento del 50%. Prima la mensa, così come le altre strutture analoghe, erano frequentate in prevalenza da extra-comunitari, con una percentuale residua di italiani. Ora quest’ultima rappresenta la maggioranza.

CONTRIBUTI | Anche nell’anno 2013 il consiglio notarile della provincia di Foggia ha offerto alla Fondazione il suo preziosissimo contributo: nei casi in cui il prestito è assistito da una garanzia ipotecaria, il relativo atto di mutuo viene stipulato gratuitamente dai notai che di volta in volta vengono individuati dal consiglio notarile.   

Devo rivolgere all’Arcivescovo, a nome della Fondazione, la più sincera ed affettuosa gratitudine soprattutto per le Sue parole di apprezzamento nei nostri confronti ed il sostegno morale che in ogni momento offre alla Fondazione. Una doverosa citazione, in segno di ringraziamento, va fatta anche agli istituti di credito con noi convenzionati: Banca della Campania, Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo, Banca Popolare di Milano e Banca Popolare di Bari, sempre disponibili ad affrontare situazioni che presentano elevati livelli di criticità.


CAMPAGNA DI PREVENZIONE ED INFORMAZIONE | A cavallo degli anni 2012 e 2013 è stata attuata una campagna di prevenzione ed informazione, molto penetrante, resa possibile anche grazie al contributo offerto dalla Fondazione Banca del Monte, che ha finanziato la campagna nella misura del 50%. La suddetta campagna ha evidenziato ancora una volta lo stato di difficoltà e di bisogno delle famiglie foggiane, infatti, nel giro di un paio di mesi, sono pervenute alla Fondazione centinaia di richieste di aiuto, per cui è stato necessario sospendere la campagna in quanto la Fondazione, nonostante la capacità e l’immensa disponibilità dei suoi volontari, non riusciva a fronteggiare la lunga lista d’attesa che si era venuta a creare. 

RAPPORTI CON L’UNIVERSITA’ | Anche nel 2013 la Fondazione ha finanziato due borse di studio, ciascuna dell’importo di € 2.000,00 da destinare alle migliori tesi di laurea in tema di usura. L’iniziativa è stata intitolata “Premio di Laurea Lucia Navazio”, dedicata allo stimatissimo magistrato, scomparso pochi anni fa ed autore di numerosi manoscritti e pubblicazioni sull’usura.

GIOCO  D'AZZARDO | Un particolare impegno è stato poi profuso nel settore del gioco d’azzardo, che sta costituendo una vera e propria piaga sociale. Nell’anno 2012 gli italiani hanno speso ben 90 miliardi di euro e tantissime sono le famiglie che si sono indebitate, diventando a rischio usura, intravedendo nel gioco una speranza, una via d’uscita, rivelatosi invece il colpo mortale per la loro sopravvivenza economica.

Nel mese di settembre, in collaborazione con il servizio SERT della ASL di Foggia, abbiamo organizzato un convegno sul gioco d’azzardo e la straordinaria affluenza di pubblico, oltre ogni più rosea previsione, ha dimostrato quanto sia sentita la problematica. Tra le conseguenze più negative dell’indebitamento dovuto al gioco d’azzardo, è la disgregazione del nucleo famigliare. Infatti il coniuge, marito o moglie che sia, ed i figli non accettano di dover subire privazioni importanti conseguenti alla causa in oggetto.              

           
COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE | L’obiettivo prioritario della FBS è stato sempre quello di indurre le vittime dell’usura a denunciare, a farle uscire dall’isolamento e dal circolo vizioso in cui precipitano: la paura crea isolamento, l’isolamento crea paura. Non sempre è facile giungere alla denuncia, per una duplice motivazione: la paura di ritorsioni e un senso di vergogna, in quanto finire in mano agli usurai a volte può essere inteso come sinonimo di fallimento.

La Fondazione Buon Samaritano è stata la prima in Italia a costituirsi parte civile in un procedimento penale per usura. Al momento abbiamo favorito la celebrazione di una ventina di processi, di cui una dozzina si sono già conclusi in primo grado e tutti con la condanna degli imputati alle pene di giustizia.

Nel solo anno 2013 sono state emesse quattro sentenze di condanna (di cui una in appello) e sono in corso sette processi, tra cui voglio ricordare il processo “Baccus”. In quest’ultima circostanza un noto quotidiano ha evidenziato come la Fondazione abbia deciso di costituirsi parte civile contro gli strozzini della mafia foggiana, i nomi storici e di spicco della cosiddetta Società foggiana e delle varie organizzazioni criminali, evidenziando altresì come la Fondazione sia “… andata oltre il sostegno economico, decidendo di presentarsi nell’aula del giudice per schierarsi accanto alla vittima e dire: non sei sola, siamo qui anche noi”.

Devo confessare che la decisione di costituirsi parte civile è stata molto sofferta in considerazione di eventuali conseguenze, anche di natura ritorsiva, che ne potevano scaturire,  ancora memori “dell’avvertimento” ricevuto dalla Fondazione Buon Samaritano nel Maggio 1997; ma alla fine la piena e totale consapevolezza che sostenere il prossimo che versa in stato di bisogno costituisce un obbligo ed un dovere da cui nessuno di noi può sottrarsi, ci ha indotto a procedere con convinzione e, soprattutto, con grande serenità.

Partiamo dalla consapevolezza che non può ascriversi allo Stato una responsabilità che invece è di ciascuno di noi; le istituzioni possono dare solo una risposta parziale, ma non possono risolvere il problema senza l’impegno personale e la collaborazione di chi lo vive direttamente.

L’esperienza concreta ha dimostrato che quando le vittime denunciano ed intervengono nel procedimento penale, si possono avere risultati straordinari in termini di risposta di giustizia: il processo va spedito, non ci sono scarcerazioni per decorrenza di termini, la pena viene effettivamente espiata. Sono numerosi i casi in cui con un procedimento penale costruito in questo modo si realizza una compiuta tutela della vittima, perché la parte civile rappresenta  il miglior contributo allo svolgimento del processo.

Solo pochi mesi fa, il prefetto di Foggia, persona di elevata competenza e grande conoscitrice di questo tipo di dinamiche, ha evidenziato come Foggia sia ad un bivio e sembra non accorgersi del pericolo rappresentato da una criminalità che rischia di avere il sopravvento sull’economia e sul tessuto sociale.

Doverosamente, facendo appello al dovere di cittadinanza attiva, invitava i cittadini tutti ad una maggiore attenzione e collaborazione per arginare il diffuso clima d'illegalità, auspicando un cambiamento a partire da un nuovo e diverso atteggiamento culturale nei confronti del problema. A tal proposito, infatti, non può sottacersi il bassissimo numero di denunce di estorsione e di usura a fronte di fenomeni così dilaganti e pertanto l'appello del prefetto è pienamente condiviso.

A tal proposito ritengo emblematica la vicenda delle infiltrazioni della criminalità foggiana all’interno di un’azienda pubblica comunale, ed esemplare è stata la decisione del sindaco di costituirsi parte civile nel procedimento penale in corso.

CRISI  ECONOMICA | La grave crisi economica che ha colpito il paese ha praticamente acuito in modo allarmante il disagio economico di tantissime famiglie, raddoppiando di fatto il ricorso al mercato illecito del denaro. Tra i dati più preoccupanti ed allarmanti voglio evidenziare questo: il 70% delle famiglie che si sono rivolte alla Fondazione ha già impegnato il quinto dello stipendio e risultano indebitate con più finanziarie e la stragrande maggioranza dei debiti contratti è motivata dalla necessità di “arrivare a fine mese”. In altre parole il numero di famiglie italiane in difficoltà, che cioè non riesce a gestire la spesa ordinaria è risultato pari a circa 5.000.000.

CONCLUSIONI | L’esperienza maturata in questi 19 anni, ha radicato in noi la consapevolezza che il reato dell’usura è particolarmente diffuso nella Provincia di Foggia al punto da influenzare e da far precipitare situazioni economiche, che, grazie ad interventi di pianificazione, potrebbero pure essere risolte. Oltre a cause psicologiche e culturali, che influenzano le scelte soggettive, si rilevano alcune caratteristiche ambientali, come il ritardo nello sviluppo economico ed il degrado sociale che consentono all’usura di diffondersi.

Contrastare in ogni modo e con ogni mezzo il dilagare di un fenomeno criminoso quale quello dell’usura ed altri, costituisce un obbligo ed un dovere morale a cui non possiamo sottrarci: la nostra coscienza ci impone di superare le paure di oggi e di dare segnali forti e credibili alle nuove generazioni. Anche in questo modo si costruisce il progresso. Le recenti e brillanti iniziative intraprese dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, che mai come in quest’ultimo periodo hanno inferto colpi durissimi alla criminalità, hanno dimostrato che si può e si deve avere fiducia nelle Istituzioni.

L’usura, così come oggi la intendiamo, può assumere molteplici forme. Contiene sempre in sé un elemento di violenza, che deriva dal radicale squilibrio tra la posizione di chi la pratica e quella di chi, costretto dal bisogno, la subisce. Per le organizzazioni criminali l’usura rappresenta una fonte di profitto, sovente utile al compimento di altri; può essere praticata anche con lo scopo di asservire imprese che non potrebbero altrimenti essere piegate; in altre parole l’usura costituisce un mezzo per entrare nel sistema economico legale e per questo motivo l’usura può essere funzionale al controllo del territorio da parte delle organizzazioni criminali. L’usura tende a manifestarsi dove meno robusto è il tessuto sociale e si accresce nelle fasi di sfavorevole andamento congiunturale.

Nelle zone dove prospera, l’usura frena le potenzialità di sviluppo economico. E con questi presupposti non abbiamo alcun timore ad affrontare le questioni; così come si organizza l’usura, si può organizzare la lotta all’usura, forti della convinzione che la forza non viene dal vigore fisico, ma da una ferrea volontà e dalla fede.

La diocesi di Foggia intende rivolgere un sentito ringraziamento alle forze dell'ordine ed alla magistratura, che hanno conseguito risultati eccezionali, frutto di grande competenza, professionalità, sacrifici e soprattutto tanto coraggio. Ma questi risultati vanno valorizzati perché il cittadino deve sapere che lo stato é presente ed agisce con determinazione.

La penetrante azione dello stato deve costituire un monito ed un esempio per i cittadini, deve dare loro certezze ed infondere coraggio, soprattutto in coloro che credono che la partita con usurai ed estorsori sia una partita persa. Non è così, istituzioni e società civile, insieme, ce la possono fare.

Chiediamo ai cittadini, e soprattutto agli operatori economici, commercianti ed imprenditori, uno scatto d’orgoglio, un risveglio delle coscienze, un atto di dignità che sia allo stesso tempo di ribellione, un insegnamento di civiltà ai giovani: denunciare senza timore, tutti insieme, il ricatto della criminalità.

Carissimi amici, prima di chiudere questa mia relazione, voglio rivolgere un affettuoso ringraziamento all’intero consiglio direttivo, al vice presidente Nando Giuva ed ai consiglieri Gianni Valletta, don Mimmo Mucciarone e Rocco Di Stasio, ai membri del comitato pastorale, tecnico e giuridico ed a tutti gli amici e collaboratori, che, con il loro encomiabile impegno ed elevata professionalità, hanno consentito alla Fondazione di diventare un affidabile punto di riferimento per le numerose famiglie foggiane bisognose di aiuto.

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