La Capitanata deve essere ambiziosa: le carte da giocare al meglio per il grande salto

Il primo di cinque ‘talk’ sul web promossi da UniFg e Confindustria per il gettare nuove basi di un futuro (prossimo) possibile. La discussione ha toccato vari settori economici, indagando le connessioni possibili con le realtà del territorio, prima fra tutte l'università

Tavoliere delle puglie visto dalla Ripa di Rignano garganico, foto da Facebook di Rosa Armillotta

Il lockdown, lo stop forzato imposto a (quasi) tutti i settori produttivi, ha posto il sistema economico, locale e nazionale, dinanzi ad uno specchio impietoso che, da un lato ne ha mostrato limiti e le manchevolezze, dall’altro ha evidenziato quali sono le strade da battere e le potenzialità ancora inespresse del territorio.

Quale deve essere, quindi, il punto di partenza per la ‘Fase 2’ dell’economia di Capitanata? Su quali settori scommettere e in che modo il territorio può e deve sostenere tali investimenti, perseguendo con specifiche ‘curvature di accompagnamento’, tali linee di sviluppo? Questi gli argomenti affrontati nel primo di cinque ‘talk’ sul web promossi dall’università di Foggia e Confindustria, per gettare le basi di un futuro (prossimo) possibile. La discussione ha toccato vari settori economici - dall’agroalimentare alla logistica, passando per le industrie e la produzione e commercializzazione dei simboli del Made in Italy - indagando le connessioni possibili con le realtà del territorio (prima fra tutte l'università).

Il dibattito, moderato da Rossella Palmieri, delegata alla comunicazione e ai rapporti con il territorio, ha visto a confronto il rettore Pierpaolo Limone, il presidente di Confindustria Foggia Gianni Rotice e il vicepresidente nazionale di Confindustria Vito Grassi. Presenti, in collegamento video, l’amministratore unico della Lotras, Armando De Girolamo e Francesco Grieco direttore dello stabilimento dauno di ‘Barilla’, insieme al docente universitario Alessandro Muscio e Federico Pirro, componente della struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture e trasporti. Infine, il giornalista economico del Corriere della Sera, Michelangelo Borrillo, e il presidente di Fedagri-Confcooperative Giorgio Mercuri. E’ intervenuta, con un videomessaggio, anche la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova.

VIDEO | Il talk UniFg e Confindustria sull'economia di Capitanata

Tra i casi di eccellenza portati a mo’ di esempio, vi è l’accordo tra Barilla e Lotras, per il trasporto sui treni a lunga percorrenza del grano duro dalla Capitanata all’Emilia Romagna. “Con questo accordo - spiega Grieco - trasporteremo 30mila tonnellate di grano duro dalla Capitanata a Parma con un risparmio per il trasporto su gomma di 1000 camion e del 70% di Co2 emesse”.

Su questo progetto, quindi, collimano gli interessi del pianeta (sostenibilità ambientale), dell’economia locale (come accordi di filiera) e del mondo lavoro (coinvolti migliaia di agricoltori sul territorio). Lanciata e accolta in diretta la proposta di avviare tirocini in Barilla per gli studenti UniFg: “Una azienda funziona bene se ha nel personale elementi di eccellenza”, spiega il rettore Limone. “Avere la possibilità di incontrare gli studenti, accompagnare loro nel processo di formazione e avere la possibilità di fare scouting è fondamentale. Bisognerebbe avviare tirocini con tutte le aziende”, rilancia.

“Dobbiamo attrezzarci per competere sui mercati e affrontare la grande concorrenza in ambito europeo. Siamo felicissimi dell’accordo con Barilla: facendo sistema possiamo rispondere meglio alle esigenze del mercato e fare da ‘calmieri’ in una situazione di criticità sociale, che avvertiamo nella sua drammaticità”, sottolinea il patron di Lotras. “Bisogna fare sistema per la piena ripresa delle attività produttive”, conclude. “Stiamo costruendo le base per la ripartenza”, assicura Rotice. “Una ripartenza dal basso, dove il sistema del territorio, quello delle aziende e dell’università fanno rete per dare futuro a tutti: per chi oggi non deve uscire dal mondo del lavoro e per chi domani dovrà entrarci”. Fondamentale è quindi il ruolo dell’università, di una formazione al passo con i tempi, sempre adeguata cioè a quelle che sono le richieste del mercato. Ed è proprio in questa direzione che si sta muovendo l’UniFg del rettore Limone.

Intanto, se c’è un settore che continua a crescere, sottolinea il prof. Alessandro Muscio, docente di Economia industriale a Foggia, è quello dell’alimentare (da non confondere con l’agroalimentare, che invece non cresce in termini di produttività da un po’ di anni). “La Puglia non riesce a decollare perché non riesce a fare quel salto, ovvero trasformare il prodotto agricolo in prodotto alimentare. Se si riuscisse a chiudere la famosa filiera - conclude - avremmo una ricaduta occupazionale notevole”. 

Sull’argomento è intervenuta con un video-messaggio anche la ministra Teresa Bellanova. “Foggia è un territorio a cui sono particolarmente attenta”, spiega in premessa. “La filiera alimentare, che definisco 'filiera della vita' - ha confermato, in Puglia e non solo, la sua centralità e la sua rilevanza, con tutte le implicazioni in gioco, come la stretta correlazione tra qualità e sicurezza alimentare e la necessità di equilibrio di tutto il processo, per non scaricare i costi su anelli deboli e sulle produzioni agricole”, spiega.

“Questi segmenti sono la risposta al bisogno di lavoro e al futuro delle generazioni”. Ma per fare ciò è necessario combattere il caporalato “che è criminalità”, nonché ogni forma di “concorrenza sleale”, che “frena lo sviluppo e la reputazione del territorio. Le risorse che stiamo investendo per fronteggiare la crisi le prendiamo in prestito dalle nuove generazioni e questo moltiplica le nostre responsabilità”, continua la ministra. “Non a caso parliamo di semplificazione e sburocratizzazione dei processi: gli agricolturi devono coltivare buon cibo e non montagne di carta”. Importanti margini d’azione e settori d’investimento sono quelli offerti nello scenario tracciato da Federico Pirro: “La Capitanata è una grande area-cerniera tra Molise, Campania e Basilicata; è tra le più produttive per l’agricoltura, prima produttrice di grano duro in Italia, prima provincia per generazione di energia eolica, ha 12 multinazionali sul territorio e, cosa più importante, ha una centralità logistica che sarà valorizzata nell’ambito della Zes (Zona Economica Speciale) adriatica interregionale”, spiega.

Tutte carte da giocare al meglio: “I flussi di traffico che, invece, si incontreranno dalla Zes ionica verso la direttrice adriatica avranno in Foggia un punto di riferimento, che dovrà giocarsi quindi la centralità meridionale, nazionale e anche mediterranea. Il porto di Manfredonia potrà essere valorizzato anche a supporto del Molise”, spiega. Poi c’è il turismo: “Vieste è la prima città pugliese per presenze turistiche (2milioni nel 2019), senza dimenticare il turismo religioso del Gargano. Cosa ci vieta di pensare che la Capitanata e il Gargano possano diventare la terza area turistica della dorsale adriatica? La Capitanata deve essere ambiziosa”, conclude proponendo l’istituzione di una task force trasversale.

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Infine, l’intervento di Vito Grassi: “Finora abbiamo assistito a misure di sopravvivenza, mentre noi industriali siamo concentrati già sulla ‘Fase 3’, quella del rilancio. La necessità di liquidità è un grido di aiuto alla sopravvivenza per poter ripartire. Oggi ci sono nuovissime opportunità che ante-crisi non esistevano. Penso alla flessibilità dell’uso delle risorse europee, fino a poco tempo fa un vero tabù. La nuova Confindustria chiede questo: lavoriamo coesi su una strategia a 20-30 anni, che dia direttive univoche al cittadino italiano, cioè a chi vive il paese indipendentemente dai governi che si succederanno, altrimenti ripeteremo quel sistema che ci ha penalizzato, generando solo burocrazia, che è solo un freno allo sviluppo, ma anche alla sopravvivenza”.

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