Psicosi lupi sul Gargano: circolano video, ma uno risale a novembre scorso e l'altro a 10 anni fa (girato in Emilia)

Un video ripreso da alcuni organi di informazione sta creando panico tra allevatori e associazioni di categoria. Ma è datato e riguarda un altro territorio, l'Emilia Romagna

Foto di repertorio

Ci sono due video che stanno girando sui social e, purtroppo, alcuni anche su testate di informazione. E sono, a loro modo, spaventosi, soprattutti se messi in correlazione. Uno immortala un branco di lupi. E poi ve ne è un altro, in cui si immortalano due lupi che sbranano una pecora. A vederli insieme lo shock è assicurato: il branco che azzanna. Motivo per cui si sprecano in queste ore gli sos.

Il debunking

Peccato, però, che ciò che sta mettendo in allarme il mondo agricolo e i pastori di Capitanata sia una parziale fake news. Il video del branco, infatti, risale a quasi dieci anni fa, anno 2009, caricato su YouTube qualche tempo più tardi, e non riguarda neanche la provincia di Foggia ma un altro territorio, l’Emilia Romagna.

L’unica traccia video che abbiamo nella nostra provincia del lupo risale a novembre scorso e immortala due esemplari aggirarsi nei pressi di una masseria e azzannare presumibilmente un animale da allevamento. Immagini che non giustificano, però, la grave emergenza (branco) di cui si parla oggi. E allora perché cotanto allarmismo?

Ci “casca” finanche la Cia di Capitanata. “Lupi che sbranano pecore. No, purtroppo non è una favola, ma quanto è accaduto negli ultimi giorni nelle zone interne del territorio di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia. L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa ed è stato anche filmato, con tanto di video visibile a tutti sui social. Il problema è nazionale”, ha dichiarato Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Agricoltori Italiani Capitanata in un comunicato stampa. "Lupi e cinghiali sono in massiccio aumento ed è una presenza sempre più pericolosa, anche perché da tempo appare fuori controllo”, ha aggiunto Michele Ferrandino, presidente provinciale di CIA Capitanata.

Il problema degli indennizzi

"A livello regionale, abbiamo formulato una serie di proposte finora inascoltate, ma anche le leggi attuali restano in gran parte inattuate”, ha denunciato Ferrandino. A pagarne le conseguenze sono gli agricoltori e gli allevatori: è un problema di sicurezza e di ordine economico, perché oltre al pericolo non vengono adeguatamente ristorati. Il fenomeno non riguarda soltanto la provincia di Foggia ma tutta la Puglia e il resto del Paese”. Continua la nota stampa: “Occorre ovviare ai danni causati a allevatori e agricoltori non attraverso un indennizzo ma con un vero e proprio risarcimento, congruo e immediato, e un controllo della fauna selvatica. Anche le procedure per l’indennizzo sono complesse e vanno per le lunghe. Leonardo Santucci, allevatore e componente della giunta provinciale di CIA Capitanata, da anni si batte a livello regionale per la modifica della normativa relativa ai danni da fauna selvatica. Due anni fa la sua azienda ha subito un attacco da lupi: "Per 25 capi abbattuti di cui 14 adulti - ha raccontato - ho ricevuto dopo circa ottanta giorni un indennizzo di 210 euro. Per molti allevatori non conviene neanche preparare la documentazione". Ha attentamente studiato la nuova bozza della proposta di legge ed elenca le perplessità: "Ci dicono che dovremmo avere un indennizzo pari ai prezzi della Camera di Commercio ma non basta, perché il valore del capo di bestiame o di una coltura è di gran lunga superiore e il danno non si riduce al costo in sé”.

Ora, che il problema della fauna selvatica possa sussistere ed i pastori legittimamente chiedano il loro ristoro per la perdita di alcuni danni subiti, ci sta. Ma utilizzare un video vecchio nel migliore dei casi, non afferente alla provincia di Foggia nel peggiore, per rinforzare la propria battaglia, mettendo alla gogna il lupo, ci sta meno. Soprattutto se a farlo è un’organizzazione riconosciuta. Sia chiaro, se la CIA ha altre prove documentali, lo dica e le mostri. Ma non è in alcun modo concepibile che si rediga un comunicato stampa -che presumibilmente arriverà su tutti gli organi di informazione e i tavoli istituzionali- costruito su una fake news, che si contribuisce così a diffondere. Ci sono responsabilità in capo agli organi ufficiali.

Il lupo, una risorsa

Prova a mettere le cose in ordine, parlando di “paure alimentate ad arte”, il foggiano Vincenzo Rizzi, dott. Naturalista consigliere nazionale di Pro Natura, che invita a guardare il lupo come una “risorsa”. “La paura della natura e delle sue creature sembra prendere piede anche in Provincia di Foggia. E in quest’ottica trova sempre più spazio il principe di tutte le paure (che a molti evidentemente piace alimentare), ossia il Lupo cattivo” esordisce Rizzi, che denuncia: “Le paure alimentate ad arte in provincia di Foggia rappresentano l’ennesimo tentativo di lanciare crociate a base di fucilate contro i lupi e contro tutte quelle specie che riteniamo in competizione con i nostri interessi. Vorrei ricordare a tutti coloro che alimentano queste paure che il Lupo è un animale affascinate e l’odio che state continuando ad alimentare nei suoi confronti è semplicemente una misura del suo successo evolutivo e dell'invidia per tutto ciò che esso rappresenta e che noi non possiamo afferrare. E pensando al rapporto ambiguo che la nostra specie ha con il Lupo, mi viene in mente quello che ha scritto Rowlands Mark nel suo libro "Il Lupo e il filosofo", cosa significa essere un uomo l'ho imparato da un Lupo.”

“Di certo – conviene Rizzi-, ci sono elementi di criticità che meritano attenzione, per rendere meno aspra la convivenza, ma che purtroppo le istituzioni continuano a sottovalutare. Noi del Centro Studi Naturalistici-Onlu - Pro Natura ribadiamo la necessità di ribaltare questi stereotipi e vedere nel Lupo e nelle altre specie ritenute nocive una opportunità di sviluppo. Ma per farlo è necessario avviare un esteso programma di monitoraggio di queste specie, associandolo ad una adeguata campagna di comunicazione in grado di creare nella gente quella giusta empatia con la fauna selvatica. Un progetto ambizioso che possa portare reddito anche, e soprattutto, ai pastori in un'ottica di multifunzionalità delle aziende agro-zootecniche di tipo tradizionale, dove il Lupo e gli altri animali diventino elementi essenziali per un turismo di qualità, in grado di coniugare natura e tradizioni”.

“Un percorso ambizioso, che richiede impegno per essere costruito, forse per questo in molti preferiscono ignorarlo e continuare a incendiare gli animi affinché anche ciò che di bello ancora custodiamo venga dato alle fiamme” conclude amaramente.

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