Clima infuocato, danni a un pulmino, calci e pugni in campo, tensione sugli spalti: big match degli Allievi finisce in rissa

Giovanni Campanaro, allenatore-presidente della Gioventù Calcio Foggia: "In 30 anni mai visto nulla di simile, noi scortati per tornare a casa. L'Accademia Manfredonia: "Premeditazione orchestrata alla perfezione"

La rissa in campo

Cosa sia realmente accaduto al Miramare di Manfredonia, prima, durante e dopo il big match degli Allievi provinciali tra la squadra di casa dell'ASD Accademia e la Gioventù Calcio Foggia, terminata sul risultato di 1 a 1, lo diranno le indagini della polizia, intervenuta per scongiurare il peggio e riportare la calma in un ambiente infuocato durante tutta la gara e soprattutto dopo il triplice fischio finale, quando in campo è scoppiata una violenta rissa tra giocatori di 15 e 16 anni.

E anche la giustizia sportiva farà il suo corso se è vero che vi sarebbero immagini evidenti sulla rissa scoppiata al termine dell'incontro sul terreno di gioco (ecco il video della rissa) e sul presunto tentativo da parte dei supporter di casa di entrare in contatto con la squadra ospite a fine gara.

Anzi, a FoggiaToday Giovanni Campanaro, allenatore-presidente della Gioventù Calcio Foggia, denuncia una vera e propria aggressione "con calci e pugni" che avrebbero subito i simpatizzani ospiti al culmine di un acceso diverbio tra le parti nato in seguito a un violento fallo di gioco avvenuto proprio nella fetta di campo sotto la tribuna occupata da familiari e amici di entrambe le compagini. Per questo motivo i tifosi giunti da Foggia, al termine dei primi 45 minuti, sono stati accompagnati in un altro settore dello stadio.

Campanaro ammette anche di aver manifestato, a un certo punto della gara, l'intenzione di ritirare la squadra qualora si fossero verificati altri episodi violenti: "Ho detto che era mia premura portare i ragazzi a casa sani e salvi". E precisa anche che a onor del vero alcuni dirigenti del Manfredonia si sono adoperati per cercare di calmare le acque, "purtroppo non tutti, alcuni erano un po' esagitati" sottolinea.

A leggere però il comunicato dell'ASD Accademia Manfredonia, sembrerebbe che quanto accaduto questa mattina durante l'ultima gara di campionato, che ha di fatto consegnato il titolo alla compagine foggiana, debba essere quantomeno rivisto e ridimensionato.

La società sipontina fa sapere di aver preso le distanze dagli spiacevoli episodi avvenuti sugli spalti tra i simpatizzanti delle due squadre e aggiunge che "a onor del vero la società in tutte le sue componenti è intervenuta a sedare qualche animo acceso senza nessuna conseguenza, mentre l’arrivo delle forze dell’ordine ha garantito una certa tranquillità, infatti non è dovuta intervenire in maniera fattiva".

Non è dello stesso avviso il mister degli Allievi della Gioventù Calcio Foggia, che ci rivela di non aver mai visto prima nulla di simile. "Per portare a casa i nostri ragazzi ho dovuto fare ricorso alla forza pubblica, siamo stati scortati da due auto della polizia. Hanno danneggiato il parabrezza del nostro pulmino, che presenta anche delle ammaccature laterali"

Per la società di casa "non risulta che un dirigente della squadra ospite sia stato aggredito con calci e pugni considerando che nessuno è entrato nel settore ospite data la distanza dei due spogliatoi e considerando la costante presenza delle forze dell'ordine". Il dirigente in questione è però il guardalinee e nonno di un giocatore, che nella rissa di fine gara, precisa Campanaro, "è stato colpito con un calcio ad un braccio". La vittima dell'aggressione è stata soccorsa e medicata dai sanitari del 118 giunti a bordo di un'ambulanza.

Sul comunicato comparso sulla pagina Facebook della società sipontina si legge anche che a scatenare il clima di guerriglia sarebbe stata una "premeditazione orchestrata alla perfezione". Campanaro rispedisce però al mittente l'accusa: "Ci hanno fatto parcheggiare il nostro furgone della scuola calcio, poi danneggiato, sul lungomare. Noi avevamo chiesto di farci entrare dentro"

E ancora, scrive l'Accademia Manfredonia, "rispediamo tutto al mittente perché nessuno si è fatto male ed i genitori, i ragazzi, staff tecnico della Gioventù Calcio Foggia, sono rientrati a casa senza conseguenze". 

Sempre via social, il presidente Paolo Schiavone difende così l'immagine della società: "È una cosa assurda quello che sto leggendo sui social e varie testate giornalistiche on line, tutti ma proprio tutti hanno visto cosa è accaduto. Ci siamo adoperati affinché la squadra ospite ricevesse tutto il supporto necessario, nonostante all'andata siamo stati trattati in ben altro modo. Sono convinto che non basteranno le parole di una persona per gettare discredito sulla società che rappresento e sulla Città di Manfredonia. Per il resto mi riservo tutte le azioni opportune qualora si continui ad infangare l'immagine della nostra società"

Ma chi e perché ha scatenato la rissa? "A fine gara sono andato dai ragazzi del Manfredonia per rincuorarli, li ho risollevati, abbracciati e fatto loro i miei complimenti da buon genitore e dirigente. I giocatori si sono dati la mano, ma quando uno di loro ha lanciato una bottiglietta colpendo uno dei nostri alla testa, purtroppo non si è capito più niente" ci spiega Campanaro. 

La Gioventù Calcio Foggia presenterà un esposto in federazione.

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