Delitto Antonio Cassitti, torna in carcere Michele Speranza

Il macellaio 24enne è stato condannato con sentenza definitiva a 12 anni per concorso anomalo in omicidio. Dovrà scontare ancora 4 anni e otto mesi di reclusione

E’ tornato in cella l’imputato Michele Speranza, il 24enne macellaio foggiano condannato a 12 anni di reclusione per concorso anomalo nell’omicidio di Antonio Cassitti.

Speranza aiutò i killer del dipendente Tnt ucciso nel corso di una rapina nell’azienda di via Manfredonia, a bruciare l’auto al Rione Martucci e a trasportare i rapinatori altrove con il proprio mezzo. Speranza però si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda.

Prima fu condannato a 20 anni anche per omicidio, poi a 8 anni per tentata rapina, furto, armi e incendio. Infine fu nuovamente condannato a 12 anni con l’aggravante del concorso in omicidio, seppur anomalo.

Nei giorni scorsi la sentenza è diventata definitiva. Michele Speranza dovrà scontare altri 4 anni e 8 mesi, avendone già scontati quattro ed avendo beneficiato dei tre anni di indulto.
 

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