La malavita si fa sentire, a fuoco il centro di raccolta rifiuti a Monte Sant'Angelo. Il sindaco: "Mafia cancro che ci divorerà"

Ignoti hanno appiccato il fuoco all'area, distruggendo un prefabbricato in legno utilizzato come deposito di attrezzatura varia, e danneggiando un'altra struttura situata poco distante. Sull'accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri

Il luogo dell'incendio

A fuoco l'area ecologica gestita dalla 'Tecneco', in via Cimitero, alla periferia di Monte Sant'Angelo. Il fatto è successo intorno alle 2 della scorsa notte, quando ignoti hanno appiccato il fuoco all'area, distruggendo un prefabbricato in legno utilizzato come deposito di attrezzatura varia, e danneggiando un'altra struttura situata poco distante.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l'area, ma non hanno trovato tracce evidenti di liquido infiammabile nè altro tipo di innesco, benchè tutto farebbe pensare ad un incendio di matrice dolosa. Sull'accaduto indagano i carabinieri, che hanno acquisito le immagini delle telacamere presenti in zona. 

"Ancora un incendio. Ancora il Centro Comunale di Raccolta. Ancora i rifiuti", spiega incredulo il sindaco Pierpaolo D'Arienzo. "Stiamo impiegando tutte le nostre forze per lanciare un’immagine diversa della nostra città: la Città dei due Siti Unesco, la città dei gemellaggi internazionali tra i principali centri della cristianità in Occidente, la città della storia e della cultura. Notizie di questo tipo ci riportano indietro, a scenari ed etichette che non vorremmo più cucirci addosso. E così ci indigniamo se i giornalisti su emittenti televisive nazionali definiscono la nostra città come la “culla della mafia garganica”, la quarta mafia più pericolosa d’Italia".

"Ci aggrovigliamo in ragionamenti di alto profilo giuridico per comprendere le arcane motivazioni che hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale, mettendo in dubbio finanche l’operato della giustizia amministrativa e di quella penale. La verità - conclude - è che la mafia esiste, è ancora forte ed è ben radicata nel territorio. Si alimenta dell’economia delle nostre imprese, delle nostre famiglie. Siamo in guerra e la Squadra Stato è una delle forze in campo. Il resto spetta a noi cittadini perbene, a noi persone oneste. Se continuiamo a restare a guardare, se continuiamo ad indignarci senza reagire, questo cancro prima o poi ci divorerà e non ci sarà alcuna speranza per la nostra terra, per il nostro futuro, per i nostri figli".

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