Leghisti e Salvini confusi: nessuno sgombero in "pista" e il Cara (legale) non c'entra nulla con l'operazione di oggi

I dettagli dell'operazione "Law and Humanity" di questa mattina presso la "pista" del Cara di Borgo Mezzanone tra Foggia e Manfredonia. Sequestro preventivo e demolizione di manufatti abusivi

"Salvini manda le ruspe dell'Esercito: sgombero al Ghetto dei Migranti". Titola così "Il Giornale" la notizia del sequestro preventivo di alcuni immobili abusivamente realizzati e/o occupati, eseguito questa mattina lungo la "pista" adiacente al Cara di Borgo Mezzanone nell'ambito dell'operazione denominata "Law and Humanity" disposta dal Gip del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica, alla quale hanno preso parte circa 200 uomini delle forze dell'ordine, polizia, carabinieri e guardia di finanza, con l'ausilio dei vigili del fuoco.  

La demolizione dei manufatti è stata disposta invece dal Prefetto di Foggia, Massimo Mariani, con ordinanza ai sensi dell'art. 2, R.D. 18 giugno 1931, n. 773 "Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza". Le operazioni di demolizione sono state eseguite dai militari dell'11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia e sono state supportate, ciascuno per la parte di specifica competenza, da personale Enel, Arpa Puglia e dalla Regione che, con ditta specificatamente incaricata, ha provveduto alla rimozione delle macerie e dei materiali di risulta. 

Quindi nessuno sgombero. Si è trattato di sequestro preventivo e demolizione di alcuni manufatti abusivi.

Fatta questa doverosa premessa, sempre questa mattina il ministro dell'Interno Matteo Salvini, tra un selfie e una stretta di mano tra le vie del centro di Bari, commentava così la notizia del giorno, limitandosi a condividere su Facebook il link dell'articolo del quotidiano nazionale, accompagnandolo con uno striminzito post-slogan: "RUSPA e SGOMBERO, come promesso. #dalleparoleaifatti"

In giornata giungeva anche il comunicato del presidente del Consiglio comunale di Foggia e candidato leghista alle primarie del centrodestra del 24 febbraio 2019, Luigi Miranda: “Lo sgombero del Cara di Borgo Mezzanone promesso dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini è iniziato. Quel centro è diventato negli anni luogo di criminalità, spaccio, prostituzione. La sicurezza interna ed esterna al Cara, nelle strade del Borgo fino a Foggia, è un drammatico problema non più sostenibile. Gli extracomunitari più brutali hanno reso difficile la vita agli extracomunitari più tranquilli e operosi, ed hanno minato il senso di sicurezza dei cittadini italiani. Adesso basta! Ringrazio di cuore il Ministro che non ha avuto esitazioni ad accogliere una richiesta esplicita della Lega provinciale di Foggia, che ha collocato il Cara tra le emergenze del territorio da affrontare e risolvere con urgenza. La demolizione dei manufatti abusivi è il primo intervento verso la chiusura completa di un centro che ha rappresentato da sempre un problema di ordine e sicurezza per l’intero territorio provinciale a cominciare dal capoluogo. Grazie Salvini la tua battaglia per la legalità e la sicurezza è la nostra battaglia”.

E' palese come negli ambienti della Lega vi sia una confusione su quanto accaduto questa mattina. Vale a dire che non vi è stato alcuno sgombero e che il C.A.R.A. non c'entra nulla con il blitz che ha portato all'abbattimento dei cosiddetti "circoli del malaffare" dell'insediamento abusivo sorto sull'ex pista di Borgo Mezzanone.

Che poi il ministro Salvini lo abbia inserito nell'elenco dei Centri d'Accoglienza Richiedenti Asilo da chiudere entro il 31 dicembre 2018 nell'ambito del Decreto Sicurezza, questo è un altro paio di maniche. 

La cosa certa è che oggi non c'è stato nessuno sgombero, tantomeno al Cara di Borgo Mezzanone. 

Un capitolo a parte lo meriterebbe anche l'attribuzione dei meriti di "Law and Humanity". Quali sono, se ci sono, quelli del ministro dell'Interno?

Per quanto riguarda l'operazione di oggi va evidenziato come La Procura abbia deciso "di adottare una strategia graduale e capace di contemperare i diversi interessi in gioco" e che al momento per i circa 2mila soggetti che occupano la "pista" non si intravederebbero alternative. 

Va quindi specificato che il sequestro ha riguardato alcuni edifici e ambienti in cui si svolgevano le attività illecite "con la finalità di spezzare il circuito tra criminalità, sfruttamento delle persone e mancato riconoscimento dei diritti umani". E non ha riguardato baracche o immobili adibiti ad abitazioni "mentre il nome della operazione vuole esprimere il convincimento sulla possibilità e sul dovere di coniugare la accoglienza dei migranti con il rispetto della legalità e della dignità umana".

Quella di oggi è la prima di una serie di azioni che porteranno allo smantellamento della "pista" e quindi al progressivo ripristino della legalità. Nel contempo, fanno sapere dalla Prefettura di Foggia, sono proseguite e sono tuttora in atto iniziative tese ad assicurare a coloro che sono regolarmente presenti nel territorio nazionale, una sistemazione alloggiativa di intesa con la Regione Puglia per consentire la demolizione di ulteriori manufatti. 

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