Concorso Provincia: il caso sbarca a Roma. L’avv. Gabrieli: “Revocarlo”

L’on. D’Ambrosio ha presentato un’interrogazione parlamentare sula vicenda del bando di concorso per 31 posti momentaneamente rinviato dalla Provincia di Foggia. L’avv. Antonio Gabrieli si dice pronto a tutto

Palazzo Dogana di Foggia

L’avvocato Antonio Gabrieli torna sul caso del concorso per 31 posti indetto dalla provincia di Foggia, manifestando l’intenzione di adire le vie legali in tutte le sedi opportune, qualora l’amministrazione provinciale – che nei giorni scorsi ha provveduto ad operare il rinvio della prova concorsuale – non lo revocherà.

EMILIANO E D’AMBROSIO | Il legale foggiano – in attesa di ricevere risposta dall’assessore alla Legalità del Comune di San Severo – al quale ha scritto una lettera “al fine di fargli prendere una posizione in difesa della legalità e dei cittadini che rappresenta” – elogia l’operato dell’on. D’Ambrosio, che questa mattina ha presentato un’interrogazione parlamentare in merito alla questione. “Le palesi e gravi illegittimità del concorso indetto dall'amministrazione provinciale, infatti, indignano le coscienze di tutti i cittadini della provincia di Foggia, e non solo”

L’INCONTRO A PALAZZO DOGANA | Il concorso è connotato da gravi e assurde violazioni di legge, denotando una chiara volontà di "pre-selezionare" coloro i quali dovrebbero essere i futuri vincitori. Come anticipato, martedì scorso sono stato ricevuto, unitamente ad una collega di studio, l'avv. Patrizia Palmieri, dal commissario prefettizio della Provincia di Foggia, Fabio Costantini. Incontro al quale hanno partecipato anche due "alti funzionari dell'Amministrazione e nel corso del quale sono state messe in luce le criticità del Bando de quo, significando dettagliatamente ogni singola illegittimità riscontrata. L'Amministrazione si è riservata di valutare la revoca della selezione pubblica, anche sotto il profilo di una mera questione di opportunità. Auspico, pertanto, che lo spatium deliberandi concesso all'amministrazione permetta di giungere alla migliore soluzione possibile, nell'interesse del bene pubblico, dei cittadini e della legalità.

LE CONSEGUENZE | Se così non fosse, ovviamente, si adiranno tutte le sedi all'uopo previste dall'Ordinamento, nessuna esclusa! Se sarà necessario, si chiederà di intervenire anche alla Guardia di Finanza e non sono escluse richieste d'intervento di "Striscia la notizia", al fine di far partecipare alla vicenda l'intera opinione pubblica. Peraltro, si segnala che, in caso di mancata revoca della selezione pubblica indetta, si riapriranno i termini per aderire al ricorso al TAR, attese le numerose istanze che continuano a pervenire da parte dei Cittadini. L'eventuale azione che verrà intrapresa innanzi all'Autorità della Giustizia Amministrativa mirerà ad ottenere l'annullamento del bando e ad ottenere il risarcimento dei danni causati ai ricorrenti.

RISARCIMENTO DANNI | Di tali danni che potrebbero essere arrecati alle casse dell'Amministrazione, però, si pretenderà che siano chiamati "a pagare" i diretti responsabili, che siano costoro a dover mettere "mano al portafoglio". Per tale ragione, se non fosse revocato il bando di concorso, apparirà doveroso relazionare l'accaduto anche alla Corte dei Conti. Sia chiaro, però, che, in caso di mancata revoca, la Giustizia Amministrativa non sarà l'unica ad essere interessata.

LA PROVA DEI VINCITORI | Non si dimentichi che si è provveduto a garantire la prova della "data certa" all'elenco dei nominativi dei "futuri vincitori" fornitomi da attenti concittadini. Nessuno, infatti, ha la sfera di cristallo per conoscere il futuro; nessuno può conoscere, prima ancora della scadenza del bando i nominativi dei 31 futuri vincitori del concorso, salvo che il concorso stesso non sia stato ideato e organizzato per assumere proprio quelle 31 determinate persone, raggirando le norme sul pubblico impiego, con la consapevolezza e la volontà di danneggiare tutti gli altri cittadini. Come già evidenziato, ovviamente, mi auguro che ciò non corrisponda a verità, ma se così non fosse e i suddetti  nominativi dell'elenco fornitomi  dovessero risultare gli effettivi vincitori, sarà inevitabile richiedere l'intervento della Procura della Repubblica, che dovrà indagare e andare a fondo alla questione.

LA COMMISSIONE ESAMINATRICE | E' innegabile, quindi, che per tutti sia auspicabile una revoca del bando. Si consideri, peraltro, che anche l'eventuale affidamento della procedura concorsuale ad una "commissione esaminatrice esterna" non sarebbe in grado di far venir meno le responsabilità dei diretti interessati.  La futura "commissione esaminatrice", infatti, si troverebbe costretta e condizionata a privilegiare i "prescelti", i "pre-selezionati" dal bando di Concorso.  La "super valutazione" dei titoli, prevista in detta procedura di selezione pubblica, così come già segnalato a questa Redazione, è connotata da una illogicità ed arbitrarietà tale da far apparire chiara la volontà di privilegiare determinati candidati in danno di altri.

IL CASO PUNTEGGI | Si pensi alla circostanza che chi ha svolto servizio presso il Museo provinciale (si badi, solo provinciale!) gli viene riconosciuto un punteggio pari a 20/30; mentre i punti da attribuire alla prova orale sono pari solo a 10/30. Ebbene, con una tale illegittima "super valutazione", al cittadino comune, "figlio di  nessuno", gli sarebbe preclusa l'assunzione anche se avesse un curriculum di tutto rispetto, anche se avesse prestato pari servizio presso i migliori Musei del Mondo ovvero anche se si fosse formato le più prestigiose Università. Tale "figlio di nessuno", infatti, pur riuscendo ad ottenere il massimo dei voti alla "prova orale/colloquio" prevista dal bando (dieci punti su trenta), si troverebbe ingiustamente superato dal "prescelto" che, pur conseguendo una valutazione minima alla prova orale/colloquio, otterrebbe un "bonus" di venti punti su trenta per aver prestato servizio presso il Museo provinciale.

L’AUSPICIO | E' chiara, dunque, la volontà di privilegiare determinati partecipanti in luogo di altri. E' palese, perciò, la volontà di condizionare l'esito della selezione pubblica.  E' evidente, pertanto, che l'eventuale nomina di una "commissione esaminatrice esterna" non sia in grado di esonerare da responsabilità nessuno. Detto in altre parole, nessuno si illuda di potersi "nascondere dietro al dito". Si auspica, ovviamente, che tutto ciò possa essere evitato attraverso la revoca del bando, anche solo per una questione di opportunità politica. Il Commissario prefettizio, infatti, potrebbe anche solo pensare di intervenire per motivazioni legate a questioni di opportunità.

LA REVOCA | D'altronde, in un mondo normale, un bando di concorso simile verrebbe revocato anche solo per fugare il sospetto di un rischio per la legalità, ovvero anche solo per evitare il rischio di un danno erariale. Insomma, in un paese "normale", anche solo l'opportunità di non correre dei rischi, dovrebbe far propendere il "buon Amministratore Locale" a porre in essere quelle azioni volte alla revoca di un bando "anomalo".

L’UNIONE FA LA FORZA | Quanto precede, valga a tranquillizzare anche i tanti cittadini che mi hanno contattato. La vigilanza continua e, se il bando non dovesse essere revocato,  continuerà anche a ferragosto se sarà necessario. Non sono l'unico ad agire contro il concorso. Siamo in tanti. La nostra forza e la nostra determinazione è enorme. Non conosce confini. I cittadini si sono fatti sentire, facendo valere il loro orgoglio e la loro dignità! E' questa la fonte della nostra immensa forza. Ad ogni modo, ciò che si è fatto e ciò che si farà rappresenta un successo di Foggia e dell'intera Provincia. I cittadini della Capitanata (e non solo) hanno finalmente mostrato tutto il loro sdegno, sapendo pretendere giustizia e rispetto per la legalità. Sono sempre più convinto che le persone che ci sosterranno in futuro, per quanto già oggi risultino numerose, sono destinate ad aumentare. Per il momento abbiamo un rinvio, ma non abbasseremo la guardia. I cittadini della Provincia di Foggia amano la legalità, la difendono con passione e sono disposti a tutto pur di proteggerla. Noi siamo forti perché siamo in tanti. Siamo forti perché abbiamo la consapevolezza che c'è la cittadinanza orgogliosa e onesta alle nostre spalle.  Siamo determinati perché agiamo con passione. Siamo possenti perché amiamo la legalità e le siamo fedeli.

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