Scuola di Cerignola nega l'accesso a bambino cinese: non ha il coronavirus, ma vuole il certificato del pediatra

Il caso dell'istituto 'Marconi' su La Gazzetta del Mezzogiorno. Il bimbo, 8 anni, è rientrato in Italia a fine gennaio, dopo un viaggio in Cina. Lui e la sua famiglia sono stati sottoposti a osservazione, ma per la scuola non è abbastanza

Immagine di repertorio

Niente scuola senza certificato medico. Eccesso di zelo o psicosi da Coronavirus? Accade a Cerignola, all’istituto ‘Marconi’, dove è stato negato l’accesso in classe ad un bambino cinese di 8 anni. La vicenda è raccontata sulle pagine dell’edizione odierna de La Gazzetta del Mezzogiorno.

Il piccolo, si apprende dal quotidiano, è rientrato a scuola dopo 20 giorni trascorsi in Cina e la dirigente scolastica ha richiesto alla famiglia di sottoporre il figlio a visita pediatrica per accertarne le condizioni di salute prima di riaccoglierlo a scuola. Il bambino è nato in Italia 8 anni fa; lo scorso 23 gennaio è rientrato in Italia dopo due settimane trascorse con la famiglia a Wenzhou, cittadina situata nella parte sud-orientale della provincia cinese dello Zhejiang (distante circa 800 chilometri da Wuhan, epicentro dell’epidemia del Coronavirus).

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La famiglia è stata sottoposta, come prassi, a 14 giorni di osservazione; le loro condizioni sono definite ottime. Eppure per la scuola non è abbastanza. E viene chiesto il certificato del pediatra. Tale procedura, rileva ancora La Gazzetta, viene avallata dalla referente di Educazione alla Salute dell’Ufficio Scolastico Territoriale, Titti Gambatesa: non si tratterebbe, infatti, di un atto discriminatorio, ma una operazione finalizzata a garantire la salute pubblica dell’istituto.

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