'Caso puzza', sale l'indignazione: "I fondi per indagare ci sono, e rischiamo di perderli"

La denuncia di Rizzi, Sciagura & Co: "Dal 2012 sono nella disponibilità della Provincia di Foggia € 4.175.200,00 per la realizzazione di reti di monitoraggio ambientale in accordo con ARPA Puglia"

Immagine di repertorio

“Come ogni estate torna la puzza a Foggia e con essa la finta indignazione dei tanti politicanti dell'ultima ora”. Tranchant il commento dei Consiglieri comunali Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura, con Giorgio Cislaghi (presidente del Circolo Che Guevara) e Francesco P. Gentile (Alternativa Libera).

“Le iniziative finora intraprese si sono sempre infrante contro il muro di gomma delle istituzioni preposte alla tutela della salute pubblica che non sono mai state in grado di stabilire con verità giuridica la fonte dei miasmi che tanto infastidiscono i residenti di Lucera o Foggia o Troia, a seconda di come tira il vento”, spiegano.

“Per queste istituzioni - compresi i comuni si giustificano affermando che mancano i fondi per poter intervenire - è giusto che i cittadini sappiano che non è vero e che i nostri amministratori vi stanno mentendo, perché dal 2012 sono nella disponibilità della Provincia di Foggia € 4.175.200,00 per la realizzazione di reti di monitoraggio ambientale in accordo con ARPA Puglia”.

“Questi fondi impegnati, non sono mai stati spesi e rischiano di ritornare in Regione”, denunciano. “Pertanto, dato che in termini di tecnologie non c'è niente di risolutivo, noi firmatari abbiamo proposto di utilizzare il "sistema odortel" (sistema telefonico per digitalizzare le chiamate di un gruppo selezionato di cittadini). Questo sistema è stato già sperimentato con successo a Taranto e attualmente sta dando importanti risultati”.

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Inoltre, sarebbe un metodo per favorire il coinvolgimento dei cittadini nella difesa di un bene primario quale la salubrità dell'aria, oltre ovviamente a dare la possibilità di un posto di lavoro a disoccupati nel campo della prevenzione ambientale. Tale sistema si integrerebbe con attività di monitoraggio a confine, sia di sostanze specifiche di classi di composti (VOC, Composti Organici Volatili, in particolare) che di sistemi di campionamento (tipo odorprep) delle masse d'aria interessate, nei momenti di percezione della popolazione, da portare in laboratorio per l'analisi in olfattometria dinamica.

Continuano i quattro: “Insomma, abbiamo i fondi e la tecnologia disponibile, cosa aspettiamo per passare dalle parole ai fatti? La molestia olfattiva è nondimeno da considerarsi una forma di inquinamento che può causare pesanti disagi per la qualità della vita e per l’ambiente ed ormai è consolidato l’orientamento giurisprudenziale che riconduce tale tipo di molestie al reato previsto dalla parte seconda dell’articolo 674, del Codice Penale.

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Il riferimento è al “getto pericoloso di cose”, che punisce “chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti." Una recente sentenza della Corte di Cassazione afferma che il reato in questione è configurabile anche in presenza di "molestie olfattive".

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