Timbravano il cartellino, ma andavano al bar o a fare la spesa: arrestati 11 dipendenti

E' quanto scoperto dagli uomini della Guardia di Finanza di Foggia che, all'alba di oggi, hannoarrestato 11 dipendenti (3 assunti a tempo indeterminato e 8 lavoratori socialmente utili) del Comune di Manfredonia

La conferenza stampa (Foto D'Agostino)

Timbravano il cartellino e poi andavano al bar o a fare la spesa al supermercato o ai mercatini rionali; qualcun altro, invece, si era “ritagliato” il tempo per un secondo lavoro, agricoltore o idraulico (quest’ultima attività con prestazioni rigorosamente “in nero”). E’ quanto scoperto dagli uomini della Guardia di Finanza di Foggia che, all’alba di oggi, hanno tratto in arresto 11 dipendenti (3 assunti a tempo indeterminato e 8 lavoratori socialmente utili) del Comune di Manfredonia. Tutti assenteisti, tutti “furbetti del cartellino”.

“Ghost” il nome dell’operazione coordinata dalla Procura foggiana. “Fantasma” come i lavoratori che risultavano presenti solo sulla carta, in alcuni casi anche per straordinari auto-attribuitisi e non lavorati. L’ordinanza di custodia cautelare, agli arresti domiciliari, è stata eseguita questa mattina, mentre nei confronti di ulteriori 11 indagati (7 dipendenti comunali e 4 Lsu) sono in corso le notifiche di avvisi di conclusione indagini emessi dalla Procura della Repubblica di Foggia.

LE INDAGINI E IL VIDEO DEGLI ARRESTI

Per tutti, il reato ipotizzato è quello di truffa a danno di un ente pubblico. Più o meno un terzo del monte ore settimanali, come è stato calcolato, veniva evaso. Destinato ad altre attività. Duemilacinquecento ore nel complesso, dai 6mila ai 10mila minuti di mancato lavoro pro-capite. I tre dipendenti erano in servizio nei locali dell’ex sede comunale di Via Orto Sdanga a Manfredonia, nell’ufficio anagrafe. Ovvero la principale interfaccia tra il Comune e la città. In taluni casi, è stato accertato, a strisciare il badge marcatempo erano anche parenti o amici. O semplicemente gli indagati che si scambiavano favori tra loro.

I NOMI DEGLI 11 ARRESTATI

L’attività dei finanzieri (indagine d’iniziativa, in merito ai controlli della spesa pubblica) ha permesso di accertare, anche mediante filmati, le “attività para lavorative” degli indagati. In alcuni casi, gli stessi, sono stati anche “pizzicati” - nell’ambito di accertamenti fiscali - all’esterno di bar ed altre attività commerciali come acquirenti privi di scontrino, quando invece dovevano essere sul posto di lavoro. Tutto messo agli atti. Il danno provocato alla collettività è stato sanato grazie al sequestro per equivalente disposto: nessun bene mobile o immobile sequestrato; la guardia di finanza ha colpito direttamente i conti correnti dei singoli indagati (2800 euro nel caso più sostanzioso) per recuperare le somme indebitamente percepite.

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