L'orgoglio di Sarcone, il primo sindaco ad aver fatto i conti con la paura del virus: "Così ho riportato Ascoli a zero contagi"

Vincenzo Sarcone è il sindaco di Ascoli Satriano, dove si è registrato il primo caso di infezione al Covid-19. Era il 24 febbraio. Il 28 aveva messo in isolamento 17 cittadini tra cui la donna risultata positiva

Vincenzo Sarcone

"Con tutti ho condiviso la responsabilità di aver riportato la mia città, prima contagiata in Capitanata, a numero di contagi zero". A rivendicare il risultato è il sindaco di Ascoli Satriano Vincenzo Sarcone, il primo dei sindaci foggiani ad aver affrontato l'emergenza sanitaria. Tra lo spavento, la disinformazione, lo scetticismo e la caccia alle streghe di quei tempi. 

Era il 24 febbraio. Una donna del posto, prima contagiata in Capitanata, contraeva il virus dopo la visita del fratello dal Nord, che pochi giorni dopo rientrerà a Soresina in provincia di Cremona. La notizia era stata confermata il primo marzo da Michele Emiliano, ma il 28 febbraio, 17 cittadini, tra cui la donna 74enne, venivano sottoposti dal sindaco a isolamento fiduciario.

Le misure adottate da Sarcone risultavano esagerate per la gran parte dei cittadini. Tra questi c''era anche chi riteneva che il virus altro non fosse che un'influenza più forte. A onor del vero non erano soltanto gli ascolani a pensarlo. Era l'Italia prima del lockdown, che di lì a poco avrebbe invece scoperto di essere la nazione europea con più vittime e contagi. 

Faceva bene Sarcone a non abbassare la guardia e non si poteva di certo imputare ai residenti la colpa di pensarla diversamente o di sminuire la portata del virus. Il sindaco di Ascoli Satriano nel suo intervento riserva un passaggio a quel drammatico periodo: "Mi sono ritrovato da solo con le associazioni di volontariato, da solo a notificare le ordinanze di quarantena, da solo a portare da mangiare e le medicine a queste persone". 

La tempesta è passata. Oggi nella città dei Grifoni "è tutto sotto controllo". Ciononostante il sindaco rassicura i suoi concittadini. "Se vi saranno casi dubbi farò ferro e fuoco per obbligare la Asl ad eseguire i tamponi e a mettere in quarantena i sospetti casi Covid, anche con il rischio di subire l'ingiusta accusa di procurato allarme" sottolinea Sarcone, che su Facebook sfata "un altro chiacchiericcio antipatico del paese", ovvero che vi siano nuovi contagiati. Nulla di tutto questo: "Vi sono persone che sono isolamento fiduciario perché provenienti da altre regiono, altri per motivi precauzionali, ma non vi sono contagiati Covid e neppure persone che necessitano l'esame del tampone" precisa: "Basta con la caccia all'untore, non diffamate le persone, bisogna smetterla"

Sarcone non nasconde che fino a qualche giorno fa era preoccupato per gli assembramenti di piazza San Francesco, ma riconosce il grande senso di responsabilità dimostrato dagli ascolani: "Dopo la mia ordinanza del 19 maggio con la quale ho disposto il divieto di accesso in qualunque forma di assembramento e comportamento che costituisca violazione dell'obbligo di mantenere la distanza tra le persone di almeno un metro in piazza e in villa comunale, ho constatato con soddisfazione e orgoglio che i miei concittadini, ancora una volta, hanno dimostrato responsabilità e buonsenso"

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Resta però il caso dei gruppetti ragazzini, "forse un po' tanti", che cercano di assembrarsi in gruppi più o meno numerosi e senza mascherina. "Mi raccomando, non dobbiamo abbassare la guardia, chi non ha la mascherina può andare a ritirarla gratuitamente presso la sede delle guardie zoofile" chiosa Sarcone.

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