Fedeli in rivolta, 'corona misterica' al posto del 'crocifisso'. Don Roberto: "Sconvolto da tanto clamore"

Tiene banco il caso 'crocifisso' presso la chiesa Sant'Antonio di via Smaldone a Foggia. Il parroco Roberto Nesta parla di "un'opera bellissima". Il crocifisso verrà spostato leggermente più a sinistra

Il crocifisso

Il dietrofront di cui si sussurra nelle ultime ore in relazione allo spostamento del crocifisso della Chiesa di Sant’Antonio, a Foggia, è una notizia destituita fondamento. L’iter per realizzare all’interno della parrocchia di via Smaldone una “croce misterica” di ispirazione neocatecumenale sta andando avanti. Il progetto attualmente è al vaglio dell’ufficio liturgico della Diocesi. Lo conferma a Foggiatoday padre Roberto Nesta, parroco di Sant’Antonio, finito negli ultimi tempi nelle pagine della cronaca cittadina per il contestato prossimo spostamento del maestoso crocifisso che sovrasta l’altare dell’aula liturgica.

Don Roberto ai nostri microfoni si dice “sconvolto” dalle proteste e dal “preconcetto” che stanno accompagnando quella che lui definisce ancora una “idea”. “E’ nostro desiderio realizzare una grande corona misterica; desiderio che però stiamo sottoponendo al vaglio del Governo dei Frati Minori della nostra provincia. Successivamente ci vorrà l’autorizzazione dell’autore dell’opera, che ancora non abbiamo. Ci sono dei passaggi che non si sono ancora conclusi. Né ho notizie di passi indietro o di bocciature” continua Don Roberto, che parla di “opera bellissima”, di una “grazia”, che si giudica con pregiudizio visto che “nessuno l’ha ancora vista”. E che non nuocerebbe al crocifisso, “che abbiamo intenzione di valorizzare spostandolo leggermente più a sinistra”.

“Davvero resto sconvolto da tanto clamore. Anche la questione della distonia con lo stile minimalista della chiesa non regge perché vorrei ricordare che, se davvero si vuol tenere fede al progetto originario, al posto del grande crocifisso vi era una piccola croce stilizzata, tutt’ora presente” replica il parroco con riferimento alle accuse giunte negli ultimi tempi. Per Don Roberto ci sarebbe un’altra ragione di fondo ossia l’ostilità verso il cammino neocatecumenale a cui si è aperta la Chiesa.

“La croce misterica è un’opera di evangelizzazione  - ci dice-. La chiesa attualmente sta parlando di una nuova evangelizzazione ed è importante oggi offrire dei segni che siano comprensibili a tutti. Il crocifisso non esaurisce il Vangelo, è un elemento determinante certo, ma il mistero della vita di Cristo non si esaurisce con la morte. La corona misterica, invece, di cui stiamo parlando vuole presentare tutta la salvezza, dalla creazione fino al ritorno del Signore, passando per gli eventi della vita di Cristo. E’ un’occasione catechetica per tutti. Oggi più che povertà materiale vi è una povertà spirituale, questa è la causa della sofferenza dell’uomo. La Chiesa, pertanto, deve approcciare in maniera differente. E’ assurda l’ostilità verso questa modalità di iniziazione cristiana” conclude Don Roberto, rivolgendosi, evidentemente, alla comunità dei fedeli, in particolare ai detrattori.

Un monito dunque a non giudicare senza prima guardare e ad accettare il nuovo cammino neocatecumenale. Nulla sui tempi, ancora. “Informerò” dichiara don Roberto.

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