Un premio per Pandhora, la startup delle carrozzine innovative: Bovino fa festa per le sue eccellenze

Il sindaco Vincenzo Di Nunno ha consegnato il premio ai due bovinesi Stefano Troncone e Nicodemo Di Pasquale protagonisti del lancio delle rivoluzionarie carrozzine dallo schienale regolabile

Una serata di festa, per celebrare le proprie eccellenze, orgoglio di un territorio ricco di talenti come quello della Capitanata. Lo scorso 20 dicembre a Bovino si è celebrata una serata dedicata alle eccellenze distintesi nella comunità e per la comunità bovinese.

Nel corso della cerimonia, il Sindaco Vincenzo Nunno, da sempre sensibile alla causa dell'imprenditorialità made in Bovino, ha premiato gli operatori economici che si sono particolarmente distinti nel campo commerciale e artigianale, dando lustro al Borgo dei Monti Dauni anche oltre i confini nazionali.

Tra i premiati, i ragazzi di Pandhora, l'azienda con sede a Fisciano (SA) lanciata dai giovani bovinesi Stefano Troncone e Nicodemo Di Pasquale, rispettivamente Ingegnere inventore e Direttore Marketing, che in poco più di un anno ha superato ogni più rosea aspettativa in fatto di vendite, ottenendo ben 21 distributori in Italia e sbarcando su mercati esteri quali quello britannico, svedese e portoghese. 

Numeri da capogiro e consensi ottenuti in tutta Europa ed anche oltre (come a Dubai, in occasione della premiazione avvenuta per mano dello sceicco Al Makhtoum) quelli conseguiti dalle innovative carrozzine Pandhora EVO, dotate del rivoluzionario schienale ad angolazione variabile e di seduta ammortizzata, le quali hanno rivoluzionato il concetto di carrozzina, dando così agli utenti con disabilità la possibilità di avere maggiore comfort nella quotidianità. 

Un momento di condivisione sociale, che potrebbe fungere da volano per le nuove generazioni presenti in sala, ai quali il Sindaco prima e gli operatori economici successivamente, hanno rivolto un pensiero di speranza e determinazione nel perseguire i propri sogni. In particolar modo Troncone e Di Pasquale hanno ripercorso brevemente la storia del loro fortunato progetto, sottolineando l'importanza dell'approfondimento nello studio accompagnato sia da una sana follia, sia dalla comprensione della realtà attraverso i viaggi, in grado questi ultimi di suggerire gli ambiti in cui poter applicare le proprie risorse.

Infine i due giovani di Pandhora hanno suggerito ai diciottenni in sala di non perseguire solo gratificazioni economiche dal lavoro, ma di prefiggersi anche l'obiettivo etico dell'utilità sociale. Ennesimo riconoscimento per ragazzi di Pandhora dunque, forse quello più importante perché conseguito nel loro paese di origine, dove la loro amicizia è nata in età adolescenziale e dinanzi a familiari, amici, istituzioni e numerosi compaesani, rappresentanti di una comunità alla quale si sono detti fieri di appartenere.

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