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Degrado urbano

Villa Rosa, un inno d'amore giace abbandonato

A Manfredonia sorge una villa abbandonata che colpisce per la sua straordinaria bellezza: si tratta di villa Rosa, una costruzione in stile gotico che al suo interno custodisce un inno d'amore. Guardando verso i monti che sovrastano Manfredonia, si riesce a scorgere una vecchia villa abbandonata circondata da ulivi. Si tratta di Villa Rosa, costruzione del 1940 abbandonata da anni, pur trattandosi di una delle costruzioni più belle del territorio.

Villa Rosa venne progettata negli anni '20 da Vicenzo D'Onofrio, proprietario del fondo agricolo sul quale verrà poi costruita. I lavori di costruzione presero il via alla fine del 1928, per essere ultimati 12 anni dopo. Oltre alla magnifica casa di color rosso, vennero innalzate altre costruzioni: un pollaio, un porcile, una colombaia, la casa del guardiano, una stalla, un magazzino e un deposito.

Durante i lavori, la moglie del proprietario, Rosa Longo, venne a mancare. Il marito decise di dedicare alla sua defunta amata, la magnifica villa, chiamandola Villa Rosa. Ma solo il nome non bastava: per far ricordare alle generazioni future la bontà d'animo dell'amata, l'addolorato marito sentì la necessità di inserire una lapide ovale nella prima stanza della villa. Sulla lapide vi è inciso un inno d'amore: "Per te o mia Rosina questa villa che tutta la mia vita ormai rinserra, io volli progettare e costruire Disagi, avversità, violenze infami non valsero a fermare il mio cammino più forte fu la fede più forte ancor l’amore Vinsi! E la tua reggia alfin dal sol baciata da mille e mille piante profumata brillò su questa arida pietraia Ma tu la mia fatica compiuta non vedesti! Dal ciel mi sorridesti e il tuo sorriso Fu tutto il premio ch’io avea sognato 1940 – XVIII".

Durante la seconda guerra mondiale, in questo luogo incantevole, vennero ospitate cinque famiglie e un comando degli alleati. Nel 1964 morì anche Vincenzo d'Onofrio, così villa Rosa passò agli eredi che ne continuarono a curarsene, mandando avanti anche il pastificio "D'Onofrio e Longo". Nel 1967 la villa venne messe in vendita per far fronte alla liquidazione dei dipendenti del pastificio che chiuse per alcune questioni finanziarie. La villa ebbe così diversi proprietari, fino al 1974 quando venne concessa in usufrutto perpetuo alle suore e il seminario arcivescovile di Manfredonia. Purtroppo i nuovi proprietari e usufruttuari lasciarono la villa a sé stessa, non curandosene più... venne piano piano abbandonata. Il Comune provò a salvarla portandoci dentro sfollati e senzatetto, ma quest'idea contribuì alla devastazione di un prezioso patrimonio.

“L’attuale stato di abbandono e la distruzione perpetrata da vandali che si sono succeduti nella struttura, costituiscono una delle più grandi manifestazioni di inciviltà, un insulto alla memoria di chi l’ha progettata, costruita e dedicata, un’offesa al comune senso della morale" dice Vincenzo d'Onofrio, nipote dell'omonimo ex proprietario. Egli ha provato ad avanzare qualche proposta per riqualificare questo gioiellino pugliese, ma ancora tutto tace. E così, uno dei luoghi più belli e romantici del territorio, rimane in stato di abbandono... in attesa che qualcuno possa amarlo di nuovo, come lo amavano i suoi deceduti proprietari.

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