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"La distruzione dell'Europa penalizzerebbe il Sud", Cacciari a Foggia mette in guardia: "Sovranismi? Una fake news"

Professore, filosofo, scrittore, pensatore simbolo e figura cardine del dibattito politico contemporaneo, ha aperto ieri a Foggia 'Questioni Meridionali'

 

Si chiama Europa. è il sogno di unità e condivisione tra Stati all’interno di uno schema comune. Oggi quel sogno e quell’unita sono messi in discussione da posizioni contrastanti se non addirittura divergenti in cui sembra prevalgano le passioni sulla ragione. È in sostanza il tema centrale del dibattito politico attuale, con tutti gli strascichi e le conseguenze che si porta dietro. Queste le riflessioni alla base dell’incontro con Massimo Cacciari, primo appuntamento del Festival Questioni Meridionali.

Professore, filosofo, scrittore, pensatore simbolo e figura cardine del dibattito politico contemporaneo: Massimo Cacciari ha aperto ieri a Foggia il Festival Questioni Meridionali, presso l’Auditorium Santa chiara. Ragione e crisi d’Europa è il tema scelto dall’associazione SpazioBaol e il comitato di Foggia della società Dante Alighieri, promotori dell’evento. 

Quale senso dobbiamo dare oggi all’Europa? Da questa domanda muove come il titolo del suo ultimo libro, La mente inquieta di Massimo Cacciari, per indagare, a ridosso delle elezioni che sanciranno il nuovo schema politico europeo, la possibilità reale di costruire una nuova Europa, dotandola di quella cornice di senso di cui ultimamente è stata spogliata, alimentando il conflitto tra passioni e ragione. Di fronte alla realtà e ai suoi vincoli le passioni non sanno cosa fare, litigano fra loro come nel cartone animato pixar Inside Out. Ma in quel caso la lotta fra impulsi contrastanti riguardava il cervello di un’adolescente, non il governo di un progetto collettivo. Le passioni sono un fattore connaturato alla politica. Ma lo è anche la ragione. La stessa ragione oggi è più derisa che ascoltata non solo in Italia: dal Regno Unito, alle prese con il pantano della Brexit, alla Spagna, stretta nella spinosa questione catalana, alla Francia, dove è esploso nuovamente l’antico risentimento della provincia contro Parigi e i suoi ‘re’ e dove i gilet gialli hanno interessi disparati e disomogenei. Massimo Cacciari per il superamento di questo conflitto indica un percorso da seguire, una via in cui passioni e ragione viaggiano parallelamente in costante equilibrio, una via in cui è impossibile scindere qualsiasi riflessione sul futuro dal passato storico e culturale che la produce. Il grande pittore spagnolo Francisco Goya pensava che le «grandi meraviglie» nascano solo dall’unione fra la logica della ragione e la fantasia delle passioni, connubio iscritto nel Dna della civiltà europea. Ed è fondamentale cercare soluzioni dal momento che le sorti del processo di integrazione europea coincidono con il nostro destino. Tornerà l’equilibrio fra i due elementi nella sfera politica?

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