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La promessa del 'Conte' foggiano che vuole cambiare l'Italia: "Realizzeremo tutte le riforme"

Manovra economica, debito pubblico, rapporto con le imprese e guerra ai corrotti nella prima parte dell'intervista pubblica di ieri

 

“Quando ho incontrato il premier a Palazzo Chigi per concordare un po’ di argomenti per questa intervista,  mi è stato chiesto che davanti non ci fossero solo le autorità, perché – mi è stato detto- il presidente vuole incontrare il popolo. Voi volete bene a lui e lui vuole bene a voi”. Il cambio di protocollo è stato rivelato ieri sera tra gli applausi della folla accalcatasi in piazza dei Martiri, da Stefano Campanella, direttore di Tele Padre Pio, prima di iniziare l’intervista al premier Giuseppe Conte, da ieri a San Giovanni Rotondo, città della sua adolescenza. Il premier si è soffermato su “gli anni bellissimi, in cui non c’era internet, ci si guardava negli occhi, facevamo tanto sport e si stava insieme a chiacchierare”.

Un tema, quello del ricordo, utilizzato dal giornalista per “rompere il ghiaccio” ed innescare l’afflato col pubblico, prima di entrare nel vivo dei temi di governo. A partire dal programma di governo, rispetto al quale, dopo quattro mesi, resta l’ottimismo del premier. “Siamo assolutamente concentrati – ha dichiarato Conte-. Ancora questa mattina abbiamo avuto l’ennesima riunione per la manovra economica, stiamo lavorando per mantenere gli impegni che io stesso ho scritto,  perché io stesso ho dato un contributo ai contenuti di quel contratto, quindi la mia accettazione è stata a ragion veduta. Stiamo tutti lavorando per attuare quel programma”.

Lunedì la manovra tornerà nuovamente in discussione e procederà. “La fumata bianca – garantisce Conte- è già iniziata. Ora bisogna curare i tanti dettagli, passaggi e riforme che stiamo inserendo come parte integrante della manovra, perché questo Paese ha bisogno riforme strutturali, è un Paese con potenzialità incredibili e noi dobbiamo creare la possibilità che si liberino queste potenzialità, in modo da ottenere un tasso di crescita consistente”.

Però bisogna decidere anche quanto pesare sul debito pubblico. “Non saremmo dei buoni governanti se pensassimo  di varare riforme senza tenere in ordine i conti pubblici, non siamo affatto scriteriati, non siamo banda di scalmanati, come qualcuno ci descrive; sappiamo far di conto – provoca Conte-, stiamo lavorando tenendo conto del consistente debito pubblico che abbiamo ereditato, ma siamo molto pragmatici e ciononostante ci stiamo impegnando per realizzare tutte le riforme annunciate”.

L’avvocato degli italiani resta tale, dichiara, respingendo qualsivoglia “seduzione o soggezione nei confronti dei poteri forti. “Se per poteri forti intendiamo la comunità economica che conta, la rispetto – ha dichiarato il premier. Le aziende importanti del nostro Paese le incontro ma a Palazzo Chigi, non faccio incontri riservati da qualche parte. Rientra anzi nei doveri di un presidente del consiglio incontrare tutti coloro che hanno un ruolo istituzionale e di grande responsabilità, non solo economica ma anche sociale. Io sono uno studioso della responsabilità sociale che hanno le imprese, sarebbe sbagliato pensare che chi fa impresa deve fare solidarietà sociale, ma sarebbe miope che chi fa impresa non percepisca l’impatto sociale di una comunità di cittadini che si racchiude nell’impresa. Nell’interesse stesso dell’attività di impresa, perché solo così si regge il mercato”.

Quindi il premier è tornato a replicare, a domanda, alla consigliera Ocse, la capo-economista Laurenne Bonne che ha invitato a non disfare la Fornero e ha bocciato il reddito di cittadinanza, rivedendo al ribasso le stime di crescita dell’Italia a causa dell’incertezza delle politiche di governo. “E’ l’ex consigliera economica della gauche di Hollande – ha chiosato Conte-. Sono valutazioni che non condivido affatto, condivido solo il fatto che l’Italia ha bisogno di riforme, il resto è destituito di fondamento. L’Italia sorprenderà l’Europa e il mondo con la crescita che confidiamo di accelerare”.

Devoto di Padre Pio, “lo ha sempre colpito – dice- la sua semplicità, la sua umiltà: ha vissuto in un perimetro di pochi metri quadrati la sua vita. Ha contribuito alla ricchezza di questo paese, immaginate che capacità visionaria. Saldo nelle sue convinzione religiose e nella capacità di ascoltare gli altri.” Si può fare politica facendosi guidare da valori vangelo o quantomeno senza tradirli? gli chiede il giornalista. “Ho una concezione laica dello Stato – premette il premier-. Tuttavia, non trovo contrasto tra una responsabilità politica e i valori evangelici, impregnati di questa tensione verso il bene comune”.

Un tema che serve ad introdurre il successivo, sulla lotta alla corruzione. Conte ricorda come uno dei primi provvedimenti varati di cui ha bisogno il Paese sia stato proprio il decreto anticorruzione. “Per rilanciare la crescita economica dobbiamo creare ambiente economico depurato da corrotti e disonesti, un ambiente che tenga lontana qualsiasi tentazione che faccia competere gli operatori in modo disonesto”.

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