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VIDEO | Foggia non dimentica quel maledetto 22 luglio 1943

La cerimonia di commemorazione dei bombardamenti del 22 luglio 1943 su Foggia

 

Sono trascorsi 74 lunghi anni da quel tragico 22 luglio 1943, quando oltre cinquanta aerei sganciarono decine e decine di bombe tra la stazione ferroviaria e il quartiere ferrovia di Foggia provocando la morte di migliaia di persone. In due anni il capoluogo dauno passò da 79mila a 59mila residenti. 

A distanza di così tanti anni, anche questa mattina si sono svolte le cerimonie di commemorazione dell’anniversario del sanguinoso bombardamento che devastò la città: dal rintocco delle campane della Torre a Palazzo di Città, in ricordo dell’incursione aerea, alla deposizione della corona d’alloro in piazza Italia, fino alla consueta cerimonia commemorativa nell’atrio della stazione ferroviaria.

Il ricordo di quella triste giornata proseguirà con la celebrazione in piazza Purgatorio della santa messa in suffragio delle vittime ad opera del vicario episcopale don Rocco Scotellaro e il concerto della pace che si terrà alle 21 in piazza Cesare Battisti, con Toquinho e l’Orchestra Metropolitana di Bari

Anniversario bombardamenti 22 luglio 1943, il messaggio del sindaco

“Gli anni trascorrono inesorabili e rischiano di cancellare dalla memoria delle giovani generazioni i tragici eventi che caratterizzarono l’estate del 1943 a Foggia. Ancora oggi, tutte le famiglie che furono segnate dalla scomparsa di uno o più parenti rimasti vittime dei bombardamenti, piangono i loro cari. Ma il ricordo si sbiadisce, anche a causa della scomparsa di chi visse in prima persona quei momenti: chi ha sentito raccontarli da genitori e nonni, con grande senso di responsabilità, sta oggi continuando a tramandarli, a voce, con pubblicazioni e con iniziative, perché la storia deve insegnarci a non ripetere gli orrori della guerra. Ed è per questo che, da quando ho assunto l’onere e l’onore di amministrare la città di Foggia ho moltiplicato gli sforzi da parte del Comune per commemorare l’estate del 1943 e raccontarne le vicende ai ragazzi delle scuole cittadine, affinché conoscano anche i momenti più tristi della storia recente del capoluogo. La Storia non deve essere distorta o censurata: Foggia fu ‘usata’ dagli alleati per lanciare un messaggio di superiorità, un monito alle truppe che ancora avevano intenzione di resistere all’avanzata anglo-americana lungo la Penisola. Un orribile esempio di ‘guerra psicologica’, attuato per abbreviare il conflitto  ma a scapito di migliaia di vittime, civili e militari, mietute dai bombardamenti su  Foggia. Tra le altre, resta impressa nella memoria dei foggiani la strage nella stazione ferroviaria di Foggia di quel 22 luglio 1943, quando decine di viaggiatori di un treno appena arrivato da Bari e di cittadini che avevano cercato rifugio nel sottopassaggio, trovarono una fine atroce, intrappolati dalle macerie ed arsi vivi dal carburante incendiato di un treno cisterna che si era riversato in quel ricovero improvvisato. In quelle ore, i nostri ferrovieri diedero prova di un coraggio non comune, arrivando a sacrificare la vita pur di salvare quella di tanti concittadini, soprattutto quando allontanarono dalle case della periferia un convoglio carico di munizioni che avrebbe potuto seminare ancora morte e distruzione esplodendo sotto le bombe alleate. Le Medaglie d’Oro al Valor Civile ed al Valor Militare che impreziosiscono il Gonfalone della nostra città, dunque, sono i simboli di una memoria che abbiamo il dovere di proteggere, custodire e rinnovare. Torneremo tutti gli anni ad onorare il ricordo di quei caduti e di quegli eroi, facendo in modo che anche le più giovani generazioni ricordino quelle tragiche ore, tributino il giusto rispetto alle vittime e ai valorosi ferrovieri e lottino per non consentire che pochi folli violino con l’orrore della guerra gli immortali valori della libertà, della democrazia e della pace”.

Bombardamenti 22 luglio 1943, le parole di Luigi Miranda

“Nell’estate di 74 anni fa la città di Foggia viveva i giorni più drammatici della sua storia millenaria. La città fu oggetto di violenti bombardamenti che uccisero oltre ventimila cittadini, un terzo della popolazione di allora. Fu distrutto un terzo degli immobili: migliaia di abitazioni, l'aeroporto, la stazione ferroviaria, intere piazze, strade e rioni del centro e della periferia furono devastati totalmente. Per la loro violenza i  bombardamenti su Foggia sono stati più volte accostati a quelli analoghi di Dresda e Coventry.

Le ragioni di quell’accanimento sono legate alla presenza di un aeroporto tanto importante perché insistente in una larga pianura, e di un nodo ferroviario altrettanto importante perché crocevia cruciale sulla tratta adriatica tra nord e sud, come su quella tra est e ovest, e cioè verso Napoli e Roma.

Foggia presa di mira perché la sua posizione geografia e le sue infrastrutture ne facevano un naturale centro di importanza strategica, sia civile che militare. Per le stesse ragioni oggi Foggia continua ad essere penalizzata. La manifesta ostilità a rendere pienamente operativo il Gino Lisa e il declassamento della Stazione Ferroviaria  sono la prova provata di un atteggiamento ostile nei confronti di Foggia e della Capitanata. Ennesimo riscontro si può trovare nel recente contestato e offensivo  spot di Puglia Promozione.

Dopo i bombardamenti di quella tragica estate i nostri padri e i nostri nonni si rimboccarono le maniche, spazzarono via le macerie e ricominciarono a lavorare. A noi oggi tocca, forti di quel ricordo, lavorare con altrettanto impegno affinché il ruolo centrale di Foggia e della Capitanatavenga riconosciuto senza ambiguità e tentennamenti”.

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