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Ciao sono Pierpaolo e sono affetto da una rara malattia

Pierpaolo Piras, cagliaritano residente a San Paolo di Civitate, ringrazia quanti finora hanno contribuito a raggiungere, in una settimana, la cifra di 130mila euro. Ne servono 500mila per volare a Tel Aviv e sottoporsi alle cure dei medici dello Sheba Medical Center

 

"Sono affetto da una rara malattia, un linfoma purtroppo aggressivo e quindi mi ha portato a fare questa raccolta fondi". Pierapaolo Piras, 42enne di origini sarde ma residente da 14 anni nel Foggiano a San Paolo di Civitate, dove vive con la moglie Daniela, appare per la prima volta in video dopo la raccolta fondi lanciata su Gofundme, che nel giro di una settimana ha raggiunto la cifra di 130mila euro. 

"L'obiettivo è ancora distante però di questo passo sono sicuro che insieme a voi ci arriviamo. Bisogna ancora del vostro sostegno, aiuto, perché il traguardo che ci siamo prefissati è ancora distante ma non irraggiungibile. Vi aggiornerò passo passo ci tenevo a fare questo video dopo una settimana in cui ho notato una fantastica manifestazione d'affetto, d'amore, di solidarietà, ho risentito amici di vecchia data, di quando ero bambino. E' tutto fantastico, questa malattia mi è servita anche a riallacciare dei rapporti oramai lasciati purtroppo perché nella vita le strade poi si separano. Vi ringrazio di cuore, al prossimo aggiornamento un bacio"

"Abbiamo bisogno di aiuto, dobbiamo fare in fretta per salvarlo”, è l'appello della famiglia di Pierpaolo Piras, 42 anni di Cagliari e residente a San Paolo di Civitate, che a febbraio scorso ha scoperto di essere affetto da una forma di linfoma non-Hodgkin. Un tumore finora resistente a tutte le cure svolte in questi mesi: “Si chiama Dlbcl (linfoma diffuso a grandi cellule B), è inoperabile e gli sta impedendo di poter portare avanti la sua normale vita e la sua professione” ha spiegato a più riprese la moglie Daniela.

“Ha affrontato più cicli chemioterapici secondo le indicazioni dei protocolli medici nazionali. È stato trattato anche con una terapia sperimentale attraverso il farmaco 'Polatuzumab' arrivato direttamente dagli Stati Uniti, ma purtroppo nessuna cura fino ad oggi ha sortito l’effetto che speravamo – hanno raccontato familiari e amici su GoFundMe – Pierpaolo è un paziente refrattario, vuol dire che il suo male è stato resistente a tutti i trattamenti fino ad ora eseguiti”.

In questi giorni Pierpaolo affronta l’autotrapianto di cellule staminali, nella speranza che possa sottoporsi quanto prima la Cart -T, ancora non disponibile per tutti in Italia. Questa terapia consiste in un complesso procedimento: alcune cellule del sistema immunitario vengono prelevate dal paziente, geneticamente modificate in laboratorio per poter riconoscere le cellule tumorali e poi re-infuse nello stesso paziente. 

“Pierpaolo è stato indicato come un paziente non ottimale, dal Sistema Sanitario Italiano, per l’uso delle Cart-T – si legge nell'appello della famiglia – L’unica prospettiva al momento è andare all’estero: l’Ospedale Saint Louis di Parigi e lo Sheba Medical Center di Tel Aviv hanno già dato il loro parere favorevole alla cura”.

Il costo è altissimo e sfiora i 500mila euro. Per questo motivo la famiglia ha lanciato una raccolta fondi sociale, che in una settimana ha raggiunto 130mila euro grazie alle donazioni di migliaia di persone

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