La via Crucis della discordia, polemica a San Paolo: "Violato il Dpcm". La replica del parroco: "Regolarmente autorizzata"

Polemica nel piccolo centro della provincia per l'iniziativa voluta da Don Dino D'Aloia, che si difende dalle accuse: "Eravamo in sette tutti muniti di mascherina e a distanza di parecchi metri l'uno dall'altro"

 

Non si placano le polemiche a San Paolo di Civitate dove nella gioranta di ieri è andata in scena una via Crucis, organizzata da Don Dino D'Aloia, e trasmessa in diretta su Facebook. 

Un evento per la comunità di fedeli, ma che ha destato scalpore e polemiche, tra molti cittadini, secondo i quali l'iniziativa violava le disposizioni del Dpcm. Pronta, però, è arrivata la replica del parroco sanpaolese: "Sette persone (due che portano i megafoni, uno la croce, uno che canta, due cameramen, un prete) che stanno anche a due, tre, quattro metri di distanza, all'aperto, tutti muniti di mascherina, voi la chiamereste una processione? Dico io, ma voi ci siete mai andati alle processioni? Sapete cosa sono? Non usate dunque parole ingannevoli". 

"Quella che si è svolta ieri - prosegue D'Aloia - era una via crucis, svoltasi in piena sicurezza e regolarmente autorizzata. Ho voluto essere vicino ai tantissimi fedeli che hanno bisogno di un conforto, di forza spirituale, perchè, come dice Rocco, anche cosí si combatte il coronavirus. Se vedeste quanta gente, famiglie e anziani, si affacciavano dalle loro case o in ginocchio, alcuni in lacrime. Noi abbiamo preso freddo ma ne è valsa la pena. La Chiesa come Madre deve stare vicino ai suoi figli.

Infine, voglio dire a coloro che non credendo in Dio non sopportano campane, processioni, preghiere pubbliche, spari alle feste dei santi: vi voglio bene, posso ascoltare le critiche costruttive che fate per farci migliorare, ma dovete accettare che qui il 99 per cento siamo cristiani e vogliamo vivere anche pubblicamente la nostra fede. Tutti dobbiamo essere tolleranti quando sentiamo i bambini che fanno un po' chiasso, quando il commerciante o le macchine dei comizi usano gli altoparlanti, quando c'è il concerto in piazza, la musica del luna park, ecc, ecc. Ma se proprio la tolleranza non è il vostro forte allora mettetevi i tappi nelle orecchie o andate a vivere su un'isola deserta. Vogliamoci bene. Buona giornata".

"Non sono mancati i messaggi di sostegno all'iniziativa: "Ho seguito la diretta tramite Facebook ed è stato un momento bellissimo..complimenti Don Dino", scrive Nunzia. "Grazie don Dino, per me che vivo fuori è stato un momento veramente emozionante, lasciamoli parlare tanto qualsiasi cosa si faccia per qualcuno è sempre sbagliato", rincara Annamaria. 

Ma c'è chi non accetta le spiegazioni del parroco: "Qui non si tratta di chi crede o meno, se la processione è giusta o no, se avevate autorizzazioni o a piede libero. Qui si tratta di decreti emanati dal governo. Qui la gente muore! Il virus si contrae stando insieme ad altre persone. Bisogna rimanere a casa, è stato detto fino allo stremo! Si poteva fare la via Crucis all'interno della chiesa per poi mandarla in diretta su Facebook: come si fa per la S.Messa", dice Francesco. Gli fa eco un altro cittadino: "Pregare è bene, restare a casa è meglio. Almeno in questo momento. I contagi a San Paolo sono 7 e potrebbero esploderne altri. Cerchiamo di essere responsabili. Dopo possiamo fare tutte le processioni e le vie crucis che vogliamo". 

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