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Nel segno della transumanza, a Celenza Valfortore torna la festa di "San Giuann u’ jacc’"

L’antichissima festa è stata ripristinata tre anni fa, dopo un’interruzione durata ben sessanta anni. In piazza la benedizione dei mezzi agricoli e la degustazione di prodotti caseari offerti dagli allevatori del posto

Torna, dopo 60 anni, la festa di "San Giuann u’ jacc’", a Celenza Valfortore. Oggi, 14 maggio, nel paese dei Monti Dauni, infatti, si festeggerà San Giovanni all’Addiaccio, rinnovando un’antichissima festa legata alla pratica della transumanza.

La statua del patrono, san Giovanni Battista, sarà portata in processione su un carro  allegorico allestito con spighe di grano, oggetti ed attrezzi simbolo del lavoro nei campi e della pastorizia. Celenza Valfortore è attraversata dal tratturo regio, Lucera – Castel di Sangro, lungo il quale, in primavera e poi in autunno, un tempo, i pastori si muovevano per trasferire le greggi. 

Era nel viaggio lungo l’antica strada erbosa, verso il Molise e l’Abruzzo e al ritorno in Puglia, che sostavano per uno o più giorni, in precise aree dedicate, i cosiddetti addiacci. Ogni comunità di pastori dedicava al santo patrono una festa, un rito di ringraziamento o propiziatorio. Oggi, quindi, si ripeterà l’antica festa con la processione, la benedizione degli animali e l’offerta dei prodotti caseari.

“E’ una festa che, insieme all’amministrazione comunale, abbiamo letteralmente ripristinato tre anni fa, dopo una interruzione durata ben sessanta anni” dice Angelo Boccamazzo, presidente della Pro Loco di Celenza “E’ un momento che coinvolge tutta la comunità celenzana, ed in particolare agricoltori ed allevatori. Domenica, come accadeva un tempo, offriranno, in piazza, pietanze a base di carne e latticini. Tre squilli di tromba ricorderanno il momento del raduno dei pastori nell’Addiaccio detto della Campana di San Giovanni, lungo il tratturo che attraversa Celenza”.

L’appuntamento, dunque, è alle ore 15,00 con il raduno di mezzi agricoli e animali in piazza Malice, la processione con i cavalli e i bambini vestiti da angeli, la messa e subito dopo l’offerta dei prodotti della terra. “Determinante per la riuscita di questo grane momento di festa  - aggiunge Boccamazzo  - così sentito dalla comunità celenzana è la collaborazione dell’amministrazione comunale, della parrocchia, dell’associazione musicale Celenna, oltre che della scuola che quest’anno, per la prima volta partecipa attivamente all’organizzazione”.

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