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Tari dimezzata a chi elimina le slot machine: la proposta di Celenza per arginare il gioco d’azzardo

Meno tasse a tutti gli esercizi commerciali che rinunciano all’installazione delle macchinette ‘mangiasoldi’. Il sindaco Venditti: “Troppa gente, troppe famiglie sono finite sul lastrico a causa del gioco d’azzardo”

“Sono convinto che a spingere gli esercenti sia stata la sensibilità”. Ha commentato così il sindaco Massimo Venditti, la decisione del comune di Celenza Valfortore di ridurre del 50% il tributo Tari agli esercizi commerciali (bar, alberghi, ristoranti, sale da gioco e circoli privati) che non installeranno o elimineranno dai propri locali le slot machine, esponendo al pubblico il marchio “No Slot”.

Eliminare il fenomeno del gioco d’azzardo non è semplice, ma con questa misura è senza dubbio possibile un suo ridimensionamento. Sono diversi gli esercenti che hanno accolto la proposta, rinunciando alle macchinette mangiasoldi ed esponendo il cartello NO SLOT. “Certo lo sgravio fiscale è alla base dell’adesione – dice il sindaco – ma credo sia una questione di coscienza, oltre che di convenienza. Troppa gente, troppe famiglie sono finite sul lastrico a causa del gioco d’azzardo. In qualità di amministratori non possiamo assistere indifferenti ad un fenomeno così devastante, ma nostro preciso dovere morale, etico è programmare ed attuare politiche mirate a migliorare la qualità della vita, e mettere in campo misure di prevenzione”.

Celenza Valfortore, sin dal 2014, ha aderito al Manifesto dei Sindaci per la legalità e contro il gioco di azzardo. Con il documento i sindaci hanno chiesto, a Governo e Regioni, una nuova legge nazionale che abbia l’obiettivo di ridurre l’offerta del gioco, il contenimento dell’accesso, un’adeguata informazione e un’attività di prevenzione e cura, ma anche norme in cui venga chiarito il compito delle Regioni nella cura e nella prevenzione delle patologie causate dal gioco, oltre che nel sostegno agli enti locali. Il Manifesto, sottoscritto da oltre 700 comuni, è approdato alla Camera, mentre dal Governo, nelle scorse settimane, è arrivato un piano per la riduzione del numero delle slot machine a partire dal 2017.

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In pratica prevede l’eliminazione delle macchinette mangia-soldi da bar e tabacchi. Secondo i dati del Monopolio di Stato l’Italia è il quarto mercato mondiale più grande per il gioco d’azzardo: 400 mila le macchinette sul territorio nazionale, una ogni 125 abitanti, 15 milioni i giocatori abituali, di cui 2 milioni a rischio patologico e 800 mila già patologici. La Puglia, con un fatturato di 438 milioni di euro, è tra le regioni in cui si gioca di più.  “Sono numeri che fanno rabbrividire – dice il sindaco Venditti. Il cosiddetto GAP (gioco d’azzardo patologico) miete vittime ovunque, anche nella nostra piccola comunità. Un giocatore d’azzardo è un peso insostenibile per le famiglie, sia sotto il profilo economico che della serenità e della sicurezza, e gravi sono le ripercussioni socio – sanitarie. Per questo – conclude Venditti – è necessario che lo stesso Governo intervenga con norme più rigide e chiare. Dal nostro canto, in qualità di amministrazione, già dal 2014, abbiamo adottato misure finalizzate a limitare e contrastare il fenomeno”.

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