Monti DauniToday

Bovino sogna il Parco dei Monti Dauni: "Tutela per l’ambiente e catalizzatore di sviluppo sostenibile"

Il punto di Stefania Russo, candidata alla carica di sindaco per la lista “Alternativa per Bovino” alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno

Un momento dell'incontro

“Il Parco come perno di un nuovo modello di sviluppo dei Monti Dauni”. E’ quanto affermato da Stefania Russo, candidata alla carica di sindaco per la lista “Alternativa per Bovino” alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno, nel corso del suo intervento in occasione del convegno su politiche ambientali e sviluppo del territorio svoltosi a Bovino.

“Il paesaggio e la natura rappresentano la più importante peculiarità della nostra area, insieme all’arte e alla cultura – ha evidenziato la Russo - L’istituzione del Parco rappresenterebbe non solo uno strumento di tutela dell’ambiente, garantendo un controllo del territorio che per anni è stato carente, ma anche uno straordinario catalizzatore di sviluppo sostenibile, connotando il territorio dei Monti Dauni con un’identità ben definita, basata su natura e cultura. La premialità che la presenza del Parco garantirebbe su una serie di bandi e finanziamenti (Po-Fesr, Psr, Life, ecc.) permetterebbe, tra le altre cose, il recupero di antichi mulini lungo il corso del Cervaro, la pulizia e fruibilità dei boschi, la cura dei sentieri, la realizzazione di percorsi per trekking", ha proseguito la candidata.

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"Notevoli i risvolti anche per il turismo nel nostro territorio: attività di trekking e mountain bike, percorsi didattici nella natura alla scoperta di specie come la cicogna nera e la salamandra dagli occhiali, attività di educazione ambientale. Inoltre, la realizzazione del Parco rappresenterebbe un freno alla realizzazione di discariche nel nostro territorio, già martorizzato da discariche sia autorizzate che abusive”, ha concluso Stefania Russo. La zona dei boschi del Subappennino dauno meridionale, comprendente i Comuni di Orsara di Puglia, Bovino, Deliceto, Panni, Accadia, Sant’Agata di Puglia, è stata individuata dalla Legge Regionale 19/1997 come “Area protetta” per motivazioni sia naturalistiche che antropiche. Dal punto di vista naturalistico, le aree individuate sono di grande importanza per la presenza del bosco di Difesa Grande di Accadia, delle gole del torrente Frugno, del corso superiore del Cervaro. Sono presenti specie rare ed inserite nella direttiva 92/43 quali istrice, nibbio bruno e nibbio reale, oltre alle quali in periodi più recenti sono state monitorate anche altre presenze come la cicogna nera, la salamandrina dagli occhiali, il lupo appenninico, il biancone e il gatto selvatico. Importante elemento è rappresentato anche dalla presenza di interessanti centri storici. Nel corso dell’incontro con i cittadini è intervenuto anche Michele Ferro, presidente dell’associazione “Verde Mediterraneo”, che ha introdotto i lavori con un excursus sulla Legge Regionale 19/97, ricordando che in passato l’istituzione del Parco è stata osteggiata dai fautori dell’eolico. Infine l’intervento di Michele Dota ha messo in luce le potenzialità aperte dall’istituzione di un Parco, sciogliendo i dubbi su possibili vincoli: le aree individuate sono già soggette a diversi vincoli (ad esempio il P.p.t.r.), essendo aree boschive.

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