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Immagine di repertorio

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Mortalità e incidenza dei tumori: presentato lo studio sulla salute dei manfredoniani

L'indagine scientifica è finalizzata a conoscere lo stato di salute di popolazione e ambiente, nei decenni che seguirono l'incidente presso lo stabilimento sipontino Enichem, vero e proprio disastro ambientale

Dati su mortalità e incidenza dei tumori e patologie cardiovascolari. Come la popolazione di Manfredonia ha risposto al disastro ambientale avvenuto nel 1976 presso lo stabilimento dell’Enichem. E’ il contenuto dello studio “Indagine conoscitiva sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente nella Città di Manfredonia”, progetto scientifico i cui risultati sono stati divulgati presso l’Aula Consiliare del Comune di Manfredonia, dagli esperti della Commissione scientifica che ne ha seguito le indagini di studio.

Dal 1989, il Comune di Manfredonia è incluso in un’area definita dal legislatore “ad elevato rischio di crisi ambientale” e negli anni successivi, il Comune è stato incluso tra i “siti di bonifica di interesse nazionale”, in quanto soggetto alla contaminazione da una serie di sostanze che includono: benzene, etilbenzene, toluene, xilene, caprolattame, IPA, arsenico, mercurio, piombo, zinco, alluminio, nichel e azoto ammoniacale. Il 26 settembre del 1976, a seguito dello scoppio, all’interno dello stabilimento ANIC, della colonna di lavaggio dell’impianto di sintesi dell’ammoniaca, una nube contenente una quantità di arsenico e suoi composti, compresa tra 10 e 30 tonnellate, si riversò nel territorio circostante, interessando anche la zona abitata, distante circa 2 chilometri dallo stabilimento.

A seguito dell’incidente furono condotti studi di mortalità sulla popolazione residente nell’area che hanno presentato indicatori in linea o inferiori ai riferimenti regionali o provinciali. Questi studi, a causa della diversità degli indicatori impiegati e delle aree esaminate, non permettono di valutare l’evoluzione dello stato di salute della popolazione residente nel Comune. Per questo motivo, il Comune di Manfredonia agli inizi del 2015, ha sottoscritto una collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’ASL di Foggia per una ricerca di comune interesse.

Il 19 maggio sono stati presentati i primi risultati del progetto che consiste nella valutazione dello stato di salute della popolazione attraverso un’analisi della mortalità dal 1970 al 2013 e un’analisi, per coorte di nascita, dei deceduti per tumore al polmone. Le analisi sulla mortalità sono basate sui dati ISTAT. Le analisi concernono tutta la popolazione residente, suddivisa in periodi, sesso e causa. Per ogni periodo, si sono scelti come popolazioni con cui fare confronti, la regione Puglia (1970-2013) e la provincia di Foggia (1980-2013). L’andamento della mortalità generale presenta tra i residenti nel Comune di Manfredonia valori sempre inferiori a quelli delle popolazioni di riferimento, regionale e provinciale.

In particolare, al netto dell’invecchiamento della popolazione, rispetto alla Regione (posto come indice=100) si passa negli uomini da un valore di 79 nei primi anni settanta a un valore di 91 nell’ultimo periodo disponibile (2012-13) e per le donne da 81 a 101 (perdendo quindi il vantaggio iniziale sulla media regionale). Come frequenza si passa, negli uomini, da 39 decessi annuali in meno rispetto alla Regione nei primi anni settanta a 23 decessi in meno nell’ultimo periodo analizzato, e per le donne da 30 decessi annuali in meno a tre decessi in più della media regionale.

Questo significa che rispetto agli anni 70, nell’ultimo periodo si registra un decesso in più al mese negli uomini e due decessi in più al mese tra le donne. Questa tendenza ad una progressiva omologazione ai valori regionali e provinciali, con le donne che nell’ultimo periodo si portano addirittura su valori superiori alla media regionale, è presente in tutti i grandi gruppi di cause. Per i decessi dovuti alle malattie cardiovascolari, i valori nell’ultimo periodo 2012-13 per gli uomini sono di 82 e di 102 nelle donne; per la mortalità respiratoria, i valori sono di 68 tra gli uomini e 103 tra le donne; e, infine, per le malattie dell’apparato digerente, di 79 negli uomini e di 117 nelle donne.

Per l’insieme dei tumori maligni, invece, Manfredonia si mostra allineata alla media regionale sin dagli anni settanta: il valore per gli uomini è 100, cioè identico alla media regionale, e per le donne invece da 93 nei primi anni settanta si porta a 102 nel 2012-13. Il tumore allo stomaco presenta, negli uomini, due decessi annui in più nell’ultimo periodo. La mortalità per tumore al polmone, patologia associata ad esposizione a arsenico, si mostra in crescita negli uomini, passando da circa un decesso annuo in meno negli anni settanta rispetto alla media regionale a 2 decessi annui in più nell’ultimo periodo (3 in più se ci riferiamo alla provincia di Foggia).  Tra le donne la mortalità per tumore polmonare è sempre superiore alla media regionale e mostra due decessi annui in più nel biennio 2012-2013.

Anche i decessi per tumore al pancreas sono superiori alla media regionale negli uomini e nelle donne, con valori indice di 121 e 125 rispettivamente. I tumori della sfera femminile (mammella, utero e ovaio) risultano tendenzialmente superiori alla media regionale, complessivamente quattro decessi in più sulla media regionale. Aumenti rispetto alla media regionale sono presenti nell’ultimo periodo considerato per: malattie del sistema nervoso centrale; malattie cerebrovascolari e malattie dell’apparato digerente. Approfondendo l’analisi per classi di età, si rileva, nei periodi più recenti, un peggioramento della mortalità generale sia negli uomini sia nelle donne con età compresa tra 15 e 59 anni. La mortalità maschile per tumore al polmone nella stessa classe di età è in crescita negli uomini e dai primi anni’90 ha superato i valori sia regionali sia provinciali.

La mortalità per il tumore polmonare mostra un aumento per le coorti di nascita che avevano meno di 50 anni al momento dell’incidente del 1976, con 14 decessi in più sulla media regionale nell’arco di tempo esaminato. La mortalità per eventi coronarici acuti per gli uomini tra 15 e 59 anni si mostra in eccesso rispetto alla media regionale nel periodo 2006-11, con quasi un decesso in più in media all’anno. In sintesi, quindi, per quanto riguarda la mortalità generale, dal 1970, la popolazione di Manfredonia ha progressivamente perso il vantaggio che aveva rispetto alla regione ed alla provincia. Questo è vero in particolare per le malattie cardiovascolari mentre non vi sono differenze dalla media regionale o provinciale per l’insieme dei tumori maligni.

Dagli anni duemila, la mortalità per infarto del miocardio è in eccesso sulla media regionale e provinciale sia per gli uomini e sia per le donne, nelle età più giovani. Questo andamento è coerente con quanto osservato in popolazioni che hanno subito eventi traumatici e gravi conflitti sociali. La mortalità per tumore polmonare, di speciale interesse considerata l’esposizione ad arsenico della popolazione, mostra un eccesso sulla media regionale e, in particolare, provinciale, a partire dagli anni 2000. Le coorti di nati che avevano tra i 15 e i 49 anni al momento dell'incidente del 1976 mostrano una frequenza maggiore dell'atteso che si può riassumere con 14 casi in eccesso sulla media regionale.

I primi risultati dello studio mostrano, con qualche incertezza statistica, luci ed ombre sullo stato di salute della popolazione. I dubbi sugli eventuali effetti nocivi dell’inquinamento ambientale subìto escono rafforzati. Bisogna chiarire i nessi con quanto è successo. Le richieste e il controllo delle azioni di bonifica e riqualificazione nell’area di Manfredonia e il presidio di monitoraggio epidemiologico sono prioritari. Il progetto “Indagine conoscitiva sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente nella Città di Manfredonia” continua con gli approfondimenti relativi agli analisi dei ricoveri, l’avvio della ricostruzione della coorte dei residenti e lo studio sui lavoratori presenti nello stabilimento nei giorni successivi all’incidente del 1976.

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