Giovedì, 5 Agosto 2021
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Gustavo

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Iscritto martedì, 17 settembre 2013

Borgo Mezzanone, FN accusa: "Vietato manifestare, ma i residenti sono con noi"

"Questa estate in Borgo Mezzanone si darà alloggio a migliaia di extracomuitari schiavizzati e utilizzati nei campi come schiavi del lavoro nero:
denuncerò alla magistratura chi sostiene lo schiavismo e il razzismo di chi si favorisce i reati di cui sopra.
E vedremo se si farà luce su questo mercimonio umano che degrada il mondo del lavoro e la società foggiana."

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Ludopatie a San Severo, i pentastellati: "Tutti sapevano, nessuno denunciava"

"sempre in ritardo di anni: l'ex sindaco di Tradate ha lottato contro magistratura e mafia circoscrivendo e proibendo queste macchinette rovina-famiglie nel silenzio assoluto delle istituzioni. ma era un leghista e i leghisti fanno schifo ai perbenisti che poi li copiano senza vergogna. invece la vergogna c'è ed è tanta: quella di governare solo quando scoppia una crisi invece di prevenire e impedire danni alla popolazione così malgovernata."

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Kalashnikov, micce per ordigni e chili di droga: disoccupato 39enne arrestato nel maxi sequestro

"Non so se ci rendiamo conto che questo "signore" disponeva di ben 3 (tre) fucili d'assalto bellici e relativo munizionamento (da guerra).
Sono armi pericolose, i loro proiettili sono capaci di bucare ben altro che la pelle umana.
Se è scoppiata una guerra non dichiarata tra lo stato e la criminalità, avete il dovere di avvisare la popolazione.
Pare circolino più armi da guerra in questa provincia che bottiglie di latte
Ottimo lavoro degli investigatori, ma a questi sequestri devono seguire punizioni esemplari:
un criminale che si arma per fare una guerra è soggetto altamente pericoloso, non è un delinquente comune e non dovrebbe essere rimesso in libertà, mai più.
Troppo alto il pericolo rappresentato da questa criminalità per adottare leggi interpretate al recupero e al perdono.
Non ce lo possiamo permettere, se vogliamo vivere ancora in una condizione di pace e di civiltà salvaguardata e ben difesa.
Senza una giustizia efficiente il comparto sicurezza opera in condizioni insicure e non governabili:
non si può arrestare un soggetto così pericoloso per rivederlo circolare dopo qualche anno, libero e impunito.
Si chiude la cella e si gettano via le chiavi."

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A capo di un “commando di violenti" aggredisce il commissario del Don Uva: “Firma o ti ammazzo”

"Una sfida va sempre raccolta:
tu non esci vivo dalla cella di un carcere.
Questa dovrebbe essere la risposta di uno stato che difenda il diritto da qualunque aggressione violenta ai danni di chi esercita una funzione pubblica così delicata.
Stessa cosa nei confronti di chi ha depauperato e derubato l'ente riducendolo al fallimento:
non esci vivo dalla cella di un carcere."

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Emiliano in commissione Antimafia: "Sì a sede della DIA a Foggia"

"Quel che lascia basiti è che doveva essere un politico barese a risvegliare l'attenzione dell'opinione pubblica foggiana sulla pericolosità dell'infiltrazione mafiosa.
Un politico foggiano che difende i foggiani dalle mafie non si è mai visto:
è stato infatti un ministro dell'interno varesino, l'onorevole Roberto Maroni ad elevare il livello della pericolosità delle mafie foggiane a quello delle mafie storiche di mafia siciliana, camorra napoletana e 'ndrangheta calabrese.
Insomma, è solo grazie ad un barese e ad un varesino che Foggia tenta una resistenza alla illegalità diffusa e alla criminalità dilagante?
Davvero non esiste un politico foggiano che difenda i foggiani?
Che Dio doni lunga vita a personaggi come Emiliano e Maroni, con le dovute differenze tra i due, evidenziate dalla professionalità di Emiliano in qualità di giudice e quindi, più introdotto.
Eppure, il metodo Maroni che spazzato il clan dei casalesi è attuato ancor oggi nelle prefetture.
Eppure, il nuovo metodo Emiliano, che punta alla responsabilizzazione a tutti i livelli della politica nei confronti della infiltrazione mafiosa, pare funzionare.
Eppure, a Foggia non si vedono esempi di assimilazione e testimonianza di questo metodo barese e pugliese.
Cosa dovrei pensare della classe politica pugliese?
Cosa dovrebbero pensarne i foggiani?
Ecco, questa è la domanda giusta.
Cosa pensano e cosa hanno in animo di fare i foggiani per difendersi dalla criminalità organizzata e non?
Servirebbero tanti piccoli Maroni e tanti piccoli Emiliano a Foggia, ma non se ne vede neppure uno.
E non si ha nemmeno il diritto di protestare per la sempre paventata ingerenza dei baresi nella amministrazione della cosa pubblica a Foggia, visto che i foggiani pare stiano schiacciando un pisolino.
Lungo almeno cent'anni.
Cent'anni di solitudine."

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Ecco il ‘Piano di riordino ospedaliero’: in provincia di Foggia si passa da 5 a 4 ospedali

"Il nodo della efficienza nell'utilizzo dei servizi ospedalieri, per paradosso, è nella efficienza del servizio ASL territoriale:
se funzionano i servizi del territorio, non si scaricano sul servizio ospedaliero un gran numero di disservizi ASL, con il risultato di un migliore funzionamento che risponda alle vere esigenze e non a quelle provocate da un disservizio pubblico simile e diverso.
La filiera del servizio sanitario regionale, per funzionare a pieno regime, deve essere funzionale nei servizi a tutti i livelli.
Il più basso è quello territoriale.
Se malfunziona, disfunziona o non funziona il territorio, crolla l'intera filiera, compreso l'indice di quantità e qualità dei servizi."

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Cavallo invade la carreggiata, incidente stradale sulla SS89: un morto e tre feriti

"Sono almeno tre (quelli di mia conoscenza), con questo, gli incidenti avvenuti sulla 89 nel tempo a causa di cavalli sfuggiti al controllo dei relativi proprietari
Il primo coinvolse un segretario della DC
Il secondo il procuratore della repubblica
Ora questo.
Evidentemente nei poderi limitrofi non sanno governare i cavalli e nessuno punisce questi cattivi comportamenti che producono incidenti e morte, oltre che insicurezza"

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Borgo Mezzanone, FN accusa: "Vietato manifestare, ma i residenti sono con noi"

"Questa estate in Borgo Mezzanone si darà alloggio a migliaia di extracomuitari schiavizzati e utilizzati nei campi come schiavi del lavoro nero:
denuncerò alla magistratura chi sostiene lo schiavismo e il razzismo di chi si favorisce i reati di cui sopra.
E vedremo se si farà luce su questo mercimonio umano che degrada il mondo del lavoro e la società foggiana."

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Ludopatie a San Severo, i pentastellati: "Tutti sapevano, nessuno denunciava"

"sempre in ritardo di anni: l'ex sindaco di Tradate ha lottato contro magistratura e mafia circoscrivendo e proibendo queste macchinette rovina-famiglie nel silenzio assoluto delle istituzioni. ma era un leghista e i leghisti fanno schifo ai perbenisti che poi li copiano senza vergogna. invece la vergogna c'è ed è tanta: quella di governare solo quando scoppia una crisi invece di prevenire e impedire danni alla popolazione così malgovernata."

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Kalashnikov, micce per ordigni e chili di droga: disoccupato 39enne arrestato nel maxi sequestro

"Non so se ci rendiamo conto che questo "signore" disponeva di ben 3 (tre) fucili d'assalto bellici e relativo munizionamento (da guerra).
Sono armi pericolose, i loro proiettili sono capaci di bucare ben altro che la pelle umana.
Se è scoppiata una guerra non dichiarata tra lo stato e la criminalità, avete il dovere di avvisare la popolazione.
Pare circolino più armi da guerra in questa provincia che bottiglie di latte
Ottimo lavoro degli investigatori, ma a questi sequestri devono seguire punizioni esemplari:
un criminale che si arma per fare una guerra è soggetto altamente pericoloso, non è un delinquente comune e non dovrebbe essere rimesso in libertà, mai più.
Troppo alto il pericolo rappresentato da questa criminalità per adottare leggi interpretate al recupero e al perdono.
Non ce lo possiamo permettere, se vogliamo vivere ancora in una condizione di pace e di civiltà salvaguardata e ben difesa.
Senza una giustizia efficiente il comparto sicurezza opera in condizioni insicure e non governabili:
non si può arrestare un soggetto così pericoloso per rivederlo circolare dopo qualche anno, libero e impunito.
Si chiude la cella e si gettano via le chiavi."

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A capo di un “commando di violenti" aggredisce il commissario del Don Uva: “Firma o ti ammazzo”

"Una sfida va sempre raccolta:
tu non esci vivo dalla cella di un carcere.
Questa dovrebbe essere la risposta di uno stato che difenda il diritto da qualunque aggressione violenta ai danni di chi esercita una funzione pubblica così delicata.
Stessa cosa nei confronti di chi ha depauperato e derubato l'ente riducendolo al fallimento:
non esci vivo dalla cella di un carcere."

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