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Zeman, gioia e pianto: in A con il Pescara nel ricordo di Franco Mancini

Il tecnico boemo festeggia la promozione del Pescara battendo la Sampdoria. A fine partita scoppia in lacrime: "L'unico problema di oggi è che con me non c'era Franco Mancini"

Mancini e Zeman

Zdenek Zeman stupisce ancora. Al termine della gara di Genova che ha riportato il Pescara in serie A, ha dedicato il successo biancoazzurro a Franco Mancini, l’ex numero uno rossonero scomparso prematuramente a soli 43 anni.

Il tecnico boemo ha mischiato la pioggia del Marassi a un pianto di gioia mista a sofferenza. Si è lasciato abbracciare dallo staff biancoazzurro, ma il ricordo di Franco è stato troppo forte da non poterne fare a meno.

Il suo portiere, amico, collega e fratello “Mancio” non c’è più. E come spesso accade, nei momenti di gioia, peraltro sotto la lanterna genovese e in uno scenario magico e inaspettato alla vigilia del campionato, riaffiora il passato. E’ accaduto ieri sul tappeto verde di Genova, sotto una pioggia battente e tra gli applausi del pubblico di fede sampdoriana.

"L'unico problema di oggi è che con me non c'era Franco Mancini” dichiarerà nel post partita.

I suoi tifosi, quelli biancoazzurri, ma anche i nostalgici rossoneri e giallorossi, hanno gioito alla vittoria del boemo. E per gli sportivi e gli ammiratori dello Stivale importa poco se il colore del suo successo è targato biancoazzurro. Zeman è Zeman. E non si discute.

Calcio e solidarietà. Amicizia e professionalità.  L’identikit dell’allenatore perfetto, maestro di vita e di sport, dentro e fuori il terreno di gioco.

Chiacchierato, ma soprattutto ammirato e rispettato, Zeman si è spogliato della sua timidezza e a fine gara si è letteralmente abbandonato ad un pianto struggente e liberatorio: “Mi sono emozionato molto a fine gara. Mi viene spesso in mente, infatti, Franco Mancini, che purtroppo non può essere oggi qui con noi per festeggiare questo traguardo".

Un progetto, quello con “Mancio”, avviato in Lega Pro sotto lo sventolio delle bandiere rossonere. Proseguito a Pescara, interrotto con la morte di Franco, ripreso a fatica e dolorosamente nel ricordo del guantone di Zemanlandia.

E' giusto ricordare che in quella prima e maiuscola vocale dell’alfabeto c’è anche Mancini.

 

 

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