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Vibonese-Foggia 1-1: le pagelle dei rossoneri

La prima volta di Filippo D'Andrea che ripaga la fiducia incondizionata di mister Marchionni. Male Curcio e Di Jenno. Fumagalli croce e delizia

Filippo D'Andrea (Ph. Calcio Foggia 1920_Facebook)

Il 25 novembre di questo catastrofico anno resterà nei ricordi di tutti per essere il giorno in cui 'El diez' per eccellenza ha lasciato il regno dei mortali. Pochi, pochissimi ricorderanno del modesto 1-1 con il quale è andato agli archivi Vibonese-Foggia. E se già la trasferta in terra calabra ha davvero poco di significativo da evidenziare, la scomparsa di Maradona ne cancella quasi totalmente l'essenza, lasciandogli il mero compito di riempire l'archivio di un campionato di serie C. Non è stato il miglior Foggia stagionale quello visto ieri. Una squadra oggettivamente stanca e ancor più evidentemente povera di idee e soluzioni, che ha confermato l'involuzione tecnico-tattica già intravista nelle precedenti apparizioni. La formazione di Marchionni è tornata in Capitanata con un punto che cristallizza parzialmente (perché dietro sono molte le squadre con delle partite da recuperare) una classifica sicuramente accettabile. Epperò, resta la sensazione che a lungo andare le cose potrebbero peggiorare senza una inversione di marcia, senza una crescita nel gioco. Il Foggia di Vibo è durato poco meno di 20 minuti, il tempo di beccare il gol del pari e di piombare nella mediocrità dalla quale, a dirla tutta, neppure gli avversari sono riusciti a uscire totalmente. Fra tre giorni si torna nuovamente in campo. Altra trasferta, stavolta in terra laziale. Con la modesta Viterbese, però, servirà qualcosina di più, per non alimentare oltremodo i rimpianti. Perché è vero che l'obiettivo dei rossoneri resta la salvezza, ma è altrettanto innegabile che la stessa vada costruita facendo bottino pieno contro le formazioni di pari o inferiore caratura. 

Le pagelle dei rossoneri 

VIBONESE (3-5-2) Marson 6,5; Ciotti 6 Sciacca 6 Bachini 5 Mahrous 6; Laaribi 7 (40’st Prezzabile s.v.) Ambro 6 Rasi 6,5; Berardi 6 (24’st Spina 6) Plescia 6,5 Statella 6,5. A disposizione: Mengoni, La Ragione, Falla, Leone, Di Santo, Parigi, Montagno Grillo, Riga, Vitiello, Mancino. All. Galfano 6

FOGGIA (3-5-2) Fumagalli 6; Anelli 5,5 Gavazzi 6 (13’st Germinio 6 (33’st Galeotafiore 6) Del Prete 6; Kalombo 6 Vitale 5 (22’st Garofalo 5,5) Salvi 6 (33’st Morrone 6) Rocca 6,5 Di Jenno 5; Curcio 5 D’Andrea 6,5 (22’st Balde 5,5). A disposizione: Vitali, Dell’Agnello, Raggio Garibaldi, Lucarelli, Aramini, Pompa, Regoli. All. Marchionni 5,5

Arbitro: Emmanuele di Pisa 6; Assistenti: D’Ilario di Tivoli 6,5 – Cravotta di Città di Castello 6,5

Fumagalli 6 - Strappa la sufficienza per due interventi decisivi, il primo quando chiude la porta a Statella lanciato a rete, la seconda quando con la mano di richiamo sputa via la meravigliosa conclusione dell'ex Bari. Evidenti, però, le colpe sul gol di Laaribi. La palla gli passa accanto e non può essere la presenza di Curcio a pochi metri a cagionarne completamente il mancato intervento. 

Anelli 5,5 - Assistman involontario, quando un suo lancio senza troppe pretese propizia la prima gioia stagionale di D'Andrea. Ma quando la Vibonese propone è tra i primi a traballare. Come quando una sua sconclusionata uscita a centrocampo spiana la strada alla fuga di Rasi, fortunatamente senza esito. 

Gavazzi 6 - Nessun intervento delittuoso il che è già una notizia. La sua partita dura meno di un'ora (13’st Germinio 6 - Venti minuti senza grossi squilli. L'unica cosa da evidenziare è lo scontro con Salvi che mette k.o. tutti e due (33’st Galeotafiore 6 - Esordio stagionale per il difensore scuola Salernitanata. Un quarto d'ora senza grossi affanni).

Del Prete 6 - Con uno scivolone rischia di macchiare una prova senza macchie. Fortuna che "l'infortunio" non sia la causa di una disfatta. Ma sia da braccetto che da guida del terzetto difensivo non sfigura affatto.

Kalombo 6 - Nel post partita farà autocritica. Sostiene di poter migliorare, specie nell'ultimo passaggio. Ed è proprio questa mancanza che non esalta la valutazione di una prova positiva.

Vitale 5 - Resta qualche dubbio sull'entità del fallo che propizia la punizione di Laaribi, ma è altrettanto innegabile l'avventatezza dell'intervento. Non trova il modo per riscattarsi. Tanti errori e poche proposte convincenti (22’st Garofalo 5,5 - Non gli si può chiedere di dare una marcia in più. Fa il compitino, adeguandosi alla mediocrità generale).

Salvi 6 - Poche invenzioni, d'altronde non possiede il pedigree del creatore di gioco, e molta più sostanza. Tuttavia, non è delittuoso chiedergli un quid in più e magari evitare di collezionare cartellini (33’st Morrone 6 - Altro assaggio di campo, dopo lo spezzone con la Ternana. Fa quello che gli si chiede, poco).  

Rocca 6,5 - È l'unico che tenta di schiudere il guscio della mediocrità che avvolge l'intera squadra. Da elemento di qualità superiore prova a superare anche le logiche del gioco di squadra, ma da solo contro tutti è un'impresa, come pattinare sul ghiaccio con le Havaianas. 

Di Jenno 5 - È stanco e si nota. Purtroppo la mancanza di alternative costringono il mister a forzarne l'impiego. Il risultato è una prova povera di incursioni, con qualche sbavatura difensiva. 

Curcio 5 - Battuta d'arresto, d'altronde non gli si può chiedere sempre produrre capolavori come se fossero caramelle. La creatività va stimolata, non forzata. Becca il quinto giallo stagionale, che gli farà saltare la trasferta di Viterbo. 

D’Andrea 6,5 - Si sblocca, fa gol, ed è una notizia. Gli manca un pezzo di tempismo o forse qualche centimetro in più per capitalizzare l'unico cross di livello effettuato da Kalombo. Ma la sua prova resta positiva, così come restano vivi i dubbi sulla sua posizione (22’st Balde 5,5 - Entra quando il match ha pochissimi contenuti interessanti. Chissà che l'assenza di Curcio - squalificato - non gli consenta finalmente di entrare in campo con gli altri compagni e non dalla panchina). 

All. Marchionni 5,5 - Porta a casa un punto ed è l'unica cosa che conta, oltre che la sola da salvare. Come nelle precedenti occasioni la squadra dura mezzo tempo, per poi sgonfiarsi progressivamente. Idee offuscate, squadra scarica atleticamente. Fortuna che a Viterbo si concluda il tour de force. 

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