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Poker al Venezia, Foggia 'supercampione' di Lega Pro: anche Inzaghi si arrende alla furia dei satanelli

Altra impresa dei rossoneri che concludono una stagione straordinaria sollevando un altro trofeo: Deli apre i giochi al 19' del primo tempo, Vacca raddoppia al 29'. Geijo accorcia, prima del tris di Mazzeo. Domizzi illude i lagunari, Deli la chiude nel finale, dopo l'espulsione di Geijo

Dopo il campionato ecco la supercoppa. Il Foggia schianta anche il Venezia, e lo fa fuori casa, nonostante la curva Nord sembrasse un piccolo ‘Zaccheria’. Si infrange nell’ultima gara l’ambizioso sogno di Inzaghi di mettere a segno la tripletta (campionato-coppa Italia-Supercoppa). Troppo forte il Foggia, nonostante qualche leggerezza difensiva di troppo, comprensibile a questo punto della stagione. Il modo migliore per concludere la stagione trionfale: dimostrare a tutti che molto probabilmente la squadra di Stroppa avrebbe vinto anche gli altri due gironi.  

PRIMO TEMPO – Siamo al ‘Penzo’, a casa Inzaghi. Il Foggia arriva a Venezia con due risultati su tre, ma le scelte di Stroppa epsrimono un messaggio chiaro: nessun calcolo, si gioca per vincere. La formazione è quella tipo, con l’unica vera novità rappresentata da Sainz Maza, preferito a Di Piazza. Torna Loiacono a destra, così come Deli che con Agazzi e Vacca completa la mediana. Inzaghi conferma il suo 4-3-3 con Domizzi a guidare il pacchetto arretrato, e Bentivoglio metronomo di centrocampo. C’è poi bomber Geijo, intenzionato a vincere la sfida personale col collega Mazzeo.

L’irriverenza degli uomini di Stroppa non conosce freni: neppure il ‘Penzo’, la prospettiva di un ‘triplete’, o le vacanze all’orizzonte, imbarazzano i rossoneri. Che fanno la partita, seppure a ritmi non proprio sostenuti. Il Venezia attende, e scopre subito una debolezza nelle file degli ospiti: il lato sinistro dei rossoneri, dove Rubin non dà le giuste coperture, a causa anche della scarsissima collaborazione di un Maza completamente votato al lavoro offensivo. Non è un caso che proprio da quella parte i lagunari costruiscano tre occasioni limpide per mettere il match in discesa. Serve sempre un super Guarna per mantenere il punteggio immacolato. Non ugualmente impeccabile è il collega Vicario, che respinge goffamente il destro di Deli, velenoso sì, effettato anche, ma non impossibile da neutralizzare. Foggia avanti, e gara che cambia. Perché il palleggio del Foggia diventa più incisivo, mentre il Venezia, chiamato ora a fare la partita, si scopre piuttosto inconcludente. Dieci minuti dopo il vantaggio di Deli, arriva anche il raddoppio: una perla di Vacca, originatasi da un pessimo disimpegno di Zampano. Il gol di Geijo è un lampo, nell’unico ambito dove i veneti possono fare la voce grossa, ovvero le palle ferme. Prima dell’intervallo c’è tempo per il terzo sigillo rossonero, con Fabio Mazzeo lesto a ribadire in rete un preciso assist dalla destra di Deli.

SECONDO TEMPO – A Inzaghi bastano due minuti per avere la conferma sulla superiorità fisica dei suoi: Domizzi capitalizza ancora una volta un calcio d’angolo, stavolta beffando Loiacono. Gara subito riaperta, ma il gol non produce quel rimescolamento emozionale che i lagunari auspicherebbero. Il Foggia continua a tenere il campo con la saggezza ormai acquisita da tempo. L’esigenza di segnare ancora due gol per centrare il ‘triplete’ costringe la squadra di Inzaghi a lasciare spazi che gli attaccanti rossoneri sono bravi ad attaccare con i tempi giusti. L’innesto di Di Piazza, in tal senso, è funzionale, anche perché consente a Stroppa di passare al 3-5-2, quando decide di schierare Figliomeni. La risposta alla mossa di Inzaghi, che con Ferrari aveva aumentato ulteriormente i chili del reparto avanzato. I piani di ‘Superpippo’ però vanno in malora quando Geijo rifila un colpo proibito proprio all’ex difensore del Latina. Rosso e al 33’ la gara si chiude. Due minuti dopo arriva il gol di Deli, al termine di una devastante percussione di Gerbo, con la preziosa assistenza di un altruista Mazzeo. Si può festeggiare, ancora.

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