Tim Cup, i Satanelli padroni del San Nicola: Gigliotti-Floriano, vince il Foggia, Bari k.o.

Impresa dei rossoneri che espugnano il "San Nicola" conquistando l'accesso al terzo turno della coppa nazionale. Sblocca il francese sugli sviluppi di un corner, raddoppia l'ex Barletta. Defendi realizza il gol della speranza, ma non basta. Espulso Gigliotti nel finale

Con il bel gioco per larghi tratti dell'incontro, e tanto cuore, il Foggia espugna nuovamente il San Nicola, a diciotto anni di distanza dall'ultimo incontro con i cugini biancorossi. 
Una sfida dai due volti, con un Foggia in difficoltà nella prima parte, ma che chiude bene il primo tempo e poi domina letteralmente la ripresa. Ora c'è il Verona

“Leggi e decreti stanno uccidendo la nostra passione. Non c’è derby senza l’opposta fazione”. Così i tifosi del Bari rispondono alla decisione del Prefetto di “mutilare” una gara attesa da quasi vent’anni. Il San Nicola semivuoto (poco più di 14mila presenti) non è un piacere per la vista, men che meno lo è il butterato manto erboso.
Bastano i primi 90 secondi (con il Foggia sempre in possesso della palla e i baresi a rincorrere gli avversari) per capire che partita sarà. Da una parte una formazione, quella rossonera, che come sempre cerca di arrivare nella trequarti avversaria tramite il gioco manovrato e il possesso palla che coinvolge tutti gli effettivi, Narciso incluso; dall’altra una squadra che punta molto sull’aggressività per recuperare palla e affondare centralmente. In tal senso è intelligente la mossa di Nicola di affidarsi al 4-2-3-1 con Romizi (che a fine primo tempo lascerà il campo per Gomelt) e Donati a protezione del quartetto arretrato, e il tridente Boateng-Sansone-Defendi alle spalle del giovane Partipilo.
La posizione dell’ex bolognese è fondamentale: è lui il primo che va ad infastidire Quinto in fase di impostazione, ed è lui il giocatore che in assoluto i rossoneri fanno più fatica ad arginare. Serve due volte il miglior Narciso per dirgli di no in uscita. La prima, dopo soli due minuti su un errato disimpegno del centrocampo. Ecco, se c'è una critica che si può muovere alla squadra di De Zerbi, è proprio l’incapacità di velocizzare il fraseggio, oltre all’estenuante ricerca del gioco manovrato, anche nelle situazioni più precarie, quando un più rassicurante lancio lungo scongiurerebbe pericoli per il proprio portiere.
Per almeno mezz’ora si fa piacere più il Bari, proprio perché delle due squadre, quella di Nicola riesce di più e meglio a interpretare il gioco che si era prefisso. I galletti mettono anche i legni colpiti da Contini e Defendi, entrambi sugli sviluppi di un corner. I rossoneri vengono fuori solo nei minuti finali, quando i padroni di casa si siedono, e salgono in cattedra Floriano e Sarno. Loro due confezionano l’occasione più importante per i rossoneri, al 40’ quando Floriano imbecca con l’esterno destro l’ex Reggina, il quale irride Gemiti e supera Guarna con un elegante pallonetto senza tuttavia inquadrare lo specchio.  

SECONDO TEMPO – Certi segnali ammirati in chiusura di primo tempo non erano da sottovalutare. Perché la crescita palesata dai rossoneri si conferma in avvio di ripresa. Maza due volte si mangia il gol del vantaggio che comunque arriverà. I rossoneri sono assoluti padroni del campo, arrivando con irrisoria facilità nell’area di rigore biancorossa. Di contro c’è un Bari spento, incapace di tenere il pressing alto come nella prima parte dell’incontro, a cui i soli strappi di Boateng (migliore in campo dei suoi) non bastano. E’ Gigliotti a sbloccare l’incontro, con una precisa spizzata che beffa Guarna sul secondo palo. Il gol premia il bel gioco della squadra di De Zerbi, il raddoppio di Floriano ne certificherà la sua evidente superiorità. Nell’occasione è bravo Angelo a farsi trovare pronto sul filo del fuorigioco e a imbeccare l’ex Barletta, che segna un gol fotocopia al primo realizzato contro la Lucchese. Nicola cerca di cambiare qualcosa, e si gioca la carta Puscas in luogo dell’anonimo Partipilo. Che il rumeno sia un attaccante di altri livelli, lo si intuisce presto. Nelle uniche due occasioni in cui riesce a concludere, il Foggia trema. Tuttavia quelle del Bari sono azioni frutto di giocate estemporanee, e gentili omaggi degli avversari, come in occasione del gol di Defendi, che giunge su contropiede, con la formazione rossonera clamorosamente sbilanciata. Nicola inserisce anche Gentsoglou aumentando la qualità in mezzo al campo, mentre De Zerbi inserisce Gerbo per Riverola, e poi Bencivenga per Maza, chiudendo con il 4-4-2, che diventerà presto 4-4-1, quando Gigliotti rimedierà due gialli nel giro di pochi minuti. Non sufficiente per prolungare la sfida fino ai supplementari. Vince con merito il Foggia. Regalo migliore i suoi tifosi non potevano riceverlo.

Tabellino 

Bari (4-3-3) Guarna; Sabelli, Tonucci, Contini, Gemiti; Romizi (43’st Gomelt), Donati; Boateng, Sansone, Defendi; Partipilo. A disposizione: Micai, Ventrella, Salviato, Di Noia, Rada, Scalera, Gentsoglou, Castrovilli, Galano, Caputo, Puscas All. Nicola.

Foggia (4-3-3) Narciso; Angelo, Coletti, Gigliotti, Agostinone; Agnelli, Quinto, Riverola; Sarno, Sainz-Maza, Floriano. A disposizione: Micale, Bencivenga, Di Chiara, D'Angelo, Loiacono, Sicurella, Gerbo, Lodesani, Bruno. All. De Zerbi

Arbitro: Baracani di Firenze

Marcatori: 11’st Gigliotti (F), 20’st Floriano (F), 33’st Defendi (B)

Ammoniti: Agostinone (F), Tonucci (B), Guarna (B), Sainz Maza (F), Gigliotti (F), Bencivenga (F)

Espulsi: 48’st Gigliotti (F) per doppia ammonizione

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