Ternana-Foggia 2-0: le pagelle dei rossoneri

L'erroraccio di Agostinone spiana la strada al gol di Partipilo, che tormenta Ndiaye costringendo Marchionni al cambio dopo 26 minuti. Male anche Kalombo; D'Andrea inconsistente, Curcio sciupone

Quarta sconfitta consecutiva, poco da eccepire sulla veridicità del risultato. Troppo forte la Ternana, troppo debole il Foggia. Sì, perché se contro l’Avellino era emersa più l’apatia della squadra rossonera che una oggettiva differenza di caratura tecnica, stavolta è andata diversamente. Il Foggia, a suo modo, ha provato a giocarsela, ma contro una corazzata come quella messa a disposizione di Lucarelli, servirebbe ben altro.

Per la verità, la squadra di Marchionni ha manifestato una maggiore propensione al fraseggio corto, alla ricerca del palleggio. Ed è lì che sono emersi i limiti tecnici di alcuni elementi. Un problema divenuto evidente quando la squadra è stata chiamata ad aggirare e arginare il pressing sistematico degli attaccanti umbri. Nel post gara il tecnico ha dichiarato che la partita non si è decisa sulla differenza di qualità del palleggio. Ci permettiamo di dissentire. Al netto della prestazione sontuosa di Partipilo, spina nel fianco costante e protagonista in entrambe le reti, è apparsa quasi imbarazzante la diversa qualità nella gestione della palla. Lì dove il Foggia arrancava tra controlli ciabattati e passaggi fuori misura, c’era una Ternana orchestrata magistralmente dal metronomo Palumbo affiancato dal meno appariscente, ma non per questo meno utile, Proietti. Il resto lo hanno fatto la fantasia di Falletti e l’esplosività di Partipilo, responsabile principale delle emicranie che hanno accompagnato il sonno di Agostinone e Ndiaye. C’è poi il problema annoso dell’attacco. Detto di Dell’Agnello che andrebbe servito diversamente, restano i dubbi sulle qualità realizzative di D’Andrea, che fino a oggi non è andato oltre la pur apprezzabile propensione alla lotta. Affidarsi esclusivamente ai colpi di Curcio – che nel primo tempo avrebbe potuto sbloccare il match – è un lusso che la squadra non può concedersi. Buone indicazioni le ha date Balde che al di là del gol malamente mangiato ha conferito all’attacco quel barlume di pericolosità che i compagni non erano stati in grado di generare nei primi ottanta minuti. Ricorrere alle sue qualità, magari con una tempistica diversa, non sarebbe un delitto.

Le pagelle di Ternana-Foggia

TERNANA (4-2-3-1) Iannarilli 6; Defendi 6,5 Kontek 7 Boben 6,5 Frascatore 6; Palumbo 7,5 Proietti 7 (26’st Paghera 6); Partipilo 8 (26’st Damian 6) Falletti 7 (31’st Suagher 6) Furlan 6 (12’st Torromino 6); Vantaggiato (12’st Raicevic). A disposizione: Vitali, Mammarella, Ferrante, Russo, Peralta, Laverone, Salzano. All. Lucarelli 7

FOGGIA (3-4-1-2) Fumagalli 6; Germinio 5,5 Gavazzi 5,5 Agostinone 4,5; Kalombo 5 Vitale 5,5 (34’st Balde 5,5) Raggio Garibaldi 5 (26’st Morrone 6) Ndiaye 4,5 (26’pt Di Masi 5); Curcio 5; D’Andrea 5 Dell’Agnello 6 (26’pt Garofalo 5,5). A disposizione: Mascolo, Salvi, Di Jenno, Lucarelli, Aramini, Pompa, Naessens, Regoli. All. Marchionni 5,5

Arbitro: Colombo di Como 6,5

Fumagalli 6 – Stavolta, al netto di particolari eccezioni, censura la sventagliata assecondando il gioco corto. Becca 2 gol a partita da 4 match, eppure le colpe sono quasi sempre altrove.

Germinio 5,5 – Apprezzabile più nelle uscite palla al piede che in marcatura.

Gavazzi 5,5 – Vantaggiato ha una certa età, eppure si muove ancora divinamente. Gli tocca arrangiarsi come può pur non riuscendo a dissimulare angosce e incertezze. Paradossalmente, le cose vanno meglio quando Lucarelli si affida al più fisico Raicevic.

Agostinone 5 – Di sto passo, nelle statistiche, accanto alle presenze, ai gol e ai cartellini, ci aggiungeranno anche i lisci. Con il Bisceglie fu anche sfortuna, con la Ternana il goffo tentativo di arpionare in volo il pallone si commenta da sé. Da braccetto funziona meglio quando scivola sulla corsia per accompagnare l’azione. Ma in marcatura si evidenziano i limiti fisici.

Kalombo 5 – Ormai è evidente l’allergia alla fase difensiva. Non sembrano esistere cure efficaci per risolvere il problema. Un antistaminico tattico potrebbe essere l’avanzamento di posizione, ma a quel punto bisognerebbe cambiare modulo. Ciò non attenua l’urgenza di un disciplinamento. Non è il caso di indugiare parlando del fallo da rigore.

Vitale 5,5 – In avvio è colui il quale tenta di alzare il pressing nel primo possesso della Ternana. Ma è un lavoro che compie in solitario. E sempre lui sembra sia l’unico in grado di accompagnare l’azione offensiva con gli inserimenti. (34’st Balde 5,5 – Il giudizio finale è drogato dal tiraccio alle stelle che vanifica l’opportunità di dimezzare il vantaggio e riaprire il match. Ma è evidente come il livello di pericolosità dell’attacco cambi repentinamente. Ribadiamo l’interrogativo: siamo sicuri che non meriti di giocare più di un quarto d’ora?).

Raggio Garibaldi 5 – Altro passo indietro. La differenza con i dirimpettai rossoverdi è a tratti imbarazzante. Imposta male e copre anche peggio. Goffo, goffissimo lo pseudo-disimpegno che aziona il gol di Partipilo (26’st Morrone 6 – Di incoraggiamento. Pronti via, sbaglia un passaggio piuttosto semplice. Poi ci mette un po’ di cazzimma, facendosi anche vedere al tiro. Per lo meno abbiamo scoperto che esiste).

Ndiaye 4,5 – Un po’ come Kalombo, è evidente che il 3-5-2 ne strozzi le qualità offensive. Stavolta gli tocca fronteggiare Partipilo, che dalle sue parti maramaldeggia ripetutamente. Marchionni gli risparmia ulteriori umiliazioni (26’pt Di Masi 5 – A differenza di Ndiaye, prova ad arrangiarsi con un po’ più di convinzione. Epperò, certi errori tecnici sono inaccettabili. Brutto il mancato controllo sulla sinistra che vanifica una potenziale ripartenza a metà ripresa. Ancor più brutto lo stop difettoso che converte l’anticipo in assist per la percussione di Partipilo, nell’azione del rigore).

Curcio 5 – Predicatore nel deserto tecnico della squadra. Finisce per immalinconirsi e perdere creatività nelle giocate. Urge intervenire prima che la malinconia diventi prostrazione. Grave l’errore nell’unica occasione costruita dai rossoneri nella prima frazione. Sarebbe stato il gol dell’1-0.

D’Andrea 5 – Parte come mezzala, esperimento che dura poco meno di mezz’ora, quando Marchionni rinuncia a Dell’Agnello e lo ripropone in avanti. Il fatto che il mister lo abbia impiegato a centrocampo la dice lunga sulle valutazioni del D’Andrea attaccante. Il ragazzo lotta, sgomita, tira sportellate, ma la sua inconsistenza offensiva fa quasi tenerezza. E non lo agevola avere di fronte due marcantoni come Kontek e Boben.

Dell’Agnello 6 – L’unica palla giocabile, la gestisce in maniera poco ortodossa eppure riesce ad aprire il campo per Curcio. Sarebbe stato l’assist dell’1-0 se il compagno avesse centrato la porta. Il bello è che proprio in quell’occasione si fa male (26’pt Garofalo 5,5 – Accenni di movimenti da mezzala di inserimento. Ancora troppo poco per ottenere una valutazione positiva, anche perché gli errori sono ancora tanti. Va vicino al gol in chiusura di match).

All. Marchionni 5,5 – La scelta di D’Andrea mezzala non paga, ancor meno quella di Ndiaye come esterno che, al pari di Kalombo, continua a palesare pesanti lacune in fase difensiva. Ha ragione quando dice che sono i giocatori a determinare i moduli. Ecco, provi a dare ascolto a se stesso.

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