Teramo-Foggia 2-0: le pagelle dei rossoneri

Difesa da incubo, male anche il centrocampo. Rocca a disagio nella nuova posizione. Le scelte di Marchionni, stavolta, non producono frutti

Forse la prestazione di Cava, più che un episodio è stato un campanello d'allarme. Allora, gli episodi e la bassa caratura dell'avversario erano riusciti a dissimulare la regressione in termini di qualità della manovra che il Foggia ha evidenziato anche a Teramo, in casa di una squadra attrezzata per ottenere ben altri risultati. E se i difetti nel gioco si sommano alle croniche amnesie dei singoli, scongiurare la debacle diventa un'impresa titanica. Con il Teramo il Foggia ha approcciato male la gara, accettando che fossero gli avversari a fare la partita e affidandosi a un gioco fatto di ripartenze. Ma per fare le ripartenze servono gli interpreti giusti, gente abile a intercettare le linee di passaggio, e altrettanto veloce nel ribaltare il fronte offensivo. Difficile ottenere tutto questo con un centrocampista (Rocca) in appoggio a una punta (Curcio) che non hanno nella rapidità in campo aperto la loro arma migliore. A fine partita Marchionni ha parlato di buona prestazione dei suoi e provato a spiegare le scelte che tuttora ci sembrano poco spiegabili. Come quella di riproporre il duo Salvi-Gentile in mediana, con la sempre più inconcepibile presenza di D'Andrea a centrocampo, depauperando un centrocampo che non può fare a meno contestualmente della qualità di Rocca e del dinamismo di Vitale. Il resto lo hanno fatto gli errori dei singoli: Anelli, che al solito giallo preso per il solito fallo stupido ha aggiunto un inspiegabile errore in appoggio nell'azione del vantaggio avversario, Gavazzi quasi mai in grado di registrare la difesa e darle sicurezza. C'è molto da lavorare per raddrizzare il trend. 

TERAMO (4-3-3) Lewandowski 6; Diakite 6,5 Piacentini 6,5 Soprano 6,5 Tentardini 6; Ilari 6,5 Arrigoni 6 Santoro 6; Bombagi 6,5 (20’st Mungo 6,5) Pinzauti 7 Cappa 7 (25’st Gerbi 6). A disposizione: Valentini, Trasciani, Mungo, Costa Ferreira, Di Francesco, Celentano, Di Matteo, Viero, Bunino, Iotti, Gerbi. All. Paci 7

FOGGIA (3-5-2) Fumagalli 5,5; Anelli 4,5 Gavazzi 5 Germinio 5,5; Kalombo 5,5 D’Andrea 5 (37’st Dell’Agnello s.v.) Salvi 5 (13’st Balde 5,5) Gentile 5 (13’st Raggio Garibaldi 6), Di Jenno 5,5; Rocca 5 (30’st Vitale 5,5) Curcio 5,5. A disposizione: Vitali, Galeotafiore, Ndiaye, Del Prete, Garofalo, Lucarelli, Aramini, Pompa. All. Marchionni 5

Arbitro: Garofalo di Torre del Greco 6; Assistenti: Bahri 6 – Piazzini 6

Fumagalli 5,5 - La respinta su Bombagi non è proprio precisa, ma si fa fatica a capire come mai non accenni neppure un tuffo sul tap in di Cappa che non la colpisce in maniera pulita. 

Anelli 4,5 - Il primo giallo della partita è il suo, tanto per cambiare. E tanto per cambiare lo prende per un fallo davvero inconcepibile. Come l'errore in fase di appoggio che spiana la strada al Teramo. Resta l'anello debole del terzetto difensivo, come lo è stato spesso lo scorso anno. Ma in D certe mancanze si potevano abbuonare.

Gavazzi 5 - Basta che la squadra si allunghi appena, per mandarlo in affanno quando l'attaccante avversario viene lanciato in campo aperto. Pinzauti lo brucia letteralmente in occasione del raddoppio.

Germinio 5,5 - Anche lui troppo tenero nel rincorrere Pinzauti quando questi viene imbeccato da Mungo.  

Kalombo 5,5 - È il solo a tentare qualcosa, essendo anche l'unico in grado di mettere in difficoltà gli avversari con il suo passo. Tuttavia, manca la continuità della spinta, ma soprattutto c'è poca precisione nelle sue incursioni. Non riesce mai a fare due cose giuste consecutivamente.

D’Andrea 5 - A precisa domanda su che cosa abbia in più degli altri centrocampisti, Marchionni ha dichiarato: "Così posso sfruttare meglio le sue caratteristiche". Quali siano, è ancora un mistero. L'unica cosa degna di nota è un cross a mezza altezza sul quale Curcio arriva con un attimo di ritardo, un minuto dopo il vantaggio degli abruzzesi. Sul resto, meglio non indugiare (37’st Dell’Agnello s.v.).

Salvi 5 - Falloso e impreciso. Fa una fatica immane a dare ordine alla manovra, poco supportato com'è dalle due mezzali (13’st Balde 5,5 - Ha poche colpe specifiche, di palloni dalle sue parti se ne vedono pochi. Ma basta la sua presenza per dare un senso all'attacco rossonero. È uno dei pochi, se non l'unico oltre a Curcio, a palesare una credibilità tecnica che, inspiegabilmente, tarda a essere premiata con un minutaggio adeguato). 

Gentile 5 - Un tiro loffio dal limite, ignorando Di Jenno ben appostato sulla sinistra, è la sintesi del suo pomeriggio al 'Bonolis'. Da uomo d'ordine sa rendersi molto più utile. Da mezzala, decisamente no (13’st Raggio Garibaldi 6 - Pimpante al punto giusto, anche per lanciare un segnale al tecnico che lo aveva retrocesso dietro Salvi e Gentile nella graduatoria dei metodisti. Chissà che con la Virtus Francavilla non tocchi di nuovo a lui).

Di Jenno 5,5 - Non si sa ancora se sia l'atteggiamento miope dei compagni che ne assecondano poco le incursioni o se sia timidezza (la sua) che gli impedisce di prendere troppo l'iniziativa. Fatto sta che a sinistra potrebbe e dovrebbe osare di più. È pur vero che un esterno avrebbe bisogno, magari, di una mezzala o di una punta che ne assecondi le proposte. Tutto ciò che a Teramo non si è visto.

Rocca 5 - Marchionni da lui cerca la profondità che si dovrebbe richiedere a un attaccante. Uno con le sue qualità tecniche e capacità di far girare il pallone, non può essere sacrificato in attacco. Quando viene riproposto in mediana è ormai uscito fuori dalla partita (30’st Vitale 5,5 - Mette a segno un altro giallo - che gli costerà la squalifica per domenica, ndr - e poco altro. Ma a un quarto d'ora dalla fine non gli si può chiedere mica di rovesciare completamente le sorti di una partita nata male e proseguita peggio).  

Curcio 5,5 - Con Rocca si cerca costantemente, ma i due si trovano poco. Anche perché è difficile produrre qualcosa di concret in un sistematico due contro cinque. Le tenta tutte, come spesso accade quando il resto della squadra è a corto di idee. Ma non è che gli si possano chiedere sempre miracoli.

All. Marchionni 5 - Ok il turnover, non gli esperimenti. Rocca in avanti non funziona, checché ne dica lui nel post gara. Fa bene a ruotare i giocatori, ma la contestuale rinuncia ad alcuni elementi è deleteria per una squadra che è tecnicamente tutt'altro che completa. Rocca in attacco, Vitale e Del Prete in panchina, sono rinunce che si pagano. Per non parlare della smodata fiducia riposta in D'Andrea e Anelli. 

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