Venerdì, 17 Settembre 2021
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Gavazzi di testa, il Foggia fa festa: a Francavilla arriva la terza vittoria consecutiva

Una rete in mischia del capitano rossonero decide il match al 'Giovanni Paolo II' di Francavilla Fontana. Rossoneri più intraprendenti e pericolosi dei padroni di casa per tutta la partita. Espulso Salvi nel finale. I satanelli superano il Catania e consolidano la quinta posizione

La spunta il Foggia, meritatamente, al termine di una partita non bella, ma durante la quale la formazione di Marchionni è sembrata l’unica squadra a cercare la vittoria con maggiore convinzione. Lo dicono i numeri, dal possesso palla al tempo trascorso maggiormente nella trequarti avversaria, fino alle occasioni. Praticamente inoperoso per l’intero match Fumagalli, molto più sollecitato il collega Costa, che alla fine è dovuto capitolare nelle fasi finali del match sugli sviluppi di un corner. L’ha decisa Gavazzi, lesto a ribadire in rete di testa una palla che la traversa aveva respinto dopo una conclusione di Rocca. Vittoria limpida e meritata. Inutile oltre che infruttuoso il forcing nei minuti finali della formazione di casa, dopo il rosso rimediato da Salvi per una entrataccia a gamba tesa su un avversario.

PRIMO TEMPO – Marchionni fa poche rotazioni, eccezion fatta per la catena di sinistra, che vede l’impiego contestuale di Germinio in difesa e Agostinone come quinto di centrocampo. In avanti, spazio di nuovo a Dell’Agnello con Balde che si riaccomoda in panchina. Schieramento speculare quello della Virtus: Trocini affianca Adorante a Vazquez in avanti, mentre a centrocampo è Zenuni il metronomo di centrocampo con Castorani e Tchetchoua mezzali. La partita non è molto bella. Il Foggia però trasuda tranquillità, come suggerisce la classifica senza dubbio più rasserenante di quella della Virtus. L’urgenza di fare punti, forse, blocca un po’ i padroni di casa, la cui manovra è intrisa di ansia e frettolosità. A mantenere basso il livello tecnico della partita, contribuiscono anche i ritmi tutt’altro che intensi, figli dei tanti impegni ravvicinati. Ai punti, però, è il Foggia a meritare. Se non altro perché serve un attento Costa per opporsi alle due conclusioni di Vitale, all’8 (tiro-cross deviato in angolo) e al 29’ (inserimento centrale con conclusione respinta). La Virtus poco prima aveva dovuto rinunciare a Tchetchoua, forse l’elemento più attivo e intraprendente del primo tempo. La formazione di casa ha solo un lampo, sugli sviluppi di un piazzato, che porta Castorani a colpire di testa centrando il palo, e Vazquez (in offside) a respingere il tap in di un compagno di squadra.

SECONDO TEMPO – Marchionni punta su Salvi che rileva un evanescente Garofalo. La partita mantiene lo stesso tema tattico anche se la superiorità dei rossoneri appare progressivamente più evidente. In area i cross – soprattutto dal versante mancino – spiovono con una frequenza notevole. Manca il guizzo dell’attaccante, che non viene fuori dai piedi di Dell’Agnello né da quelli di D’Andrea. La reazione della Virtus è tutta su un traversone tagliato dalla sinistra di Nunzella, che attraversa l’area piccola senza che nessuno arrivi per la deviazione vincente. Troppo poco per recriminare. Marchionni si gioca le carte Rocca e Balde nell’ultimo quarto d’ora, ai quali si aggiunge quella forzata di Di Jenno per l’acciaccato Agostinone. Il gol arriva, grazie al capitano Gavazzi sugli sviluppi di un corner. Il capitano è più lesto di tutti a bucare Costa, appena graziato dalla traversa che aveva respinto la conclusione di Rocca. A quel punto Trocini getta nella mischia Sparandeo, giusto in tempo per rischiare di beccare il secondo gol, ma ancora una volta il legno ricaccia indietro l’inzuccata di Dell’Agnello. Il rosso a Salvi, al 44’, macchia solo parzialmente il pomeriggio dei rossoneri, che nei minuti di recupero arginano senza troppi affanni l’assalto della Virtus, prima di gioire per il terzo successo di fila. Il discorso salvezza è ormai acquisito (manca solo l’aritmetica), i playoff diventano un pensiero sempre meno utopistico.

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