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D'Andrea si sblocca, il Foggia no. Con la Vibonese arriva il secondo pareggio consecutivo

Succede tutto nel primo tempo: l'11 rossonero la sblocca beneficiando di un errore di Bachini. Al 24' il pari di Laaribi su calcio di punizione. Partita molto combattuta, ma povera di contenuti tecnici

Un altro pari, stavolta dai contenuti diversi rispetto a quello di tre giorni fa. Pochi, per la verità. Perché a Vibo Valentia a dominare sono stati gli errori dei singoli e la noia, specie nel secondo tempo. L’1-1 finale è il logico epilogo di una partita dai contenuti tecnici assai poveri. Si è visto un Foggia brutto, estremamente impreciso oltre che sfortunato, come testimonia il doppio cambio che Marchionni ha dovuto effettuare per uno scontro tra Germinio e Salvi. L’unica cosa da salvare è proprio il risultato che consente ai rossoneri di tenere dietro proprio la Vibonese (seppur con due gare giocate in più) conservando un posto nella zona sinistra della classifica. 

PRIMO TEMPO – Pochi cambi rispetto a domenica scorsa per Marchionni, che rispolvera Anelli in difesa e ripropone Vitale in mediana. Davanti è confermata la coppia Curcio-D’Andrea. E sarà proprio il numero 11 a sbloccare l’incontro all’8’, quando un lancio senza pretese dalla trequarti di Anelli assume una strana traiettoria che manda in totale confusione Bachini, l’attaccante foggiano è bravo a prendere posizione col corpo e a uccellare il portiere Marson con un preciso lob mancino. Foggia avanti subito e prima gioia per l’attaccante di proprietà della Salernitana. La Vibonese accusa inizialmente il colpo, il Foggia tiene alto il pressing provando a sporcare il fraseggio dei padroni di casa sin dalla fase di primo possesso. Ma la superiorità dei rossoneri dura molto poco. Come già accaduto contro la Virtus Francavilla, la squadra di Marchionni evidenzia tutti i suoi limiti nella fase difensiva. Ai padroni di casa basta una punizione dalla propria trequarti per mandare in porta Statella, che non trova la rete solo per la pronta ed efficace opposizione in uscita di Fumagalli. L’estremo difensore rossonero, però, capitola al 24’ su una punizione dal limite dell’area – all’altezza del lato corto – di Laaribi che sfiora il fianco di Curcio, appostato nei pressi della porta, e passa accanto al numero 1 rossonero, tutt’altro che incolpevole. Concorso di colpa, come minimo, fatto sta che la Vibonese riesce a raddrizzarla. Il gol riconsegna ai calabresi quelle sicurezze prematuramente perdute dopo il gol del Foggia. Orchestrate da un ispirato Laaribi e con uno Statella difficile da marcare, la squadra di Galfano sa come pungere i rossoneri, soprattutto sulle ripartenze, come quando Rasi elude una uscita totalmente fuori tempo di Anelli e percorre metri di campo in solitario prima di concludere malamente. Meno bene il Foggia, che fatica a fraseggiare dal basso e quando ci riesce non lo fa con i tempi giusti. Serve un maestoso volo di Fumagalli per negare a Statella l’eurogol dai 20 metri; coefficiente di difficoltà inferiore, ma non per questo facile, l’intervento con cui Marson smanaccia il tentativo dal limite di Rocca in chiusura di primo tempo.

SECONDO TEMPO – A conti fatti, la parte migliore di sé la partita l’ha mostrata nella prima frazione. Nella ripresa il gioco resta impantanato a centrocampo, dove la lotta la fa da padrona sulle idee e le geometrie. Nel complesso è la Vibonese a dare l’idea di poter fare qualcosa in più, mentre il Foggia continua a fare una estrema fatica nel portar palla in avanti e rifornire le punte. Il solo Rocca – tanto per cambiare – prova a produrre qualche giocata di qualità, ma finisce per somigliare al re con un occhio buono nella terra dei ciechi. Il Foggia non può contare neppure sulle giocate di Curcio, totalmente fuori partita. I cambi di Marchionni non producono scossoni, anche perché non possono essere Garofalo e Germinio ad alzare il tasso tecnico della squadra. Il difensore è anche sfortunato quando alla mezz’ora si scontra con Salvi su un’azione di gioco. Entrambi finiscono k.o. costringendo il tecnico a spendere l’ultimo slot disponibile con due cambi forzati. Neppure l’innesto di Balde porta risultati significativi. Il fratellino di Keita non si risparmia, ma di palloni puliti da giocare ne vede pochissimi. Nell’ultima disordinata – una delle tante – sgroppata di Kalombo si consumano le velleità rossonere. La Vibonese non va oltre il vorrei, ma non posso. Finisce 1-1. Giusto così.

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